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Intervista a Michele Di Natale «Gori non sceglie le tariffe, abbiamo ereditato disastri»

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Gestione idrica. Confronto Gori-sindaci Forum a Metropolis 

Michele Di Natale è presidente del Cda di Gori dal luglio del 2016. Ordinario di costruzioni idrauliche e marittime, già preside della facoltà di ingegneria, guida la società che si occupa. del servizio idrico integrato su 74 comuni. Presidente, partiamo dal tema più delicato: le tariffe. Quando si parla di soldi e di bollette, gli animi sono sempre esasperati. Molti rimproverano l’azienda di avere tariffe alte. “C’è un’azione di chiarezza che va preventivamente portata avanti. Prima di entrare nel merito delle cose, nel cuore della discussione, dobbiamo sgombrare il campo da elementi fuorvianti. Anche perché solo la conoscenza può condurre alla verità”. A cosa si riferisce? “Al fatto che Gori non fa, non determina le tariffe. Gori le applica”. Ci può spiegare meglio il passaggio? “E’ molto semplice: la tariffa del servizio idrico integrato è predisposta dall’ente di governo locale. Prima la predisponeva l’Ente d’Ambito, oggi sostituito dall’Ente Idrico Campano (Eie) nel quale sono rappresentati i comuni del territorio”. Il percorso, dunque, finisce qui? “No. Dopo la tariffa viene approvata dall’Autorità di Regolazione per l’Energia, Reti e Ambiente (Arerà). Come vede parliamo di un altro ente, che opera a livello nazionale”. Sulla base di quali parametri, però, vengono stabilite queste tariffe? “Alla base vi è il principio comunitario della copertura integrale dei costi di gestione e di investimento da un lato e il vincolo dell’equilibrio economico finanziario”. Però per l’opinione pubblica e per la gente comune è Gori che mette tariffe alte.

“Frasi che non corrispondono alla verità. E che vengono riproposte spesso creando un danno alla nostra azienda. Anche durante il forum a Metropolis ho ribadito più volte ai sindaci che il loro ruolo è fondamentale. E che quando si parla di tariffe, dal momento che non le decide Gori, ma le applica soltanto, possono farsi sentire nelle sedi opportune: quelle dove le tariffe vengono decise”. Presidente, spesso però si parla anche dei confronti con altri gestori, evidenziando ad esempio le differenze a sfavore di Gori. Come mai? “Perché se si fa un calcolo meramente matematico, senza tenere conto di alcuni parametri importanti, è facile arrivare a conclusioni semplicistiche e non rispondenti al vero. Le faccio un esempio?” Certo. “Prendiamo gli investimenti: si tratta delle azioni concrete che il gestore Gori, ad esempio, porta avanti per ampliare e migliorare la rete idrica o i servizi fognari. Più investimenti vengono fatti, più somme vengono stanziate, più, inevitabilmente, chi predispone le tariffe chiede che quelle cifre vengano portate a pareggio. E la nostra azienda ha accelerato sul tema degli investi menti”. C ‘ è qualche altra differenza con gli altri gestori? “Certo. Ad esempio alcuni gestori possono contare su fonti e su sorgenti interne al proprio territorio. Forse non tutti sanno che, ad esempio, Gori deve acquistare acqua per poi poterla erogare ai propri utenti. E questo è un altro costo. Qualche altro gestore, invece, quest’acqua non solo ce l’ha già, ma. addirittura può rivenderla e dunque farla diventare un introito”. La strada qual è? “Arrivare ad una tariffa unica per il territorio regionale”. Investimenti e miglioramenti: anche se le critiche non mancano. “Noi siamo consapevoli di svolgere un ruolo difficile e dunque non ci sottraiamo mai alle nostre responsabilità. Però chi ci giudica deve sapere che la situazione delle infrastrutture al Sud è un disastro. Chi punta il dito, chi ci vuole mettere al rogo deve conoscere lo stato delle cose che abbiamo ereditato e sulle quali da anni stiamo cercando di intervenire per migliorarle. Quando ascolto le parole dei sindaci, le loro richieste, anche le loro lamentele so che dobbiamo dare delle risposte. Ma dobbiamo anche tenere a mente le condizioni reali in cui, per colpe non nostre, siamo costretti ad operare”. Intanto per venire incontro alle famiglie arriva il bonus idrico. “E’ l’opportunità data alle famiglie che vivono situazioni di difficoltà. Nel rispetto di una scelta che a livello nazionale si è fatta negli interventi di bonus nel settore idrico. A questa possibilità noi abbiamo aggiunto la soglia di 30 litri che si sommano ai 50 stabiliti dalla normativa. Ci auguriamo che venga accolta in pieno da tutti gli aventi diritto”. (Fonte: vilam da Metropolis)

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