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Immobile -doppia dedica a quota 8, più di CR7. Ora punta Piatek (9)

Ciro Immobile, 28 anni, l’attaccante con la doppietta alla Spal ha raggiunto quota 8 gol lapresse

Due gol davanti al cittì Mancini: «So che mi stima mi troverà pronto. La doppietta è per mia moglie»

Il Ciro italico è un bomber bombastico. Due gol e mezzo segnati alla Spal dopo i quattro rifilati a gennaio, il mezzo sta per il palo colpito incornando. Il Ciro italico ha aperto il festival del gol italiano, è stato trasmesso davanti a Mancini, spettatore interessato all’Olimpico. Assieme a lui hanno colpito Cataldi e Parolo. L’Immobile laziale e nazionale ha inviato messaggi e dediche a tutti dopo la nuova doppietta della sua carriera. I primi al cittì: «Mancini? Mi conosce, mi stima e mi ha sempre convocato tranne nei giorni dell’infortunio di maggio. Ha dovuto fare delle scelte, io mi farò sempre trovare carico». I secondi messaggi, extracalcistici, sono stati tutti per la moglie Jessica: «Dedico i miei due gol a mia moglie, mi segue sempre, anche in trasferta. La amo», ha urlato Ciro dai microfoni di Dazn. Aveva concluso l’intervista, il bomber cortese. E’ tornato indietro per intitolare, romanticamente, la doppietta alla sua amata, prima tifosa. Il suo bacio è come un rock.

La potenza. Ciro Immobile ha sbandierato la sua lazialità e la sua italianità segnando e risegnando sotto gli occhi del cittì, reo di averlo confinato in panchina contro la Polonia, reo di avergli preferito anche Lasagna. Il Ciro italico, con i colpi di ieri, è salito a 8 reti in campionato, tallona Piatek del Genoa (9), cannoniere principe in serie A. Ciro ha scavalcato Insigne, Mertens e Ronaldo (tutti a quota 7 nella classifica cannonieri). Ciro s’è rifatto con gli interessi dopo il doppio digiuno osservato (forzatamente) con Marsiglia e Inter. Non ha potuto nulla l’altro Milinkovic, il fratello di Sergej, portiere della Spal. Il primo gol di Immobile è stato da elettroshock, la frustata al volo ha sorpreso il gigante Vanja, impalato nell’occasione. Ciro s’è appostato sul secondo palo come fa sempre e come sempre lo lasciano solo, meglio per lui. Il secondo gol è stato velenoso per la deviazione di Costa. Ciro Immobile ha martelli al posto dei piedi, non c’è molto da fare quando prende bene la mira. Se va giù, si rialza. Magari barcollante, ferito, arrabbiato, ma pronto a lottare.

Gli inni. Ciro Immobile è un bomber bombastico nel numero dei gol, nelle percentuali realizzative. Alla 102ª presenza biancoceleste è salito a quota 76 reti. Quest’anno ha segnato sei gol in sei partite casalinghe, sarebbero sette contando il colpo rifilato alla Roma (per gli statistici giocavano in casa i giallorossi). Ciro ha segnato in quattro delle ultime cinque partite di campionato. Esercita il suo talento che è potere, vuole far grande la Lazio, migliorarne limiti e vizi, vuole scuoterla cancellando la sindrome d’inferiorità che suscitano le sfide con le big: «Abbiamo fatto una grande partita – ha detto Ciro tutto d’un fiato – bisognava reagire dopo l’Inter. Dobbiamo continuare così per la classifica e per il morale. Sono felice per i due gol, la squadra ne aveva bisogno. Lunedì non eravamo entrati in campo da Lazio, dopo le critiche questo lo interpreto come un segnale di maturità. Adesso è importante guardare dentro di noi, mantenere la continuità, al dì là della classifica. La vittoria contro le big ci manca, questo pesa perché abbiamo perso quattro volte quest’anno, serve uno step mentale in più. Le critiche ci potevano stare, la gente si aspetta tanto da questa squadra». Ha lasciato l’Olimpico zoppicando, per sicurezza sarà controllato alla ripresa, in Europa dovrebbe riposare. Per poco ieri non ha replicato il poker di Ferrara, datato 6 gennaio scorso: «Berisha e Correa hanno giocato poco, era giusto che cercassero la giocata personale». Hanno sperperato giri di giostra.

fonte:corrieredellosport

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