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Ibrahimovic chiama il Milan

Zlatan Ibrahimovic, 37 anni, con la maglia dei Los Angeles Galaxy Afps

L’emergenza chiama il mercato. L’equazione è scontata, ma per il Milan diventa di fatto obbligatorio andare a caccia di soluzioni a gennaio. Che la rosa avesse qualche vuoto era già chiaro quando si è chiusa la finestra estiva, ma gli ultimi infortuni hanno fatto scattare definitivamente l’allarme. E, a questo punto, con il Diavolo in piena corsa Champions, sarebbe un errore non mettere almeno qualche pezza, correndo il rischio di compromettere il traguardo stagionale.
Come si può intuire i fronti aperti sono diversi. Uno dei più caldi riguarda, nello specifico, Ibrahimovic. Leonardo e Raiola dialogano costantemente. C’è il rinnovo di Bonaventura da discutere, ma ora l’attenzione si è spostata sullo svedese, che ha mancato i play-off insieme ai Los Angeles Galaxy e che, in generale, non è contento della sua situazione in California. Insomma, è più che disposto ad ascoltare le offerte del Milan. In casa rossonera, però, è in atto una profonda riflessione. C’è la preoccupazione che lo sbarco di Ibra potrebbe alterare gli equilibri dentro lo spogliatoio. Nel senso che la coppia Higuain-Cutrone funziona dentro e fuori dal campo, ma lo svedese non arriverebbe certo per fare solo panchina. D’altro canto un innesto del genere potrebbe rivelarsi decisivo per la corsa Champions, tenuto conto, inoltre, che dopo aver accettato un ingaggio di nemmeno 1,5 milioni di euro Ibra non avrebbe pretese esorbitanti. Insomma, come si può ben capire, la questione non è soltanto tecnica, ma nel giro di qualche settimana andrà emesso un verdetto.
Allargando il discorso, l’ideale sarebbe un rinforzo per reparto, a cominciare dal centrocampo che ha appena perso Biglia e che non ha trovato in Bakayoko un’alternativa all’altezza. In Spagna si parla con insistenza di Denis Suarez, che non sta trovando spazio nel Barcellona (una sola presenza in Coppa del Re finora) e che, con gli argomenti giusti, potrebbe partire in prestito. Sui taccuini dei due dirigenti ci sono anche i nomi di Rabiot, Ramsey e Fabregas, tutti con il contratto in scadenza nel giugno 2019 e quindi, sulla carta, con un ridotto valore di mercato. Per la difesa è probabile si guardi in Brasile, dove c’è quel Rodrigo Caio sul conto del quale esistono già referenze importanti, senza contare il fatto che è dotato di passaporto italiano. Altrimenti si andrà alla caccia di qualche esubero. E tra questi ci sarebbero anche i due juventini Benatia e Rugani. Mentre è rimbalzata, sull’onda dei ricordi, anche l’idea Thiago Silva.
Intanto, si è ufficialmente chiusa l’avventura all’Arsenal di Gazidis, che è uscito dai quadri dirigenziali dei Gunners, ma che farà il suo ingresso in quelli del Milan, in qualità di ad, solo a partire dal primo gennaio. Chissà che anche lui non possa dare una mano sul mercato.

fonte:corrieredellosport

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