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Costiera Amalfitana, abusivismo edilizio: oltre 40 denunciati tra Amalfi, Atrani, Furore, Ravello, Tramonti, Scala e Positano

Sarebbero una quarantina le persone denunciate in Costiera Amalfitana dopo le operazioni dei Carabinieri della Stazione di Amalfi negli ultimi sei mesi in contrasto all’abusivismo edilizio. Operazioni che si sono tenute nei comuni di Amalfi, Ravello, Tramonti, Scala e Positano. Da verificare se si siano tenute anche operazioni nel comune di Atrani. Tutti i denunciati farebbero parte di imprese edili, sia in qualità di proprietari che di tecnici. 17 i sequestri messi in atto.

I militari guidati dal capitano Roberto Martina e con l’aiuto del personale dell’ufficio tecnico hanno finalizzato diverse operazioni alle quali sono seguite sequestri preventivi e denunce a piede libero. Ad Amalfi sarebbe stato sequestrato un chiosco con funzione Bar per difformità nelle autorizzazioni demaniali; ad Atrani e a Furore si parla di due immobili privati con modifiche irregolari.

A Ravello e a Scala sono state denunciate 5 persone, per un totale di 4 sequestri: qui si parla di una tettoia e di un terrazzo completamente abusivi. A Positano, invece, sono state deferite ben 12 persone e sequestrati alcuni cantieri messi su per la realizzazione di una grotta e di una piscina. Anche a Tramonti, i militari dell’Arma hanno deferito all’A.G. 14 persone per la realizzazione abusiva di 10 manufatti 6 dei quali sottoposti a sequestro perchè in corso d’opera. Fra queste vi è la realizzazione di una strada abusiva, di una piscina, di varie tettoie, scalinate, di muri di contenimento o di cinta e di balconi.

Commenti

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  1. Scritto da Sensore

    Prima o poi si differenzieranno gli abusi di esigenza da quelli per speculazione e mercanteggiamento del territorio. Ormai è luogo comune il non chiedere autorizzazioni, tanto si sa che fra leggi comunali, provinciali, regionali, sovrintendenza, sanità, genio civile, demanio e quant’altro, non si autorizza niente e solo di nascosto si riesce a costruire. Naturalmente i costi triplicano e, chi più è ricco più ottiene. A nord la chiamano la legge del menga…..chi lo prende se lo tenga. Quello che fa riflettere è che un abuso prima ti permettono di completarlo e poi intervengono gli addetti a mettere i sigilli; raramente intervengono durante i lavori, sempre alla fine, quando i lavori sono completati. Da quel momento parte tutta la pratica di finanziamento a: tecnici, avvocati,con perizie, carte bollate e chi più ne ha più ne mette per scongiurare l’abbattimento e il ripristino dello stato dei luoghi. Tutto dietro lauti compensi.