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Circumvesuviana, Eav taglia fermata a Ponte Persica fra Pompei e Castellammare. Sant’Agnello siamo ancora alle parole

Circumvesuviana, Eav taglia fermata a Ponte Persica fra Pompei e Castellammare. Sant’Agnello siamo ancora alle parole . La tratta Napoli – Sorrento è sicuramente la più importante della rete in Campania, per afflusso e per interesse turistico, eppure c’è ancora molto da fare. Anche se dei miglioramenti De Gregorio li sta facendo, a Piano di Sorrento, dopo la documentata campagna stampa di Positanonews, primo quotidiano online della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina, con l’intervento del sindaco Vincenzo Iaccarino , si è rimessa a nuovo con una operazione anche comunicativa positiva, con i murales che la hanno abbellita , i biglietti e altro, a Pompei Scavi abbiamo visto una bella stazione, Wi fi gratis, tante informazioni , anche se dopo le sette di sera è tutto chiuso li intorno, poi le note positive del Sorrento express che fa Sorrento , Vico Equense, Pompei , Ercolano e Napoli in vagoni comodi eleganti e in breve tempo, e la funivia per il Faito di Vico Equense, la notizia negativa è la chiusura di Ponte Persica . Chiusa temporaneamente per consentire i lavori di raddoppio dei binari tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, non sarà mai più riaperta. Le luci dei convogli si sono spente definitivamente.

I cittadini scendono sul piede di guerra e lanciano un grido esasperato: «Così siamo completamente isolati». «Non possono chiuderci in faccia l’unica porta di ingresso verso il mondo esterno». La frazione di Pompei di Ponte Persica è infatti, tagliata fuori da tutte le realtà esterne. Oltre alla stazione della Circumvesuviana non ci sono altri mezzi pubblici di collegamento tra Ponte Persica e i grandi centri cittadini. Per gli studenti e i lavoratori pendolari, la soppressione rappresenta una vera e propria tragedia. Il 65 per cento dei residenti studia e lavora fuori da Ponte Persica. Francesca ha 19 anni ed è al suo primo anno di Lettere Moderne alla «Federico II» di Napoli. Da grande sogna di fare l’insegnante. «Senza una stazione come posso salire sul treno che mi porta verso il mio sogno da realizzare?». Il quartiere è già martoriato dalla storia passata, in quanto bollato da sempre per essere il regno indiscusso del clan Cesarano. Questa ulteriore batosta di emarginazione non gioverà affatto al suo futuro di riscatto e di sviluppo. I giovani che cercano un riscatto attraverso lo studio e il lavoro si vedono tagliati fuori. Virginia La Mura e Tommaso Malerba, rispettivamente senatrice e consigliere regionale del M5S hanno voluto un faccia a faccia con i residenti per nformarli in modo chiaro. Dalla documentazione consegnata agli attivisti di Ponte Persica che si stanno battendo affinché il loro quartiere non sia condannato all’isolamento. Per le comunità di Ponte Izzo, Ponte Persica e via Corsa, saranno enormi i disagi dei cittadini, specie per studenti, lavoratori pendolari, anziani.
Parte invece la riqualificazione della stazione Circum di Sant’Agnello. Alfonso Longobardi, consigliere regionale e vicepresidente della commissione bilancio, ha incontrato, ieri, il sindaco Piergiorgio Sagristani e i tecnici Eav presso gli uffici della Soprintendenza: «è stata una riunione positiva che ci ha portato a compiere un passo avanti importante».

Sul tavolo tecnico-politico sono state analizzate le modalità procedurali da attuare per portare a termine un intervento «ormai non più rinviabile, viste le difficili condizioni di sicurezza che ogni giorno vivono migliaia e migliaia di pendolari e utenti della vesuviana». «La stazione di Sant’Agnello – continua Longobardi – come è noto, va assolutamente rimessa a nuovo, anche perché costituisce uno dei principali punti di ingresso in Penisola Sorrentina». Ma se davvero si vuole fare una cosa buona per la Penisola Sorrentina si dovrebbero far corse tutta la notte , una ogni ora, e poi di giorno farla diventare metropolitana, migliorerebbero notevolmente la vivibilità e viabilità.


Una nostra lettrice anonima, odierna frequentatrice della Circumvesuviana, ha deciso di aggiungere un suo pensiero riguardo alla chiusura della fermata di Ponte Persica:

“Ho avuto modo di leggere il vostro articolo sulla chiusura di Ponte Persica, ma a riguardo ho da dire solamente che è chiusa da quasi un anno e che è stata chiusa non per creare disagio, ma per di creare del bene, quindi un vantaggio.  Usufruisco del treno della circumvesuviana ogni giorno e l’unica cosa che posso dire è che,  in un certo senso, se pure mi spiace per chi vive in quelle zone e dice di sentirsi isolato, la chiusura di quella stazione aiuterà molto il potenziamento della circumvesuviana stessa.

Quando misero l’avviso della chiusura della stazione, un tempo così lontano che nemmeno ricordo precisamente quando, ricordo di aver chiesto spiegazioni al capostazione che c’era quel giorno nel treno direttissimo delle 8.26 che partiva da Sorrento. Lui mi rispose che veniva chiusa perché era isolata, poco usata e che con la sua chiusura avrebbero potenziato i binari.

Una sola volta nella vita mi è capitato di scendere, accidentalmente, in quella stazione convinta che fosse la stazione giusta per andare al centro commerciale “La Cartiera”, e assicuro che non ci vuole niente ad arrivare alla stazioene di Moregine (quella giusta) prendendo un vicoletto: ci ho impiegato 10 minuti camminando a passo normale. Non credo sia un così grande disagio, anzi secondo me è un bene perché così riaprono una stazione che era quasi morta, quella di Moregine; capisco che la gente non vuole camminare a piedi e tutto il resto, ma anche Castellammare Terme è stata chiusa anni fa la stazione e li pure ci vive tanta gente, stessa gente di fa 10 minuti a piedi e va alla stazione di Castellammare centro.. 

Le mie ex compagne di classe sono di quelle zone e loro quando dovevano venire a scuola, hanno sempre preferito andare a Moregine anzi che prendere il treno da Ponte Persica,  perché punto primo non ci sono tabaccherie o edicole che vendono i biglietti per il treno e poi perché mi hanno sempre raccontanto che li succedevano molte “cose strane”, soprattutto brutte.

Quindi vorrei dire a queste persone che si lamentano, di cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. La chiusura di questa stazione è  un bene che usufruiranno i nostri figli soprattutto: tra qualche anno invece di aspettare 30-45 minuti alla stazione di Castellammare o a quella di Pompei, per la coicidenza, se ne aspetteranno 2  di minuti perché da Pompei fino a Via Nocera ci sarà il doppio binario e quindi passeranno due treni andata e ritorno contemporanamente, e non dovremmo più stare ore ed ore sotto la pioggia o sotto il sole cocente ad aspettare un treno con decine di minuti di ritardo. 

Francamente fossi io a vivere nei pressi di Ponte Persica, la mattina inceve di lamentarmi perché hanno chiuso una stazione che non veniva mai usata per il suo scopo, mi farei quattro passi a piedi e arriverei a Moregine, anzi farei di tutto per far tornare la stazione di Moregine una stazione attiva come un tempo! ” 

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