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Amalfi 15enne vittima di estorsione , rigettato il riesame per i due ragazzi residenti a Pimonte ed Agerola “Sono pericolosi”

Amalfi 15enne vittima di estorsione , rigettato il riesame per i due ragazzi residenti a Pimonte ed Agerola “Sono pericolosi” , sta continuando la vicenda giudiziaria ai danni di una ragazza di soli 15 anni di Amalfi, una vicenda che fa preoccupare la Costiera amalfitana, dopo le violenze subite da una bambina a Pimonte sui Monti Lattari, dove proprio uno dei ragazzi accusati di estorsione pure è stato coinvolto. Insomma problemi come la violenza e la droga purtroppo sono una presenza incombente anche sulla Divina che viene sottovalutata dalle istituzioni e dai servizi sociali che non vanno oltre interventi formali e istituzionali secondo molti.

La vicenda riguara Due amici che, nell’arco di un anno, hanno incassato soldi da una studentessa e figlia di un ristoratore che, intimorita, ha dovuto recuperare e consegnare ben 30mila euro. Poco più della metà restituita, perché rientrati nel piano-trappola organizzato dagli inquirenti. Una storiaccia che ha coinvolto ancora il minore di Pimonte, D.M.M. resosi autore anche di uno stupro di gruppo ai danni dell’allora fidanzatina 15enne. E’ lui che dovrà restare nel penitenziario minorile di Airola, Benevento, per il rigetto del Riesame. «E’ un soggetto pericoloso per reati contro le donne e ai danni delle persone ». E’ quanto trapela dalla motivazione. Diversamente per il complice amico, Pasquale Scarano, 18enne e residente per alcuni mesi ad Agerola, ma detenuto ai domiciliari nella città di origine, Torre del Greco. Durante l’interrogatorio decise di fare scene muta davanti al gip. «Chiederemo il rito Abbreviato», lo annuncia Roberto Attanasio, avvocato difensore di Pasquale Scarano. Reazione differente fu quella del 17enne (a dicembre 18enne) che decise, invece, di parlare e di raccontare la sua versione dei fatti. Ma la sorta di collaborazione, evidentemente, non ha convinto i giudici.

Il baby orco, già coinvolto nel caso dello stupro di una 15enne di Pimonte, respinse le nuove accuse, ma la condotta non ha giocato a suo favore. Neanche il tempo di incassare la valutazione positiva della messa alla prova per la vicenda del 2016, che a distanza di 7 ore fu nuovamente catturato e arrestato insieme al presunto complice. Accusati entrambi di estorsione aggravata. Difeso dagli avocati Francesco e Flora Attanasio, al 17enne vicino a un clan camorristico dei Lattari non potrà essere applicata una misura più mite, visti anche i risultati ottenuti dopo 19 mesi di regime controllato e supportato dagli assistenti sociali del Tribunale dei Minori di Napoli. E di questo ne ha tenuto conto il Pm. L’aver commesso il reato mentre era sottoposto alla messa in prova ha aggravato, e non di poco, il castello delle accuse nei suoi confronti. E il 17enne, a inizio dicembre, raggiungerà la maggiore età. Ma sarà comunque processato dal Tribunale dei Minori.

Un orrore descritto nei particolari agli investigatori di Amalfi, da parte della studentessa 15enne, alcuni giorni prima della trappola per incastrare i due estorsori. Nella sua esposizione dei fatti, la vittima raccontò di essere finita sotto minaccia, contattata via Whatsapp proprio da D.M.M. che la invitava a mangiare una pizza. Ma il conto – a dir poco salato – lo avrebbe dovuto pagato lei: «Mi devi portare 17mila euro. Sono 14 per me e 3 per quello col mezzo». Una richiesta registrata dai militari che organizzarono velocemente la consegna, per acciuffare il duo di estorsori. Alla studentessa e figlia di un imprenditore furono consegnate banconote segnate e fotocopiate. In uno shopper verde fu messo un importo preciso: 15.650 euro. Appostati attendendo il momento opportuno per entrare in azione, i carabinieri seguirono da lontano la consegna e i soldi dalle mani della ragazza finirono negli slip di Pasquale Scarano. Tutto filmato e registrato. Anche le urla di gioia dei due estorsori finirono sul file audio. Tutto dopo aver salutato cordialmente la vittima, con due baci sulla guancia. Pochi passi e D.M.M. 17enne di Pimonte e il complice di Torre del Greco scattarono le manette.

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