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Sorrento occupazione suolo pubblico, permessi facili. Si indaga.

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Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Ma la doppia inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata sulle concessioni per l’occupazione di suolo pubblico a Sorrento potrebbe presto riservare delle sorprese. Negli ultimi giorni gli agenti della polizia municipale, alla quale i sostituti procuratori Rosa Annunziata e Andreana Ambrosino hanno delegato le indagini, sono tornati a effettuare controlli tra le attività commerciali nel cuore del centro storico dopo aver acquisito atti e ascoltato i firmatari degli esposti sulla base dei quali sono state aperte le inchieste. Investigatori e inquirenti sono decisi a fare luce sulle modalità con cui le concessioni sono state rilasciate dagli uffici comunali.
IL PARERE MANCANTE
Due i filoni d’indagine, ognuno dei quali corrisponde a diversi esposti presentati dai vertici locali dell’associazione dei cittadini contro le mafie, dell’associazione Antonino Caponnetto e del movimento civico Conta anche tu. Il primo fascicolo riguarda il rilascio di concessioni per l’occupazione di suolo pubblico a commercianti e ristoratori insediati tra Marina Grande e le centralissime via Tasso e via Sant’Antonino. L’ipotesi è che i provvedimenti siano stati rilasciati dall’ufficio Attività Produttive senza il preventivo parere del funzionario responsabile dell’ufficio tecnico, quindi senza un accertamento della legittimità urbanistica delle attività gestite dai concessionari. Ciò si sarebbe verificato in almeno 13 casi. Ed è proprio su queste vicende che la Procura oplontina ha acceso i riflettori acquisendo anche una nota indirizzata dal Comune alle associazioni firmatarie dell’esposto. Poche righe in cui i dirigenti di Piazza Sant’Antonino chiariscono di aver rilasciato le concessioni senza il preventivo parere dell’ufficio tecnico per ragioni di «economia procedimentale, in quanto trattasi di meri rinnovi rispetto all’anno precedente che prevedono l’installazione di tavoli, sedie, ombrelloni e arredi facilmente rimovibili».
L’OK «CONDIZIONATO»
Nel frattempo, sotto la lente d’ingrandimento della magistratura sono finite pure alcune concessioni rilasciate dagli uffici comunali «sotto condizione», cioè nell’attesa che i beneficiari ottenessero i pareri e le licenze per sanare piccoli e grandi abusi edilizi. In questo modo, sempre secondo le associazioni denuncianti, si sarebbe consentito ai concessionari di continuare a occupare suolo pubblico senza avere le carte in regola. Il tutto facendo largo uso dello strumento della concessione sottoposta a condizione. Anche su questo fronte la Procura di Torre Annunziata sta passando al setaccio le carte firmate dai dirigenti municipali. Dopo la presentazione dell’esposto i vertici di Piazza Sant’Antonino hanno chiarito che la condizione sarebbe stata apposta alle varie concessioni «su motivato parere dell’ufficio tecnico». Andreani, la società che riscuote i tributi per conto del Comune, ha fornito un elenco degli 11 esercenti che hanno beneficiato di concessioni condizionate per il 2018. In quattro casi l’ufficio tecnico ha riesaminato l’intero iter amministrativo, giungendo persino a revocare una concessione. Ciriaco Viggiano Il Mattino

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