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IL SACCO EDILIZIO DI POGEROLA DI AMALFI. LA PERDURANZA DI ILLECITI E INSIDIE GEOLOGICHE.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera a Positanonews riferimento online della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina su una vicenda che tutti stanno mettendo nel dimenticatoio, ma che ha fatto parlare la stampa in Campania e in Italia

Strano paese, l’Italia, luogo in cui buona parte di coloro che acquisiscono potere politico, s’inebriano e
s’ allontanano dalla legalità, compiendo, o facendo compiere, continui illeciti.
Un esempio? Il caso dell’arcinoto “Sacco edilizio” di Pogerola di Amalfi, area notoriamente vincolata anche dall’Unesco e, soprattutto, geologicamente instabile e già sede di una luttuosa frana avvenuta nel 1924.
Dunque, proprio in quel luogo, la locale amministrazione deliberò per un massiccio insediamento edile avuto inizio a metà degli anni 80’.
Contro detta scelleratezza, subito sorsero denunzie ed interrogazioni parlamentari, infine, l’autorità giudiziaria intervenne.
Correva l’anno 1996, allorquando la Cassazione Penale sentenziò che: “sia il Tribunale che la Corte di Appello di Salerno, avevano accertato che un’attività criminosa era stata posta in essere”, in detta area.
A seguito dei successivi interventi di “Italia Nostra” di Salerno e di sollecito della Regione Campania, l’amministrazione di Amalfi emise propria ordinanza n° 60/08 per l’abbattimento dei fabbricati illeciti e coevo ripristino dello stato dei luoghi, illecitamente alterati.
I destinatari di detta ordinanza promossero ricorso al Tar di Salerno, ottenendone la sospensiva.
Presone atto, “Italia Nostra” di Salerno, promosse ulteriori iniziative, tra queste, una sottoscrizione popolare. A seguito di ciò la RAI ritornò sui luoghi di detti illeciti e, nella trasmissione “Leonardo” del 24/01/17, trasmise ampio servizio.
Intanto, tra il 2015/18 l’amministrazione di Amalfi tesseva per il proprio novello PUC.
Ora, in tempi recenti si è venuti in possesso del decreto n° 01299/16 emesso dal TAR Salerno, dal quale si apprende che detto ricorso avverso al citato decreto comunale è definitivamente perento.
Eppure, sebbene detta ordinanza TAR è da ritenersi – sin dal 2016- ben nota all’ Amministrazione di Amalfi, nel menzionato Piano Urbanistico Comunale, l’estensore dello stesso, riportandosi agli immobili illeciti e da demolire, scrive: ”lo scheletro va considerato come risorsa in grado di contribuire al soddisfacimento del bisogno abitativo del piano”.
Purtroppo – per loro – è intervenuta la Corte Costituzionale che, con propria sentenza n° 140 del 05/07/18, ha dichiarato incostituzionale l’art. 2, comma 2 della legge regionale Campania n° 19, del 22/06/17, ovvero non è più possibile acquisire al patrimonio comunale i fabbricati non sanati ed edificati illecitamente.
A questo punto, la domanda sorge spontanea: perché l’attuale amministrazione di Amalfi non ha intimato l’abbattimento dei fabbricati da essa decisa con propria ordinanza n° 60/08 e in seguito alla nota ordinanza TAR Salerno n° 01229/18? La stessa amministrazione di Amalfi è a conoscenza di quanto previsto dall’art. 31, legge 164/14 comma 4 bis e succ. 4 ter e 4 quater? Ebbene, al 4 bis si legge che l’autorità, considerata l’inottemperanza, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria tra 2.000 e 20.000 euro, inoltre: “in caso di abusi realizzati sulle aree e sugli edifici di cui al comma 2, art. 27 ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, è sempre irrogata nella misura massima. La mancata o tardiva emanazione del provvedimento sanzionatorio, fatte salve le responsabilità penali, costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo – contabile del dirigente e del funzionario inadempiente.” Ordunque, visto che alla luce del successivo comma 4 ter di detta legge 164/14, è previsto che i proventi di dette sanzioni spettano al Comune, sempre spontaneamente, ci si domanda: perché detti annosi e scellerati illeciti “criminosamente posti in essere” nella vallata di Pogerola devono godere di tanto oblio? Per quali motivi detto oblio deve causare anche il danno economico delle casse del Comune di Amalfi? E ciò che il comune cittadino tutt’oggi si chiede e forse anche l’Autorità giudiziaria potrebbe o dovrebbe chiedersi su detta perduranza di illeciti e insidie geologiche.                                      

Gaetano Rancatore

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