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Positano dedica la strada al “suo” parroco buono. Il 6 ottobre inaugurata Via don Raffaele Talamo con il Vescovo Michele Fusco foto

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Positano dedica la strada al “suo” parroco buono. Il 6 ottobre inaugurata Via don Raffaele Talamo, la funzione presieduta dal Vescovo positanese Michele Fusco, che con Don Raffaele ha cominciato a muovere i primi passi in Chiesa, seguendo poi le sue orme da sacerdote.

La cerimonia del 6 ottobre prossima presenderà il via alle 19 con una santa messa in suffragio, presieduta dal Vescovo Michele Fusco, a seguire la cerimonia civile con lo scoprimento della lapide che con la nuova denominazione della via pubblica. Il momento commemorativo si svolgerà alla presenza di autorità civili e militari e delle associazioni del posto. L’evento è stato promosso dal l’amministrazione comunale di Positano in collaborazione con la parrocchia di Santa Maria Assunta e la famiglia Talamo – Scalera.

Una strada del paese intitolata al compianto don Raffaele Talamo indimenticato, storico, parroco di Positano scomparso il 22 agosto del 2005. La perla della Costiera amalfitana dedica la strada al parroco che ha segnato la nostra vita, il parroco che ha ispirato decine di vocazioni, il nostro parroco buono. Noi “anime cristiane”, come ci chiamava, non possiamo non esserne felici. Io , in particolare ho dei ricordi particolari, quando, pur facendo critiche, sempre sui fuochi d’artificio a ferragosto, sui soldi sprecati e quant’altro, per cui in un certo qual modo mi fece delle confidenze con le quali non mi diede tutti i torti, mi prelevò dal bar Internazionale come si fa con le pecorelle smarrite.

Mi vide ed entrò all’improvviso, mentre l’autobus stava fuori sulla strada. Io stavo prendendo un caffè e mi chiese “Puoi farci l’onore di venire con noi a Roma? Mi farebbe piacere averti con noi..”. Rimasi basito “L’onore è mio di poter andare col mio parroco”. Ovviamente lasciai tutto, compreso il caffè, e lo seguii.

Lo ho sempre amato per la sua semplicità, onestà e bontà. Mi ricordo che pensava di fare anche un ospizio, o meglio un luogo ospitale , per gli anziani, dove veniva meno il Comune voleva far subentrare la Chiesa, sempre a fin di bene. ERa la bontà impersonificata.

Per don Raffaele , quando morì, si annullarono anche i fuochi d’artificio a mare del 15 agosto, il ferragosto, la Madonna. La Madonna nera, anche se lui mi diceva che a volte preferiva il francese “Notredame”, la “nostra” Madonna. E il suo “anime cristiane mie”, mi risuonava sempre nelle orecchie quando morì. Era il nostro padre spirituale, forse è stato l’unico e ultimo prete con il quale mi confidavo e parlavo come con un amico, la sua umiltà era straordinaria e lo ricordo ancora con affetto come una delle più belle persone della mia vita.

Michele Cinque

«Largo Don Raffaele Talamo, prenderà il già vicolo Vito Savino esteso dall’incrocio con via dei Mulini fino al civico n. 1 escluso di vicolo Vito Savino e all’incrocio con via Rampa Teglia» si legge nella delibera con cui la giunta comunale guidata dal sindaco Michele De Lucia ha inteso ricordare don Raffaele.

«Il cambio di denominazione è ispirato alla volontà di assegnare nomi strettamente legati al Comune ed al suo territorio, non ha un forte impatto e non crea disagi alla cittadinanza, considerato che interessa un tratto di strada circoscritto e che coinvolge poche abitazioni», conclude poi la delibera.

Foto Massimo Capodanno

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