Napoli, carattere e grinta -riprenderemo la Juve foto

4 Risultati utili della Roma nelle ultime quattro sfide disputate al San Paolo: due vittorie e altrettanti pareggi per i giallorossi
26 Tiri del Napoli nella partita contro la Roma: è record stagionale (al pari della gara con il Parma)
450 Gare del capitano Daniele De Rossi in Serie A, tutte disputate con la maglia della Roma
511 Partite di Hamsik con la maglia del Napoli: ha raggiunto Giuseppe Bruscolotti al primo posto nella classifica di tutti i tempi

Senza nessun dubbio Napoli piu’ forte della Roma .Un pareggio che ci puo’ stare,ma che sta stretto a questo Napoli che paga un momento di black-out della difesa e subisce il gol del vantaggio giallorosso praticamente a freddo.Ma quanti errori e gol sbagliati. Il Napoli che con la Roma partiva da meno quattro aveva il dovere di mantenersi in quota e non c’è riuscito.Ma sono feliissimo perche’ ha giocato una grande partita.Consoliamoci con il nuovo record di Marek Hamsik 511 presenze con la stessa maglia non è cosa da tutti giorni .Il capitano slovacco, arrivato in azzurro undici anni fa, ha collezionato ieri sera contro la Roma il gettone che vale l’ennesimo record della sua lunghissima carriera a Napoli

Hamsik fa festa dopo la Roma: una torta per il record di presenze

 

Dries Mertens la riprende per l’ultima ciocca di capelli, quando il portellone dell’aereo sta per chiudersi, imminente il decollo per Roma. Insigne da sinistra, Callejon che non conclude, svirgola e senza volerlo produce un assist, “Ciro” che sbuca e deposita. In fondo, è anche giusto: la Roma del secondo tempo si rintana troppo, si consegna senza soluzione di continuità. E quando pensa di esserci riuscita, il Napoli last minute prenota e incassa la ricevuta di ritorno.
IL GENIO DI EDIN. Due squadre che giocano lo fanno sempre. Senza eccessivi tatticismi, con attenzione e cura dei particolari. Il Napoli ha ormai il timbro di Ancelotti, la Roma vuole rispettare la profezia di Di Francesco («Fossi in loro mi preoccuperei»). Non ci sono maschere, Fabian Ruiz esterno è una bella intuizione. E sarebbe bellissima se, dopo una piroetta con tre-quattro birilli saltati, Insigne non sbattesse su Manolas che salva un gol scritto, quindi è come se lo segnasse. A proposito, la Roma funziona in ogni reparto: Olsen sicuro; Manolas di cemento armato; Nzonzi utile; i meccanismi degli ultimi trenta metri. La svolta è un’intuizione di quel gran genio di Dzeko: Ünder sfonda a destra, Edin va di velo e manda in controtempo chiunque, tranne El Shaarawy che appoggia comodo, baciato dal palo interno. Non soltanto i gol, Edin al servizio.
Il Napoli produce, scegliendo spesso il privilegio della corsia mancina dove Fabian è impettito, negli schemi. Ma la finalizzazione è un misto di ansia e… Olsen, di gomma su Milik e Hamsik. La ricerca della mattonella mette Insigne in una situazione troppo panoramica rispetto all’approdo. Tatticamente la Roma rispetta i principi di Di Francesco: avendo scollinato con El Shaarawy, ogni occasione è giusta per provarci. La lampada di Edin è un laser, gli effetti speciali di uno che sa come e quando, soprattutto se l’assiste quel flipper di Ünder.
Albiol fa gol come Manolas al 35′ perché il bosniaco aggira Ospina, si defila, ma riesce a trovare la coordinazione del grande centravanti, se non fosse per la testina d’oro di Raul proprio sulla linea. Morale del primo tempo: ad Ancelotti manca solo un nome nel tabellino dei marcatori; Di Francesco può essere soddisfatto della tenuta nella sofferenza e della discreta ricerca del ribaltamento. De Rossi lascia in chiusura a Cristante per problemi muscolari, il disegno tattico resta invariato.TOCCA A MERTENS. Se dobbiamo trovare un grosso difetto alla Roma, è la rinuncia a far male per l’intera ripresa. Inconscia o no, comunque un errore. Il Napoli è arrembante, la Roma si difende, non riparte, cuce ma senza ricamare. Peccato non veniale. Ancelotti intuisce che non è aria per Milik e sgancia Mertens, nella speranza di togliere qualche riferimento a Manolas. Ma il greco resterà monumentale in qualsiasi tipo di chiusura, diagonale e recuperi: il repertorio del centrale perfetto. Si gioca in trenta metri, i primi trenta della Roma, Olsen si supera due volte su Callejon (palo al 15′).
I nostri appunti hanno una giustificazione quando Di Francesco sceglie Florenzi per Ünder, bisogna tenere le posizioni, ma alla lunga sarà un suicidio. Allan è un juke-box di recuperi e sentimenti, da cornice a colori. Il Napoli non trova il pertugio, cerca il fraseggio, maledice Insigne che gira alto su cross di Hamsik e si lascia prendere dalla frenesia.
La mossa Malcuit per Hysaj non permette di allargare troppo, siamo dentro un imbuto. Di Francesco perde Manolas, convoca Fazio, il Napoli arriva tardi per centimetri (Insigne), né Zielinski – convocato d’urgenza – ha il tempo di proporre uno dei suoi famosi affreschi. Due gol giustamente annullati a Mertens scatenerebbero i titoli di coda se non sbucasse lo stesso folletto belga. Roma, la prossima volta giocala tutta.

Santon-Milik, non c’è rigore Dzeko, dov’è la simulazione?
Partita molto tosta, la interpreta bene Massa (finalmente). Su tutti: il richiamo ad Hamsik, a brutto muso (ricambiato) ma efficace. Qualche neo: il giallo per Dzeko (malvezzo tutto italiano quello di rifugiarsi nella simulazione ogni volta che non si dà rigore), l’angolo dato con Olsen che tiene sempre in campo il pallone. Ok gli assistenti: giusto annullare i gol di Mertens, prima perché Callejon è in offside due volte, poi perché lui stesso è oltre la difesa giallorosso sul passaggio di Allan.
SENZA INFRAZIONI
Buona la rete di El Shaarawy: Mario Rui tiene in gioco Pellegrini sul passaggio di Dzeko. Regolare anche la rete di Mertens, Kolarov tiene tutti in gioco.
rigori e (non) simulazioni
Non è rigore il contatto fra Santon e Milik, con quest’ultimo che si lascia andare. Non è simulazione (ma neanche rigore) il contatto fra Albiol e Dzeko: tanto difficile far proseguire?

 

Fonte.corrieredellosport

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