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CONCORSO TRUCCATO, 15MILA EURO PER INODSSARE LA DIVISA

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IN 43 AVREBBERO PAGATO PER INDOSSARE LA DIVISA

15mila euro, questa la cifra, per superare il concorso e diventare militare.  L’inchiesta della Procura di Napoli, avviata dopo la denuncia di un partecipante al concorso, arriva fino all’agro nocerino sarnese. Tra i 15 arrestati  (1 in carcere e 14 ai domiciliari) ci sono anche un 29enne di Pagani ed un 60enne di Castel San Giorgio. In carcere è finito un dipendente civile del ministero della Difesa.

Associazione per delinquere, corruzione, rivelazione di atti coperti da segreto d’ufficio, ma anche millantato credito, truffa aggravata ai danni dello Stato, ricettazione sono, a vario titolo, le accuse per gli indagati. Il gruppo era composto da informatici, ufficiali, esponenti di scuole di formazione e militari. Gli avvisi di conclusione delle indagini sono 135. Ieri sono state eseguiti 16 decreti di perquisizione e numeroso materiale utile per il proseguo delle indagini è stato sequestrato.

Il concorso truccato contestato è quello dell’estate del 2016 per il reclutamento di 2013 «volontari in ferma prefissata quattro anni» in tre forze armate (esercito, marina militare ed aeronautica) indetto dall’Esercito l’11 febbraio del 2016.

Il 19 febbraio del 2016, un candidato ha denunciato alla Guardia di Finanza di Napoli  di aver ricevuto da un generale di Brigata, la proposta di comprare i risultati del quiz al concorso per allievo maresciallo nell’Arma dei carabinieri che era stato bandito nell’anno 2015-2016.

Stando alle indagini, gli studenti che frequentavano le scuole di preparazione per il concorsovenivano avvicinati da intermediari che proponevano loro l’acquisto, per 15mila euro, delle risposte dei quiz del concorso.

Agli atti dell’inchiesta ci sono numerose intercettazioni oltre alle dichiarazioni di aspiranti militari.

Pronta la reazione dello Stato maggiore della Difesa che assicura che «saranno presi tutti i provvedimenti necessari per tutelare le forze armate e che fin dall’avvio dei primi accertamenti erano stati assunti con immediatezza alcuni provvedimenti per impedire il ripetersi di tali illeciti, senza andare ad inficiare le delicate indagini disposte dalla magistratura».

SIMONA CATALDO LIRATV

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