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Capri a sei in giudizio col tecnico del Comune Stroscio, sotto i riflettori i condoni

Ne parla Anna Maria Boniello oggi sul Mattino.

Capri. È arrivato al capolinea uno dei tanti filoni della maxi inchiesta sull’abusivismo edilizio a Capri, affidata al pool di magistrati della Procura di Napoli diretta da Giovanni Melillo. Una lunga attività svolta sul territorio dai carabinieri della stazione di Capri al comando del capitano Marco La Rovere della compagnia di Sorrento, che ha portato allo scoperta una realtà sconosciuta ai più.

Nel mirino dei controlli dei militari e della procura sono finiti quindi fascicoli e documenti riguardanti l’edilizia che giacevano negli uffici e sugli scaffali del Comune e in particolare i condoni. E proprio su una pratica di condono si sono concentrate le indagini: ieri mattina, a conclusione dell’inchiesta, le forze dell’ordine hanno notificato a sei imputati la richiesta di rinvio a giudizio. A firmare il procedimento è stato il sostituto procuratore della Repubblica Monica Campese che si è vista accogliere dal giudice delle indagini preliminari le richieste per il rinvio a giudizio di ben sei persone. Tra questi Massimo Stroscio il dirigente dell’ufficio Tecnico, già agli arresti domiciliari per un altro caso di abusivismo, il geometra firmatario del falso condono, il proprietario dell’immobile, e alcuni componenti della commissione edilizia che approvò la pratica. Il gip Eliana Franco ha già fissato il giorno dell’udienza preliminare che si terrà al tribunale di Napoli il 21 gennaio 2019. La comunicazione è stata inviata al sindaco di Capri Gianni De Martino, nella veste di persona offesa e come pubblico amministratore di Capri dovrà nominare un difensore per la tutela degli interessi della cittadinanza caprese. La pratica di condono sotto accusa, riguarda una serie di reati fra cui falso ideologico e abuso d’ufficio.

Il caso giudiziario che scoppiò ai primi di agosto, cominciò a creare uno spartiacque nell’importante comparto del settore edilizio, anche perché gran parte della ricchezza caprese gravita proprio intorno ai beni immobiliari più che all’economia turistica. Il condono sotto accusa, vedrà sfilare in tribunale i tecnici, venne risanato dopo che la commissione approvò i grafici che erano diversi da quelli presentati nel 1986, mentre nel corso degli anni erano state apportate una serie di ampliamenti di superfici e volumi che non esistevano.

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