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Amalfi, il sindaco Milano sull’acquisto dell’ex confettificio: non sembra una grande idea

Amalfi. Quest’oggi a Palazzo San Benedetto, si è discusso in consiglio comunale le sorti dell’ex confettificio Pansa, immobile nel piano di alienazione della Provincia di Salerno, che ha messo all’asta la proprie quote (il 79%). Il consiglio in seduta straordinaria, era stato richiesto dai consiglieri di minoranza Antonio De Luca, Giovanni Torre, Pasquale Buonocore e Berenice Carbone lo scorso 7 ottobre. Le minoranze hanno avanzato la proposta di considerare il pieno acquisto dell’edificio in questione.

ex confettificio pansa

Pubblichiamo qui le considerazioni del sindaco di Amalfi, Daniele Milano, diffuse attraverso una nota sul proprio profilo Facebook dal titolo “Confetti e Nuvole”. 

Oggi abbiamo discusso in Consiglio Comunale, su richiesta delle minoranze, la proposta di pieno acquisto dell’ex “Confettificio Pansa”, di cui la Provincia di Salerno ha posto in vendita la sua quota (pari al 79%) con asta fissata per il prossimo 6 novembre. Per farne cosa? Le minoranze hanno chiarito di non avere alcuna idea in merito. Salvo un accenno alla destinazione che ne giustificò anni fa l’acquisto da parte del Comune di Amalfi di una quota pari al 21%, per la cifra di 330mila euro.
L’Amministrazione dell’epoca intese concorrere all’acquisto dell’immobile per destinarlo a Strutture di servizio e di supporto al sistema di accoglienza turistica locale” (sala congressi ed auditorium) ed un Centro di alta formazione e ricerca nel settore audiovisivo e dei sistemi di Comunicazione”, in cordata con altri enti riuniti nel neonato “Consorzio Ateneo”.
Nel giugno 2003 l’Agenzia del Territorio fu incaricata di stimarne il valore e già  osservava che lo stato generale di conservazione del complesso è pessimo, con diffusi problemi statici delle strutture murarie”. Valutava quindi l’immobile 1 milione e 380 mila euro tenendo già conto della possibilità – riservata esclusivamente al Comune – di poter mutare la destinazione d’uso da opificio ad “uffici e servizi”. Tuttavia, nel gennaio 2004, un ingegnere del Comune rese un proprio parere sulla relazione estimativa dell’Agenzia del Territorio, indicando invece in 1 milione e 625 mila euro il congruo prezzo per l’acquisizione dell’immobile, cifra a cui il vecchio opificio fu poi acquistato da Comune e Provincia qualche mese dopo.
Cosa è stato fatto da allora? Presumiamo che le cose non siano andate bene: l’ultimo bilancio depositato del Consorzio Ateneo risale al 2009 e mai alcuna attività è stata intrapresa all’interno dell’immobile. Nel frattempo, però, il tetto del fatiscente complesso ha ceduto, costringendo  Provincia e Comune ad una ulteriore esborso di 150mila euro di soldi pubblici per la sua messa in sicurezza.
Confesso di non essere un grande estimatore della rincorsa – ad ogni costo – alla proprietà/gestione pubblica  degli immobili. Men che meno lo sono del principio secondo cui a quel prezzo si compra e poi si vede cosa fare con cui nel 2009 è stato giustificato, anche l’acquisto del rudere di una vecchia centrale idroelettrica in località Selva per circa 200 mila euro da parte del Comune di Amalfi.
In pratica, tra il 2005 e il 2009, sono stati destinati circa 530 mila euro all’acquisto di immobili fatiscenti: risorse che al tempo il Comune di Amalfi avrebbe potuto diversamente impiegare – ad esempio – nella manutenzione dei cimiteri comunali (versanti nelle condizioni attuali proprio a causa di decenni di incuria politica) o nella già obbligatoria verifica di vulnerabilità sismica di tutti gli edifici scolastici comunali, a cui solo la mia Amministrazione ha poi fatto fronte nel 2016.
Non ci sembra una grande idea impegnare quasi 1 milione di euro dei cittadini amalfitani  per un immobile fatiscente. Soprattutto in assenza di un’idea progettuale e di uno straccio di stima di costi di ristrutturazione che, all’epoca, venivano già quantificati in circa 7 miliardi di lire. Oggi chissà.
Avrebbe forse un senso per mettere una “pezza” ad un acquisto, purtroppo rivelatosi incauto, da parte di chi ne è stato protagonista e che oggi siede nelle fila della minoranza. Da parte di chi oggi grida alla possibile “speculazione di privati” ma non ebbe problemi a siglare, anni fa, gli atti per concorrere al famoso Project Financing per la riqualificazione del Porto di Amalfi. (Nota a margine: quel Project non è mai decaduto o tramontato così come è stato fatto credere in campagna elettorale, ma è semplicemente “dormiente”)
Dovremmo fare, in conclusione, tesoro del passato e a tal proposito risulta illuminante la dichiarazione di un consigliere comunale resa nella seduta che determinò l’acquisizione dell’Ex Confettificio: Io voto contro all’acquisto. Oggi può anche essere considerata una modica cifra ma quello che più mi preoccupa è quello che in futuro avverrà, mancando un’adeguata e chiara progettazione con relativo piano economico che chiarisca il costo dell’intera operazione, sia di acquisto che di vendita”.
Correva l’anno 2004: errare è umano, perseverare è diabolico.

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