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Napoli-Fiorentina, Milik dà la scossa: e che muro Koulibaly e Maksimovic!

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Vince la squadra che ha cercato di più la vittoria. Vince il Napoli che ha il pallino del gioco per tutto il secondo tempo dopo una prima parte di gara dove è apparso poco brillante. Colpa di un ritmo che, soprattutto nei primi 45’, è stato a scartamento ridotto. Vince il Napoli grazie un gol di Insigne che riesce a mascherare le difficoltà incontrate per larghi tratti del match dalla squadra azzurra. Vittoria da grande squadra, senza brillare in maniera eccessiva, senza dominare, ma col colpo in canna al momento giusto. Il mescolamento dei ruoli tra Mertens e Insigne non aiuta il belga che continua a essere oggetto del mistero. È un Napoli che per qualche tratto appare davvero solido e compatto, anche se in altri non è brillante.

6 KARNEZIS
Al 10′ finalmente una parata. Già, e a dire il vero pure niente male. Su un bel tiro di Eysseric, la manona del greco arriva a deviare il pallone nell’angolo. Vista la media con cui viaggiano i portieri azzurri. A sorpresa viene preferito a Ospina. Preciso quando deve uscire di pugni a sbrogliare qualche mischia

6 HYSAJ
Decisamente meglio in altre occasioni, stavolta sembra spesso un po’ in difficoltà sugli spunti. Se va valutato per la spinta in avanti, la prova è negativa, se il giudizio è sull’attenzione in fase difensiva, da terzino puro, con i tagli sulle ripartenze viola, l’albanese è brillante per arguzia tattica e volontà

6,5 MAKSIMOVIC
Gli ultimi novanta minuti in A a Ferrara praticamente un anno fa prima dell’esilio a Mosca. Normale dunque che all’inizio quando le incursioni viola sono dalle sue parti ci sia qualche brivido. Nell’uno contro uno però non perde un colpo, sempre preciso nell’anticipo e nella ripresa diventa un muro insormontabile

6,5 KOULIBALY
Un conto in sospeso ce l’ha. Livoroso non poco su Simeone che ad aprile firmò la tripletta della Fiorentina. Dalle sue parti, in ogni caso, stavolta non si passa. Perché ci mette un ardore quasi contagioso, ma la sua saggezza è anche tattica perché aiuta spesso il compagno serbo a fare la cosa giusta al suo fianco

6,5 MARIO RUI 
Quando si tratta di mettere palla nel mezzo, è tutto tranne che una garanzia. Poi per il resto quasi mai Chiesa riesce a straripare dal suo lato e nel secondo tempo quando la Fiorentina arretra nei metri, lui è una spina fissa nel fianco viola. Assist d’oro per Zielinski e recupero in scivolata su Chiesa al 93′

5,5 CALLEJON 
La variabile impazzita. Nel senso che è lo spagnolo a trasformare ogni cosa: il 4-4-2 in 4-3-3 o in altro simile e imprevedibile. Utile anche in fase di contenimento, ma la sua spinta propulsiva difficilmente riesce a dare il suo sostegno all’azione offensiva. Anche lui deve ritrovare le certezze perdute

6 ALLAN 
Uno, dieci, cento Allan. Poi però comincia a sentirsi un po’ Narciso, prende troppa confidenza con se stesso e prima perde una brutta palla al limite dell’area che quasi costa il colpo del ko (e meno male che Chiesa calcia male) e poi un bel po’ di duelli. Come grinta non si discute, ma badi più al sodo

6,5 HAMSIK 
Costretto quasi a fare il mediano più che il faro del centrocampo, perché con Zielinski che spinge come un forsennato, occorre essere pronti alle ripartenza altrui. Il passo non è quello giusto, Veretout lo aggredisce e lo scherma e lo limita assai. Ma la sua è una gara di grandissimo cuore e sacrificio

6 ZIELINSKI 
È l’uomo ideale per scombussolare i piani tattici altrui. Una specie di tuttologo. Perché alza il muro, poi riparte, prende velocità e se riesce tenta persino al conclusione. Benassi fatica assai a contenerlo e il gioco azzurro lo aiuta spesso ad andare alla conclusione. Anche se stavolta non è preciso come contro il Milan.

7 INSIGNE 
È suo il colpo di genio che salva capra e cavoli. Ma sì, in serate del genere ti salva il campione e la genialata che ha nel dna. Volenteroso, aggressivo: lascia la fascia e si piazza davanti alla porta. Non male l’impatto per voglia e passo. Ha una buona velocità e con Milik al fianco va tutto molto meglio. Segna il suo 50° gol in A.

5 MERTENS
Male. Si vede che non è a suo agio. E in più, c’è da fare i conti con una condizione che gli toglie brillantezza. Da ala o da seconda punta, non ha i punti di sicurezza che ha avuto negli ultimi due anni, come se gli avessero tolto la coperta di Linus. Milenkovic non deve mai sbattersi più di tanto. Un lampo prima di uscire.

6,5 MILIK 
Quando entra al posto di Mertens, si comprende che è uomo essenziale nelle geometrie di Ancelotti: perché non ha bisogno degli spazi di Mertens per esaltarsi e si accontenta di piazzarsi lì davanti con il mondo che deve ruotargli intorno. Non è un caso che sia suo l’assist per il gol-partita di Insigne

5,5 OUNAS
Nel 4-4-2 che funziona decisamente meglio con Milik in campo, Ounas si sposta nella linea dei centrocampisti. Ma si vede che ha bisogno di maggiore spazi per poter esprimere meglio la sua indole molto offensiva. Benino in fase di contentimento, anche se perde quanche pallone di troppo.

sv ROG 
Dieci minuti per lui. Una specie di maledizione, per il croato. Anche Carletto riduce i suoi ingressi a una manciata di minuti nel finale. Prende il posto di Insigne e consente a Zielinski di affiancare Insigne come coppia di attacco o comunque in attacco. Ha bisogno di maggiore continuità per comprendere il suo valore.

6 ANCELOTTI 
Dunque, è l’anno zero. O quasi. Quando inizia la gara con Mertens che torna alle origini e Insigne punta nel mezzo, con Callejon a fare da pendolino e a tramutare il 4-4-2 in un 4-3-3 si comprende che Re Carlo sta gettando le basi per un nuovo presente. Quindi, bisogna avere pazienza. Il problema non è quello che il Napoli prova a fare ma come lo fa: troppo lentamente. La questione è tutta nel passo e nel ritmo: basso. A questi livelli fa la differenza, c’è poco da fare. La duttilità che chiede ai suoi uomini, al momento, crea confusione. Al momento è così. In momenti del genere, serve il genio della lampada che esaudisce il desiderio. Il genio è Lorenzo Insigne che dopo quello all’Olimpico con la Lazio segna un altro gol decisivo.

di Pino Taormina IL MATTINO 

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