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COSTIERA AMALFITANA: ZTL E TURISMO CONSAPEVOLE

COSTIERA AMALFITANA: ZTL E TURISMO CONSAPEVOLE

Quello che è successo nel mondo negli ultimi cento anni, è sotto gli occhi di tutti, ma spesso cene dimentichiamo. Una volta c’era il medico generico o semplicemente l’ingegnere; oggi abbiamo gli specialisti per ogni singola parte anatomica del nostro corpo; dal generico ingegnere, siamo passati a specialisti profondamenti diversi che, pur applicando tutti gli stessi fondamenti di ingegneria, spaziano dal biomedico alle nanotecnologie, dall’aerospaziale all’informatica.

Il turismo non è da meno e, alle due sole etichette di fine 800 – prima metà del 900,turismo di massa e turismo di nicchia che lo differenziavano, oggi ne dobbiamo declinare un numero sostanzioso per tentare di definirne i vari tipi. Purtroppo retaggi storici e disinformazione spesso determinano confusione e guasti; proviamo a mettere ordine, assumendo come riferimento del nostro ragionamento la Costiera Amalfitana.

Il turismo di massa come concetto quantitativo, lascia ben presto il posto ad un concetto e significato qualitativo, perlopiù oggi usato o abusato nella sua accezione più negativa: bassa qualità dei servizi, basso livello culturale del prototipo di turista, basso costo dei servizi, praticamente tutto verso il basso. Se il turismo di massa così definito fosse concentrato e limitato ad aree geografiche ben definite, nelle quali tale tipologia fosse quasi totalizzante, ci troveremmo difronte ad una condivisione sinergica e totale fra domanda ed offerta, senza elementi spuri né di domanda né di offerta. Analogo e speculare ragionamento vale per il turismo di nicchia.

Oggi nel mondo è difficile trovare eden di tale tipo ad elevata se non esclusiva vocazione turistica. L’esplosione dei trasporti a basso costo, l’accresciuta quantità di persone benestanti, la potenza dei mezzi di comunicazione, ed altri fenomeni dell’età contemporanea, hanno introdotto nella manichea suddivisione delle due tipologie di turismo, forti elementi di frammentazione e di ibridismo caotico.

L’elemento scatenante di questo fenomeno per la Costa d’Amalfi, come per tante altre aree turistiche, è stato proprio l’effetto richiamo che la bellezza e la suggestione del posto hanno avuto ed hanno sulle masse. Un crescendo rossiniano che ha attraversato contemporaneamente la domanda e l’offerta, ha provocato una escalation perversa e pericolosa; gli elementi che hanno reso unica la nostra terra, il paesaggio, i monumenti, il clima, l’identità, la storia, hanno fatto crescere smisuratamente la domanda variegata e diversa. Per intercettare la domanda crescente si è accresciuta a dismisura un’offerta orientata verso il basso: i voli a basso costo su Napoli si sono decuplicati; le agenzie che vendono tour a bassissimo costo sono sorte come i funghi; B&B, case vacanze, e improbabili hotel, hanno realizzato posti letto a prezzi molto abbordabili; la qualità degli addetti del settore è scesa paurosamente per abbassare i costi del lavoro; l’offerta commerciale si è orientata sempre più verso il souvenir paccottiglia; menù turistici, friggitorie e tavole calde dietro ogni angolo sfamano velocemente e a basso prezzo il frettoloso turista.

La conclusione di tutto ciò è sintetizzabile in una fotografia aerea della Costiera oggi. Il caos, il traffico, la carenza di servizi e di infrastrutture, la vita impossibile per i residenti, non sono la conseguenza di strade strette, di leggi sbagliate, di amministrazioni inadeguate, e chi più ne ha ne metta; sono solo l’effetto di una evoluzione naturale del mondo, alla quale non si è saputo contrapporre un progetto di sviluppo locale, unico e condiviso per l’intero territorio.

Oggi, volendo approcciare un nuovo modello di offerta per tentare di orientare e gestire la domandaverso la Costa d’Amalfi, sarei tentato di ritornare ad una distinzione del turismo con due sole etichette: “turismo consapevole – turismo inconsapevole”. Se non vogliamo che quegli stessi elementi di cui parlavo prima, e che ieri hanno fatto la fortuna della Costa d’Amalfi per il loro effetto di richiamo, diventino oggi causa della morte di questa terra, con un effetto boomerangcatastrofico, abbiamo il dovere di orientare tutta la macchina dell’offerta turistica unicamente verso il  TURISTACONSAPEVOLE.Costui è un generico cittadino del mondo giovane o vecchio, ricco o meno ricco, maschio, femmina o altro, di qualsiasi razza e religione; unico elemento caratterizzante e assolutamente imprescindibile dovrebbe essere la sua consapevolezza del valore della nostra terra, della sua delicatezza, del suo intimo bisogno di rispetto e di amore. Forse per orientare l’offerta verso questa domanda consapevole dovremmo anche elevare la consapevolezza del cittadino medio della Costiera; forse; forse e ancora forse; dubbi e domande; come uscirne?

In tale contesto, prima ancora che inutile, è sbagliato ipotizzare soluzioni ed interventi. Ipotizzare una funivia, un parcheggio o l’allargamento di una strada, in questo contesto è come se un medico prescrivesse un antibiotico per abbattere una febbre della quale non si conosce l’origine e la causa. L’antibiotico è sì un ottimo rimedio, ma a condizione che si conosca il quadro clinico generale del malato e le origini della sua malattia.

La Costa d’Amalfi oggi è malata! Forse questa è l’unica affermazione che da Vietri a Positano non ha contrari! Ma in giro sento solo parlare di antibiotici, e mai di analisi, accertamenti, radiografie; in tanti propongono interventi, ostentano trionfalismi per una funivia o un tunnel finanziato, alla stregua di antibiotici specifici per una ben individuata patologia. Intanto da nessuna parte è dato sentire un coro unanime per strategie ed obiettivi, al più qualche voce nel deserto che, proprio perché isolata e puntuale, finisce per essere un altro antibiotico a caso.

Solo un pazzo può pensare di fermare il mondo ed impedire che i trasporti diventino sempre più economici e il reddito pro capite nel mondo continui a crescere; alle persone intelligenti resta un’unica strada: decidere insieme quale futuro vogliamo per la Costa d’Amalfi, ed affidare poi ai tecnici l’individuazione e la realizzazione di tutto quanto serve per raggiungere gli obiettivi che NOI ci siamo dati; non Napoli, Roma o Bruxelles, ma noi, singoli cittadini e consiglieri comunali, con i Sindaci semplici “primus inter pares”.

Rilancio l’idea di indire, per la prima volta nella storia millenaria della Costa d’Amalfi, gli STATI GENERALI DEGLI AMMINISTRATORI COMUNALI; torniamo alla forza e all’intelligenza dei nostri antenati,che fecero dell’unità di intenti e di strategie l’unica vera forza della Repubblica Marinara; il Sindaco di Amalfi, oltre a proporre la positiva ZTL a tutta la costa, convochi a fine estate presso gli Arsenali della gloriosa Repubblica, tutti i consiglieri dei comuni costieraschi; ci si confronti per una tre giorni storica che,dopo la presentazione e l’analisi dei numeri della costiera, dopo un dibattito aperto e globale, partorisca un disegno unico e largamente condiviso per tutta la Costiera.

Nel XXI secolo facciamo ridere i polli se continuiamo a condurre battaglie isolate senza strategie, novelli Don Chisciotte e ritenendo, l’IO di turno, essere il solo illuminato.

Secondo Amalfitano

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