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I taxi non partono e lasciano a piedi i turisti a Salerno

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SALERNO – Il taxi non arriva e i turisti sono costretti a rientrare a piedi dal centro fino alla zona orientale. È accaduto a due coppie di giovani ospitati in altrettante strutture ricettive di Salerno. Appiedati e senza una motivazione plausibile dopo una serie interminabile di chiamate e solleciti. «Siamo usciti per una passeggiata-raccontano Luisa e Mario Di Tacchio – ed avevamo avuto rassicurazioni dal gestore del B& B che ci ospita, che per il rientro, qualora avessimo tardato sforando l’orario di circolazione dei bus, avremmo potuto usufruire del servizio taxi chiamando al numero dedicato. Non ci siamo posti problemi più del dovuto nel senso che non abbiamo pensato a prenotarlo, ma questo non giustifica quanto accaduto».

Non erano soli Luisa e Mario: nel breve periodo di vacanza che stanno trascorrendo a Salerno hanno conosciuto un’altra coppia che, venerdì sera, è stata co-protagonista della sfortunata passeggiata: «Siamo rimasti male per il modo in cui siamo stati trattati al telefono da chi ci ha risposto – dicono Pasquale e Giovanna Bonaventura – anche perchè non si trattava di un orario fuori dal normale: saranno state al massimo le 23.30 quando abbiamo iniziato ad allertare il servizio taxi per farci venire a prendere in centro e raggiungere la zona orientale. Inizialmente, dopo lunghe attese al telefono continuano i coniugi Bonaventura – ed una serie di chiamate cessate perchè i tempi si dilungavano troppo, ci è stato detto per ben tre volte che nessun taxi era disponibile ed avremmo dovuto richiamare dopo qualche minuto. Il tempo è trascorso, ma alle nostre chiamate nessuno ha risposto, o meglio, ci è stato riferito, anche senza troppa grazia, volendo essere precisi, che la situazione era immutata: i taxi non erano disponibili e non dovevamo avere fretta…».

Le due coppie di turisti hanno continuato ad attendere pazientemente, provando però ripetutamente a sollecitare l’arrivo di un’auto che gli avrebbe consentito il rientro nei rispettivi Bed and Breakfast. Ed in effetti, all’ultima telefonata qualcosa cambia, almeno nella risposta dell’operatore: «Dopo le nostre rimostranze – spiegano i Di Tacchio – ci è stato detto che sì, effettivamente qualcheauto si era liberata, ma che non c’era possibilità di raggiungere la zona dove sono ubicate le nostre strutture. In pratica, la zona orientale, non sarebbe coperta dal servizio taxi. A questo punto, altro non c è rimasto da fare che rientrare a piedi fino ai B& B». Insomma, un pessimo biglietto da visita per “Salerno turistica” con i visitatori che arrivano in città e contano di poter usufruire di un servizio che in realtà non riescono ad utilizzare. E, nel caso si tratti di stranieri, l’indignazione aumenta e la brutta figura pure.

Il caso servizio taxi. Intanto solo ad ottobre si saprà se anche Salerno si adeguerà alle nuove regole imposte dal Garante della concorrenza e del mercato sulle frequenze di Radio Taxi. Nelle commissioni Annona e Statuto da oltre un anno c’è la bozza di regolamento che non riesce però a mettere d’accordo gli opposti interessi. Punto del contendere è l’articolo 33 che sancisce la possibilità per tutti i tassisti di accedere liberamente alle frequenze. Una disposizione che recepisce una delibera del Garante e che, però, non sembra mettere tutti d’accordo. Al momento ad accedere alle frequenze è una sola cooperativa. Dall’altra parte ci sono i tassisti che appartengono ad altre coop o che svolgono autonomamente il loro lavoro e che vedono come un attacco alla libera concorrenza il fatto di non poter accedere alle frequenze. Da qui il lavoro non agevole di mediazione che si sta svolgendo in commissione. «Il problema della concorrenza – ha spiegato però Gianfranco Ferrigno, presidente provinciale della Claai (Confederazione libere associazioni artigiane d’Italia) – non esiste. Le frequenze non sono monopolizzabili, ma libere ». Basta pagare e si può avere accesso alle frequenze e predisporre un personale servizio di Radio Taxi. «Inoltre – spiega Ferrigno – le frequenze vengono concesse dal Ministero e non certo dal Comune che, pertanto, non ha di certo alcuna competenza in materia. E poi noi siamo d’accordo con l’aumento delle licenze perché i turni sono diventati massacranti».

Carla Polverino LA CITTA

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