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Roma da rivedere Il Toro avrebbe meritato il pareggio

Torino 3-5-2   Roma 4-3-3
ALLENATORE:Mazzarri 
SOSTITUZIONI: 25’ pt Aina per De Silvestri, 35’ st Bremer per Izzo, 41’ st Soriano per Rincon
A DISPOSIZIONE: 1 Ichazo, 25 Rosati, 30 Djidji, 99 Ferigra, 7 Lukic, 27 Parigini, 91 Zaza, 19 Damascan, 10 Ljajic 
AMMONITI: 12’ st Iago Falque per gioco scorretto
ALLENATORE: Di Francesco 
SOSTITUZIONI: 15’ st Cristante per El Shaarawy, 25’ st Kluivert per Ünder, 30’ st Schick per Pastore 
A DISPOSIZIONE: 83 Mirante, 63 Fuzato, 5 Juan Jesus, 15 Marcano, 2 Karsdorp, 18 Santon, 7 Lo. Pellegrini, 19 Coric, 22 Zaniolo
AMMONITI: 30’ pt Fazio e 39’ st Florenzi per gioco scorretto, 45’ st Dzeko per c. n. r.
MARCATORI: 44’ st Dzeko 
ARBITRO: Di Bello di Brindisi. Guardalinee: Posado e De Meo. Quarto uomo: Abbattista. Var: Massa. Avar: Tonolini. 
NOTE: Spettatori 19.558, incasso complessivo 398.634 euro. Al 36’ st l’allenatore Mazzarri è stato allontanato dal campo. Calci d’angolo: 6-5 per il Torino. Recupero: 3’, 6’

La decide Dzeko con una splendida conclusione volante su cross di Kluivert – importante l’ingresso dell’olandese, per indirizzare la partita -, ma contro una buona Roma il Toro se la gioca fino alla fine e avrebbe indubbiamente meritato il pareggio.

La grande notizia? I venti minuti di Justin Kluivert. Talento puro e rabbia. Farà straparlare di sé. Entra e sconvolge la Roma, fin lì piatta e macchinosa. Il raid stile Fantomas a tutto campo e il sofisticatissimo colpo con cui a fine partita evoca la magnificenza al volo di Dzeko sono i tre punti ma è anche l’autorizzazione che i tifosi aspettavano a cuore spalancato per riavviare la macchina dei sogni. 
Pastore la cattiva notizia. Un pianto. Pastore uguale patire. Ondeggia tra calligrafia ed evanescenza. Non gli manca la volontà, gli manca di diventare corpo nello spazio. Per ora è solo corpo nello strazio. L’esatto contrario di Nainggolan. Fisicamente surclassato, perde palloni su palloni. E quando gli arriva l’occasione monumentale a metà ripresa, impossibile sbagliare, lui esita, là dove il selvaggio Radja non avrebbe esitato.
Questo per dire e disdire della nuova Roma vista a Torino (rivedibile Olsen, incollato tra i pali come fosse chiodato e suicida in un quasi autogol, poi qualche discreto intervento, non giudicabile Cristante). L’apparizione di Kluivert ribalta non solo il risultato, ma anche certe funeste, incalzanti fantasie su cosa sia la rivoltata Roma di Monchi e di Eusebio. Un calpestabile guscio di noce o una Potemkin satura di chili e di centimetri? Che sogni nel cassetto, feste ubriacanti o vecchi calzini? 
Non bastano i tre punti di Torino per saperlo. Eusebio per primo, alla vigilia, aveva onestamente confessato l’eleganza del dubbio contro la banalità della certezza. Giusto, solo le stelle e i pesci rossi non dubitano. Nel dubbio, Eusebio sceglie la banalità. Quello che sa. Vecchia guardia più Pastore in mezzo e Olsen in porta. Ma non funziona. Primo tempo tra botte di noia e botte di calore. La Roma fa possesso, ma la palla si muove lenta e scolastica. Mancano le smanie. Manca l’invenzione. Il talento che strappa il copione. Manca Justin Kluivert. 
Contro un Toro niente di che, più che dai limiti suoi penalizzato da quelli del suo allenatore. L’unico schema, tutti dietro e lancio lungo su Belotti. Quando si accorgono, a inizio secondo tempo, che la Roma non c’è, se ne fregano del suo tremebondo in panchina e si fanno sotto. La Var decifra quei pochi centimetri, nel gol di Iago Falque, che avrebbero precipitato De Rossi e compagni. Ci vuole coraggio. Il coraggio di cambiare. 
Il coraggio di credere nel talento. Ci vuole e ci vorrà sempre, più che mai, Justin Kluivert. Lo vogliono i tifosi, lo vuole la squadra, lo vuole, fortissimamente, Dzeko.
LE PAGELLE dzeko il migliore tra i giallorossi
Kluivert è subito decisivo  Manolas, il solito muro
Olsen, belle parate e qualche brivido. Pastore da rivedere, De Rossi rischia, Strootman c’è sempre

L’abbraccio di Cristante e De Rossi a Kluivert, subito decisivo GETTY
Da brividi una respinta con i pugni. I compagni cercano di coinvolgerlo il meno possibile nel giocare il pallone con i piedi. Due buoni interventi nel finale.

Florenzi 6
Bene negli inserimenti, tenta il tiro ribattuto da Nkoulou. Perde un pallone a centrocampo che fa scattare il contropiede del Toro. 

Manolas 7
Impressionante nel duello con Belotti, al quale concede pochissimo. E’ ripartito come aveva concluso la scorsa stagione. 

Fazio 5,5
Un po’ disordinato, sbaglia appoggi facili e non è da lui. Costretto al fallo da ammonizione su Belotti. Un po’ meglio nella ripresa. 

Kolarov 6,5
Un palo, la capacità di spingere sempre, di proporre occasioni da gol. Cerca Dzeko con facilità. 

Pastore 5,5
Primo tempo a vagare per il campo, alla ricerca della posizione. Elegante in qualche fraseggio, ma anche tante iniziative abortite. Baselli gli toglie spazi e idee. 

Schick (30’ st) 6
Il suo ingresso consente di avere più peso in area negli assalti finali.

De Rossi 5,5
Mette ordine a centrocampo, incita i compagni. Ci mette cuore ed esperienza, ma qualche volta è in ritardo, come quando da un suo errore il Torino nel primo tempo va vicino al gol. 

Strootman 6 
Preferito a Cristante, si diverte nei duelli fisici e riduce le distanze tra i reparti. 
Ünder6
Nel primo tempo è
uno dei pochi che 
cerca di scuotere la 
squadra. Non è fortunato in un paio di 
iniziative, si spegne 

nella ripresa.

Kluivert (25’ st) 7
Gli bastano pochi minuti per 
fare vedere che è dotato di 
classe purissima. L’azione 
che porta al gol è un capolavoro. 

Dzeko 7,5
Sembra svogliato per larghi tratti della gara, ma quando affonda fa male: colpisce due pali e tiene sempre in apprensione la difesa granata. Al penultimo minuto si coordina bene sul capolavoro di Kluivert e firma il gol vittoria con un sinistro al volo 

El Shaarawy 6
Tanta buona volontà, ma non riesce a liberarsi mai al tiro. Qualche generoso recupero difensivo. 

Cristante (15’ st) 6
Il suo ingresso consente di liberare Pastore in avanti. Con la sua fisicità vince tanti duelli in mezzo al campo.

Di Francesco (all.) 7
La Roma ricomincia con un successo, con il quale avanza la candidatura tra le squadre di vertice. Non è stata una bella Roma, ma il tecnico ha il merito di cambiare la partita con i cambi. 

L’ARBITRO
Di Bello 6,5
Il Var Massa lo assiste in occasione del gol, che aveva assegnato a Iago Falque. Giusto segnalare il fuorigioco. 

fonte:corrieredellosport

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