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Rapina con sequestro nella sala giochi: arancia meccanica a Scafati

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Un commando in piena regola armato di bastone, mazzuolo e spranga metallica ha fatto irruzione alle 3 del mattino in una sala slot e, dopo aver immobilizzato e sequestrato per 50 minuti il cassiere addetto ai videopoker, l’ha obbligato a consegnare le chiavi per aprire le cassette di sicurezza dove all’interno erano contenute monete e banconote per un totale di 15mila euro. A quel punto i sei banditi si sono allontanati a bordo di due auto.

Una rapina studiata nei minimi dettagli, quella consumata alla sala slot di via Passanti a Scafati. Il fatto è accaduto lunedì scorso, ma è stato denunciato ai carabinieri solo nella giornata di ieri. Il locale, gestito da un gruppo di imprenditori italiani, è un punto di ritrovo per i residenti di San Pietro e dell’hinterland vesuviano. Un luogo frequentato, specie nel fine settimana, da una cinquantina di avventori fissi e da altri occasionali sia italiani sia stranieri. Ma è la prima volta che una gang colpisce con tanta violenza all’interno della struttura scafatese. Il lavoro degli inquirenti però si preannuncia in salita, poiché chi ha agito ha pensato davvero a tutti. A partire dal portare via le cassette dell’impianto di registrazione su cui erano finite le immagini del colpo. Ecco perché i carabinieri della tenenza di via Oberdan, coordinati dal tenenteGennaro Vitolo ,

dovranno fare affidamento sugli occhi elettronici delle altre attività presenti in zona, almeno per ricostruire la via di fuga del commando. Erano passate da poco le tre quando, lunedì scorso, il gruppo è entrato in azione. Dopo aver immobilizzato l’addetto alla cassa, uno dei sei ha rovistato nei cassetti all’ingresso, trovando delle chiavi e assieme agli altri componenti della banda ha iniziato a fare il giro delle slot scardinando tutti i totem presenti e portandosi via i soldi. I vetri oscurati e la posizione lontana dal centro di San Pietro hanno reso impossibile la vista di quanto accaduto all’interno della sala slot ai pochi automobilisti in transito a quell’ora della notte. Il lavoratore della struttura è rimasto in balia dei malfattori per circa di un’ora.

Era solo e non poteva fuggire e nemmeno telefonare perché il cellulare gliel’avevano gettato distrutto appena hanno varcato all’ingresso. Scene da arancia meccanica. Momenti interminabili, che finiscono quando la banda ha messo tutti i soldi arraffati dentro un sacco per un totale di 15mila euro. Sono saliti sulle auto e così si sono dileguati nel nulla. Sentito dai carabinieri, il lavoratore sequestrato avrebbe aiutato gli inquirenti a stilare un identikit di chi è entrato in azione, a partire dall’aspetto fisico fino all’accento di uno di loro.

Domenico Gramazio LA CITTA

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