Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

NEL MEDIOEVO NON SAREBBE SUCCESSO di Secondo Amalfitano

 

Nel Medioevo non sarebbe successo! Il titolo, nonché sintesi del mio ragionamento, non è una deduzione o conclusione filosofica e sociologica, è una affermazione scientifica e rigorosa, e ve lo dimostro.

Positanonews ci ha dato, fra ieri e oggi, l’ennesimo spaccato di un territorio frantumato e diviso su tutto; Amalfi espone la bandiera a mezz’asta e il Sindaco Daniele Milano rivolge un messaggio alla città di Genova in nome della comunanza marinara e di un sentire comune; Ravello segue Amalfi “Da secoli la Costiera Amalfitana è legata ad un doppio filo alla città di Genova”, scrive Salvatore Di Martino e propone un “tutti i sindaci della Costa d’Amalfi a Genova per i funerali”; una parte delle municipalità tace; una parte festeggia e spara fuochi “tirando la Madonna per il mantello”. Quando ho visto le interruzioni casuali dei fuochi di Maiori ho pensato: vuoi vedere che la Madonna ci manda a dire: “non toccate il mio mantello” !?!? Ma torniamo ai……fanti.

E’ del tutto evidente che i comuni della Costa d’Amalfi hanno una interpretazione letterale del dettato costituzionale – i Comuni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni -, che mi permetto di definiremasochistica. Immaginare ancora che questo lembo di terra, benedetto e unito da Dio, possa essere “sfrantumato” dagli uomini senza una politica unitaria, una visione strategica unica di tutti i comuni della Costa, è pura follia. Intanto sarebbe il caso che si stabilisse, una volta e per sempre, di quanti comuni è fatta la Costiera Amalfitana; non è un gioco schizofrenico da esperti in campanilismo, ma una precisa scelta di pianificazione politica, economica, sociale e turistica; in questa decisione rientrano molte più scelte di quanto si possa immaginare, dalle funivie ai trasporti marittimi, dai fuochi sì ai fuochi no, per essere chiari.

Un’analisi più approfondita e puntuale della situazione complessiva della Costa d’Amalfi e del perché del titolo, è ricavabile dalla lettura del dossier di candidatura alla Capitale Italiana della Cultura per il 2020 http://costadamalfi2020.com/download/16191/  della Fondazione Ravello, nel quale argomentavamo che l’unico vero periodo aureo della Costiera Amalfitana era stato il medioevo; riprendiamo qui qualche stralcio più significativo :

“Per la storia della Costa d’Amalfi, il Medioevo è stato il vero periodo aureo segnato da una“rotta ben chiara, il commercio, e da una governance unica, il Ducato, strumenti e strategie funzionali e coerenti con il perseguimento dell’obiettivo comune.Il Codice della navigazione (o Tavole Amalfitane), fu l’insieme normativo sul quale gli amalfitani costruirono le loro fortune. Leggi della marineria e regole per la navigazione, si fusero con norme su previdenza, assistenza sanitaria, garanzie ed incentivi, anticipando il moderno welfare……….

…..La difesa dell’intero territorio era affidata ad un sistema di torri e torrini, opportunamente dislocati in punti strategici lungo tutta la Costa in comunicazione visiva fra loro; interromperne la continuità per gelosia o invidia di una parte rispetto al tutto, avrebbe significato far saltare l’intera filiera. La stessa invenzione (o perfezionamento) della bussola, che vide l’amalfitano Flavio Gioia protagonista, è la chiara testimonianza della necessità di seguire una rotta ben precisa senza deviazioni di sorta. Per non parlare della “moneta unica” in tutto il Ducato, coniata proprio in quel periodo: il “Tarì” segnò non solo il passaggio dal baratto al commercio, ma portò al territorio tutti i vantaggi e i guadagni propri del “battere moneta”. Al venir meno del collante e della matrice unica “Repubblica di Amalfi”, il territorio conobbe circa tre secoli di lento, inesorabile declino che portò comuni come Ravello a passare da qualche decina di migliaia di abitanti a poco più di duemila. Esattamente quel “Nulla ci rimane” che Matteo Camera denuncia a chiare lettere nella sua opera storico-letteraria datata 1836……………

……L’ultimo secolo si è caratterizzato per un apparente periodo di crescita e benessere economico. Il trend positivo di incremento del reddito medio pro capite di tutti i Comuni della Costa, non si è interrotto neppure nell’ultimo decennio di profonda crisi economica mondiale. Un vero e proprio “effetto maschera” ha alterato profondamente la percezione della pericolosa minaccia che incombe su questa terra: la mancanza di una strategia comune e di un vero progetto condiviso di sviluppo territoriale”.

E’ del tutto evidente che una Costa d’Amalfi unita non avrebbe offerto al mondo l’immagine di un territorio oscillante fra bandiere a mezz’asta e fuochi pirotecnici.

Mi permetto di sottolineare che, a prescindere dal sentire di ciascuno, da chi ha applaudito ai fuochi a chi li ha fischiati, la cosa grave che mi preme sottolineare è l’ennesima dimostrazione di sgretolamento e di mancanza di idee e progetti comuni.

La Costa d’Amalfi non può andare oltre su questa strada di divisioni, che gli Amministratori tutti della costa prendano coscienza delle loro responsabilità e ciascuno si attivi per fare in modo che la COSTIERA 2020 sappia finalmente decidere, sempre e comunque:

o TUTTI A GENOVA o TUTTI AD APPLAUDIRE I FUOCHI.

Secondo Amalfitano

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Giuseppe 1

    Rispetto ma non condivido le opinioni del Signor. Amalfitano.
    Alla Madonna che dice lei, vengono rivolte sia le preghiere per quelli di Genova e sia i festeggiamenti in suo onore. Più che i comuni, sono le comunità a decidere. A Positano i Positanesi hanno la loro Madonna nel cuore e poi, perché fermare i festeggiamenti solo per gli sventurati di Genova? Per quelli che annegano, per quelli che ci lasciano sui posti di lavoro, per quelli che muoiono da innocenti nei conflitti …..quale medioevo ?