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Napoli Unico Campania, truffa dei biglietti i soldi andavano in tasca ai dipendenti

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Fotocopie false di ordini di acquisto del Comune per i biglietti Unico Campania replicate per decine di volte tanto che le fatture, da una media di 5mila euro l’anno sono schizzate a 350mila euro. Si accendono così le lampadine del capo di gabinetto Attilio Auricchio, perché quelle fatture finiscono sul suo tavolo per essere vistate. Auricchio – un carabiniere – ci ha voluto vedere chiaro ed è scattata la segnalazione alla Procura. L’inchiesta è stata anticipata da Il Mattino il 9 luglio, oggi il passo in avanti è che la mente della truffa sarebbe a Palazzo San Giacomo con una triangolazione con altri impiegati «infedeli» dello stesso Consorzio Unico Campania. Da Palazzo San Giacomo partivano gli ordini d’acquisto e nello stesso Palazzo arrivavano pochi biglietti e fatture gonfiate. Solo una minima parte dei ticket finiva agli impiegati comunali per le trasferte di servizio, il resto in un mercato parallelo che forniva soprattutto i rivenditori ignari nelle stazioni della metropolitana dove i biglietti vanno a ruba. E gli introiti nelle tasche di altri e non nella casse del Consorzio. Inchiesta coordinata dal pm Ida Frongillo della Sezione reati contro la pubblica amministrazione e affidata alla sezione di Polizia giudiziaria dei vigili urbani, guidata dal capitano Giuseppe De Martino. Inchiesta seguita da vicino dal comandante della Polizia municipale Ciro Esposito.
GLI INDAGATIQuattro gli indagati che avranno ora modo di ricostruire la propria versione dei fatti e dimostrare la correttezza della loro condotta. Si tratta di Giovanni Spena, dipendente comunale della Direzione centrale pianificazione del territorio e tra le altre cose addetto alla gestione e accettazione della fatture elettroniche; Luigi Calvano, impiegato del Consorzio unico Campania, ora in pensione, addetto all’epoca dei fatti alla gestione delle commesse anche del Comune di Napoli; Aldo Iacovitti, responsabile del servizio vendite del Consorzio e addetto al magazzino dove vengono conservati i biglietti, e Concetta Miniero, impiegata della Giraservice che riceveva la disposizione per la consegna dei titoli di viaggio agli uffici comunali di Largo Torretta. Secondo il pm «senza disposizione scritta, che ometteva sistematicamente di svolgere qualsivoglia procedura di individuazione del soggetto che ritirava i biglietti emessi sulla base di falsi ordinativi». Per tutti loro sono scattate perquisizioni e sequestri. Per la Procura «vi è fondato motivo di ritenere che il corpo del reato o cose pertinenti al reato si trovino presso l’abitazione e luoghi comunque nella disponibilità degli indagati».
LE FOTOCOPIESi indaga per truffa e lo strumento per attuarlo era una semplice fotocopia dell’ordine di acquisto di Palazzo San Giacomo replicato per più volte senza che nessuno degli addetti al controllo – la tesi della Procura – si preoccupasse di andare a verificare la veridicità dell’ordine.  Luigi Roano Il Mattino

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