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Napoli, business case occupate: ​20mila euro per entrare

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Una graduatoria ferma al 1998, occupazioni a go-go: e il mercato illecito degli alloggi pubblici vola. A gestirlo troviamo in prima linea le organizzazioni criminali, ma anche, e lo dimostrano le inchieste giudiziarie venute alla luce in questi giorni, dipendenti comunali corrotti. Per capire di che giro di affari parliamo è bene guardare le cifre. A Napoli sono trentamila gli alloggi di edilizia residenziale pubblica e nel 2011, quando fu varato un bando per le assegnazioni, poi ritirato, arrivarono diciottomila domande: diciottomila famiglie che hanno visto sfumare il miraggio di un alloggio.

I NUMERI
Circa ottomila sono gli occupanti senza titolo, di cui ben 3500 difficilmente regolarizzabili. Quando nel 2013 il Comune di Napoli ha aderito alla sanatoria regionale sono arrivate settecento richieste di regolarizzazione. Negli anni gli abusivi hanno anche assaltato le case dell’Iacp (Istituto case popolari): sono 2400 le abitazioni tuttora abitate da persone che non hanno altro titolo che aver sfondato una porta. Tra le sei e le settemila sono invece le richieste di voltura. Queste spesso nascondono una compravendita, ovviamente proibita dalla legge visto che l’alloggio è del Comune. Il trucco è vecchio, ma, nonostante sia conosciuto da tutti, continua a essere utilizzato: chi vende inserisce l’acquirente nello stato di famiglia e poi questo chiede il subentro. Sulla carta solo i parenti più stretti hanno diritto a ereditare il contratto, ma chi non ha un tetto paga, presenta la domanda e per decenni resta nell’alloggio in attesa che la pratica venga eventualmente esaminata.
il Mattino

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