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Lo scandalo di Villa Giuseppina a Meta di Sorrento, altro che Museo del Mare spunta una suite

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Meta , Costa di  Sorrento . Torna alla ribalta la vicenda di Villa Giuseppina , una dimora storica che scandalosamente il Comune invece di prenderselo fra i suoi beni ha permesso la trasformazione , stando a quanto riporta Salvatore Dare su Metropolis. Il Partito democratico di Meta va all’attacco. E chiede chiarimenti al Comune per l’apertura di una struttura extralberghiera in uno degli appartamenti di Villa Giuseppina. Si tratta della dimora storica disegnata da Vanvitelli e dove nel 1955 furono girate le scene più belle del celebre film “Pane, amore e…” con Vittorio De Sica e Sophia Loren. A oltre sessant’anni dalla pellicola, esplode il caos sull’operazione messa a punto da una società turistica. E’ il segretario cittadino del Pd di Meta, Paolo Trapani, a scrivere una lettera al segretario comunale Deborah De Riso. In questo documento si invocano accertamenti e risposte sull’attività extralberghiera avviata da tempo all’interno di una delle abitazioni del complesso settecentesco. Nel dettaglio, Trapani chiede di conoscere l’iter seguito dall’amministrazione che, proprio in uno degli appartamenti della dimora, intendeva allestire il Museo del Mare. Oltre a ciò, il segretario del Pd di Meta intende sapere dal Comune se i lavori edilizi effettuati nella struttura sono regolari e se è consentito per gli appartamenti un uso diverso da quello abitativo.

L’intreccio

Tutto parte nel 2005. I coniugi Balduccini-Berger, proprietari di una delle abitazioni di Villa Giuseppina, vendono la loro abitazione al costo di 650mila euro a un’inquilina dell’immobile, la signora Ornella Morgese. Ma il Comune di Meta ha una prelazione sull’appartamento e, su input dell’allora sindaco Bruno Antonelli, esercita questo diritto. L’acquirente fa ricorso al Tar ma perde. Il Comune quindi ottiene l’appartamento e conta di utilizzarlo come Museo del mare. Antonelli perde le elezioni e nel 2009 il sindaco diventa Paolo Trapani. Il quale rilancia il progetto del Museo del mare. Intanto, la Morgese subisce lo sfratto e lascia Villa Giuseppina. Il tempo passa. E nel 2014 il nuovo sindaco diventa Giuseppe Tito. Tre anni dopo, è il 2017, il Comune decide di indire un’asta per la locazione quadriennale dell’appartamento acquistato pochi anni prima e che doveva ospitare il Museo del mare. Insomma, cambia il piano: niente Museo del mare. Il prezzo per la locazione a base d’asta è di 1.857 euro mensili per quella casa comprata dal Comune e che vanta una superficie pari a 381 metri quadrati. E’ un prezzo inferiore in media a quello snocciolato dall’Agenzia delle Entrate che lo quantifica, proprio per quella zona di Meta, in 2.470 euro. Un cittadino di Lettere, tale Sorrentino Bartolomeo, vince il bando e risulta aggiudicatario per la locazione della casa offrendo 2.400 euro mensili. Succede che il Comune si accorge che bisogna effettuare una variazione catastale a causa di una “diversa distribuzione degli spazi interni”. Inizialmente, la casa si componeva di 9 vani con una consistenza di 410 metri quadrati, di cui 396 coperti. Ovvero: 14,75 metri quadrati in più rispetto a quelli indicati dal Comune nel bando per la locazione. Con la variazione catastale fatta dal Comune, i vani diventano 15,5 rispetto ai 9 iniziali e i metri quadrati ammontano a 376 di cui 358 coperti a dispetto dei 410 inizialmente enunciati.

Affare turismo

Detto questo, già da qualche anno, all’interno di Villa Giuseppina è stata aperta una struttura extralberghiera. Il sito che rimanda a questa attività si chiama Palazzo Caracciolo e presenta sul web camere d’elite che vanno dai 90 ai 105 euro al giorno a persona. Tra i servizi offerti una breakfast e tearoom, un fitness club e una convenzione con un lido balneare. La struttura è accogliente, di qualità ed è accattivante. Ma ora finisce nel mirino del Partito democratico di Meta che esige chiarezza sull’intera operazione.

Salvatore DARE METROPOLIS

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