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Il dirigente dell’U.S. Agropoli, Gennaro Russo, interviene in merito ad alcuni articoli di stampa che lo vedono, da tempo, protagonista: «Basta accuse infamanti».

Da diverse settimane sono oggetto di attacchi mediatici ingiustificati. E a dimostrazione di quanto affermo, sono pronto a tenere un pubblico confronto, alla presenza di tutte le persone chiamate in causa nei diversi articoli. In primis, ci tengo a chiarire che non ho mai avuto ruoli di tipo gestionale nella prima squadra dell’U.S. Agropoli. Ho rivestito il solo ruolo di responsabile del settore giovanile: un progetto avviato lo scorso anno, con ottimi risultati, finanziato esclusivamente dagli stessi dirigenti che hanno collaborato con me, che ringrazio di cuore, non pesando quindi sulle casse della società. A ritmi regolari, intanto, vengo preso di mira quasi che l’uscita di scena di Maurizio Puglisi sia stata conseguenza della mia presenza all’interno dell’U.S. Agropoli, ma a chi scrive ricordo che era Puglisi, in quanto ex co-presidente dell’Agropoli calcio, a decidere, insieme a Cerruti, i ruoli nell’ambito societario. E tra l’altro è stato proprio lui, all’inizio della stagione calcistica 2018/2019 a propormi ruoli apicali nell’ambito della stessa. Si parla di presunti interessamenti della Procura della Repubblica e addirittura della DIA, ma queste, così come tutte le informazioni che sono state riportate nel tempo dal medesimo autore, sono prive di alcun fondamento e sono da ritenersi quindi solo fantasie del giornalista. Affermazioni del genere costituiscono un disegno per tentare di distruggere la mia immagine, utilizzando in maniera distorta lo strumento dell’informazione, che invece dovrebbe essere utilizzato per dare un giusto riscontro ai fatti che di volta in volta accadono, nel rispetto della verità e del lettore. Considerato che Puglisi viene continuamente chiamato in causa quale autore di dichiarazioni virgolettate, che accusano il sottoscritto, lo invito ad uscire allo scoperto e a dire come  stanno effettivamente cose, in modo da mettere, una volta per tutte, la parola fine a questa farsa. Ho la passione per il calcio, è forse il solo difetto che si può attribuirmi, che porto avanti fin da quando ero bambino, senza secondi fini. Il mio unico obiettivo, come dirigente dell’U.S. Agropoli è lavorare tanto per puntare sulla crescita dei giovani, unica speranza del calcio agropolese. Niente di losco o di illegale. Ed è proprio per questo motivo, stanco di questa situazione, nel rispetto della mia famiglia e di chi mi conosce, che provvederò a prendere, attraverso i miei legali, tutte le precauzioni del caso a tutela della mia immagine e della mia persona, nelle sedi competenti.  

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