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Sorrento, condanna per usura per l’avvocato D’Isa

E’ stato condannato per usura l’avvocato D’Isa, 41enne avvocato sorrentino e figlio di uno dei magistrati di Cassazione che nel 2013 condannarono definitivamente l’ex Premier Silvio Berlusconi per frode fiscale. La condanna decisa dal gup di Torre Annunziata prevede, precisamente, due anni e due mesi per usura, più un anno e quattro mesi per traffico di influenze illecite. E’ stato assolto, invece, Giovanni Battista Avella.

Il Giro

Questi sono i primi risultati dell’inchiesta avviata dalla Procura oplontina, per far luce sul presunto giro di prestiti, da vero e proprio strozzino, messi in piedi in Costiera. Il pm Silvio Pavia contestava a D’Isa alcuni episodi di usura. In un determinato caso il 41enne avvocato avrebbe prestato a un imprenditore 6.000 euro facendosi promettere un tasso di interesse mensile del 20%. In un’altra circostanza, invece, a fronte di un prestito di 350 euro avrebbe ricevuto gioielli per un valore di 620 euro. Nell’ultima occasione, infine, avrebbe preteso 3.000 euro e un Rolex per fare da garante di un prestito. Queste sono le ricostruzioni avallate dal gup Maria Concetta Criscuolo che ha inflitto all’avv. D’Isa anche 8.000 euro di multa.

Influenze

A carico di D’Isa si ipotizzava anche il millantato credito. Secondo la Procura, il 41enne avrebbe incassato 5.000 euro da un albergatore, il cui fratello era imputato davanti alla Cassazione: in cambio avrebbe promesso l’interessamento del padre Claudio, mai indagato. In questo caso, però, già durante la requisitoria il pm aveva derubricato il reato da millantato credito a traffico di influenze illecite per D’Isa. Alla fine si è visto rifilare, comunque, un altro anno e 4 mesi di rclusione. E’ stato assolto invece per quanto riguarda l’attività finanziaria abusiva. D’Isa se ne esce così: “Avrei potuto optare per il rito ordinario e puntare ad una facile prescrizione, visto che alcuni fatti contestati risalgono addirittura al 2007. Invece, contro il parere dei miei stessi legali, ho scelto il giudizio abbreviato perchè convinto della mia innocenza. Ma non sarà una condanna a scalfire la mia fiducia nella magistratura.” Alle motivazioni, tra una novantina di giorni, Paola Astarita e Stefano Sorrentino, difensori di D’Isa, cominceranno a lavorare al ricorso. Doppia assoluzione, invece, per Giovanni Battista Avella. A quest’ultimo la procura contestava di aver fatto da mediatore nell’ambito di un prestito usurario e di aver esercitato l’attività finanziaria senza essere autorizzato. Non è stato dello stesso avviso il gup, che ha assolto Avella, difeso dall’avvocato Claudio D’Isa, il padre di Dario, dal reato di usura perchè il fatto non sussiste e, in più, assolto anche da quello di attività finanziaria illecita per non aver commesso il fatto.

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