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Ravello, troppi matrimoni e schiamazzi: il parroco Don Angelo “Bisogna fare qualcosa”

Ravello, Costiera amalfitana . troppo baccano in città. Negli ultimi anni, infatti, come sappiamo, il comune della Costiera Amalfitana è diventato sempre di più una meta per chi vuole festeggiare le proprie nozze. “Amo questa città e credo che lo spirito di Ravello sia nel silenzio, nella bellezza e nella musica, bisogna far qualcosa.”, ci spiega Don Angelo Mansi già parroco di Vettica di Amalfi .

Don Angelo Mansi fa una riflessione pacata,  ma probabilmente ha perso il sonno se quello che ci dicono è vero. Tanti fanno segnalazioni a Positanonews dalla Città della Musica. Piazza Duomo la sera diventa un luogo di baldoria, ci riferiscono. Ovviamente non sappiamo se siano episodi rari o frequenti, certo è che la Città della Musica , se così fosse, rischia di diventare Città del Chiasso.

La bellezza del posto, si sa, è uica: la città, infatti, è situata su di una ripida rupe alta oltre 300 metri, la quale sovrasta Maiori e Minori e gode di una famosa vista panoramica sul Mar Tirreno e sul golfo di Salerno. Un luogo magico che rende ogni matrimonio sicuramente fantastico.

Non tutti, però, sanno che queste feste nuziali provocano diversi disagi agli abitanti del posto: le centinaia di invitati che praticamente ogni giorni si palesano a Ravello creano un caos non indifferente e spesso le persone non riescono a dormire, visto che la situazione si protrae fino a tardi. E sarebbe questo, secondo le indiscrezioni che abbiamo ricevuto, il motivo che avrebbe spinto il parroco Don Angelo a pensare di dare le dimissioni, in quanto non riesce neanche più a riposare adeguatamente la notte, visto che la sua canonica è proprio in piazza Duomo.

La lettera di Secondi Amalfitano sulla situazione lascia riflettere:

“È difficile riconoscersi e convivere in una società che non sa apprezzare e difendere i propri tesori.
La Costa d’Amalfi ed in particolare RAVELLO vivono esclusivamente del bene più prezioso che hanno:la propria IDENTITÀ , intesa come somma di Paesaggio, usi, costumi, tradizioni, cultura.
I matrimoni cafoni e caciari inquinano e distruggono la nostra identità, compromettendo il futuro dei nostri figli e lo stesso segmento del turismo matrimoniale che tanti soldi sta riversando su RAVELLO.
È da criminali consentire che le notti ravellesi, ma anche i giorni, vengono disturbati da orde di ubriaconi incolti e cafoni.

Uso parole forti in modo consapevole e meditato. Le rivolgo a tutti: a me stesso per non aver avuto il senso civico di redarguire i cafoni di turno da semplice cittadino; alle autorità preposte al controllo ed alla tutela del nostro patrimonio, a quanti facilitano ed agevolano questi attentati somministrando alcool e consentendo l’uso degli spazi loro assegnati in nome del maledetto dio denaro quotidiano, a danno dell’economia seria e longeva della nostra terra. È ora di dire basta a simili barbarie.

Sarebbe opportuno che albergatori, ristoratori, baristi, B&B adottassero un semplice messaggio di benvenuto per tutti gli ospiti, ma in specie per questi, ricordando loro che i Foster, i Grimthorpe, i Reid, e il mondo in genere, è venuto a RAVELLO per godere della sua identità e silenzio, e non per ubriacarsi e starnazzare per le strade e le piazze. A tutti i Ravellesi raccomando di intervenire direttamente verso chiunque attenta al nostro futuro, invitandolo con educazione ma in modo fermo a contenersi e, perché no, eventualmente a togliere il fastidio e ritornarsene dalle sue parti.

Da ultimo ma non per ultime, alle Autorità preposte rivolgo l’appello più vivo e accorato ad essere intransigenti e ad attivare ogni utile strategia per ridare al nostro Paese il vero e unico petrolio di cui disponiamo”.

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