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Piano di Sorrento: grande successo di Massimo Recalcati. Parrocchie mobilitano mille persone

Piano di Sorrento: grande successo di Massimo Recalcati. Parrocchie mobilitano mille persone . Don Rito e Don Pasquale in prima fila e non solo anche altre parrocchie hanno coinvolto in tanti a seguire Massimo Recalcati, psicologo “laico”, come si definisce doverosamente, perchè tale deve essere dal punto di vista scientifico, ma uomo di “fede”, il legame col vangelo, Gesù e anche  la nascita dei figlio solo dopo essere entrato in chiesa ed il matrimonio, fanno riflettere. Come fa riflettere anche il tema dell’incontro, gli incontri che cambiano la vita, che fanno seguire la propria vocazione..

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L’occasione era la presentazione del Libro “Il Mestiere impossibile dei Genitori”  che trovate nell’edicola – libreria L’Indice.

Vengo da una famiglia molto umile, dove si parla milanese. L’italiano è stato una seconda lingua. Mio padre è floricoltore, ha coltivato fiori per una vita e voleva che io seguissi la sua strada. E infatti ho conseguito prima il biennio professionale in floricoltura, poi mi sono diplomato in un istituto agrotecnico di Quarto Oggiaro. Anche se io volevo fare altro una scuola dove si ritrovarono molti ragazzi con problemi. E in quel senso io ero uno scarto. Venivo da esperienze scolastiche difficili e di certo la posizione geografica dell’istituto non aiutava. Partivo da Cernusco e arrivavo lì in bici o con i mezzi pubblici. Poi eravamo tutti maschi, sai che allegria. Ma è stato lì, a Quarto Oggiaro, che ho incontrato il mio primo padre, Giulia la mia professoressa 
La vocazione alla psicanalisi è un’eredità paterna: lui curava le piante — me lo ricordo chino sui bancali dove giacevano schiere di fiori malati — e io oggi curo le persone. Mia madre, però, è il mio fiore più bello. L’ho amata molto. Sono l’unico in famiglia che comprende la sua lingua, il dialetto friulano. E ancora oggi, al telefono, mi esprimo in quell’idioma per entrare nel suo intimo».
Ero fidanzato con quella che oggi è mia moglie, e cercavamo di avere un figlio. Ma non ci riuscivamo e i medici ci avevano dato poche speranze. Così un giorno decisi di non rivolgermi più a nessun luminare e entrai nella basilica di Sant’Ambrogio, a Milano. Mi persi in quel posto bellissimo, poi tornai a casa e chiesi a Valentina di sposarmi. Andammo in viaggio di nozze in Alaska e dopo un mese dal nostro ritorno lei rimase incinta. Ma non solo: poco tempo dopo Tommaso, nato nel 2004, arrivò anche Camilla! Da allora mi sono messo a studiare il ruolo e la simbologia del padre. E ancora oggi, mi chiedo: come spiegare questo episodio?

Parlando di scuola e di vocazione, sottolinea l’importante di far seguire ai propri figli il proprio talento e anche alle imposizioni e alla ricerca di avere di più dai figli “Bisogna essere esigenti sui talenti”Figlio di floricoltori, dopo il diploma di agrotecnico compie gli studi universitari sotto la guida del professor Franco Fergnani e consegue la laurea in Filosofia nel 1985 presso l’Università degli Studi di Milano, discutendo una tesi dal titolo Désir d’être e Todestrieb. Ipotesi per un confronto tra Sartre e Freud. Nell’estate dello stesso anno, la lettura degli Scritti di Jacques Lacan segna il suo abbandono della filosofia e l’inizio della sua formazione psicoanalitica. Nel 1989 si specializza in Psicologia Sociale presso la Scuola di Psicologia di Milano. Svolge la sua formazione analitica tra Milano e Parigi, dal 1988 al 2007.[1]

Dal 1994 al 2002, è direttore scientifico nazionale dell’A.B.A., Associazione per lo studio e la ricerca dell’anoressia-bulimia.

Dal 1995 prende parte al Campo Freudiano e insegna all’Istituto Freudiano per la clinica, la terapia, la scienza di Milano e di Roma.

Nel 2002 partecipa alla fondazione della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi (SLP) e diventa A.M.E. È membro analista dell’Associazione Lacaniana Italiana di Psicoanalisi (ALIpsi) e di Espace Analytique. È direttore scientifico, e docente, della Scuola di specializzazione in psicoterapia IRPA.

Nel 2003 fonda, insieme ad amici e colleghi, Jonas: Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi, di cui è il presidente fino al 2007.

Ha svolto attività di supervisione clinica presso diverse istituzioni della salute mentale (comunità terapeutiche, SerT, centri di psicoterapia, reparti ospedalieri) in diverse città italiane. È supervisore clinico presso la Residenza Gruber di Bologna, specializzata nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare (D.C.A.) gravi.

Ha insegnato presso le Università di Milano, Padova, Urbino, Bergamo, Losanna. È professore a contratto di Psicopatologia del comportamento alimentare a Pavia, e insegna Psicoanalisi e scienze umane all’Università di Verona. Dal 2003 è direttore e docente del Corso di specializzazione sulla clinica dei nuovi sintomi, presso la sede Jonas Onlus di Milano.

Collabora con riviste specializzate, nazionali ed internazionali (Aut Aut, Pedagogika, Lettera, Psycanalyse, Revue de la Cause freudienne, Clinique Lacanienne).

Ha scritto per le pagine culturali del Manifesto(2001-2013) e di Repubblica (dal 2011).

Dirige la collana Eredi[2] per l’editore Feltrinelli e la collana Studi di Psicanalisi per le edizioni Mimesis[3], insieme a Franco Lolli.

Nel 2017 promuove a Milano la fondazione della Scuola di partito “Pier Paolo Pasolini”[4], presso il Partito Democratico italiano.

Dal 2016 è ideatore e direttore scientifico del KUM! Festival di Ancona; dal 2018 cura la direzione scientifica del Festival della Psicologiadi Torino.

Nel 2016 tiene sei brevi lezioni su Vincent Van Gogh, Jackson Pollock, Giorgio Morandi, Alberto Burri, Antoni Tàpies e Jannis Kounellis ne L’inconscio dell’opera per Sky Arte. Nel 2018 tiene quattro brevi lezioni in Lessico famigliare per Rai 3 sulle figure della madre, del padre del figlio e sulla scuola.

Il suo lavoro teorico nella psicoanalisi si è concentrato inizialmente sulla psicopatologiadei disturbi del comportamento alimentare. A partire da questi studi si è rivolto in seguito alle nuove figure della clinica contemporanea, con particolare riferimento alle cosiddette dipendenze patologiche, al panico, alle depressioni e alle psicosi latenti. La riflessione su questi punti si sviluppa in Clinica del vuoto: anoressie, psicosi e dipendenze (2002) e ne L’uomo senza inconscio. Nuove figure della clinica psicoanalitica (2010). La tesi che vi si sostiene è che nel tempo ipermoderno l’evaporazione del padre ha determinato una crisi della clinica della nevrosi istituita sul modello freudiano classico rimozione-ritorno del rimosso e ha promosso nuove forme del sintomo che hanno come base il binomio angoscia-difesa sullo sfondo di una crisi diffusa dell’ordine simbolico che incentiva pratiche pulsionali sregolate e caratterizzate dalla forclusione del desiderio. Di qui l’idea che nel nostro tempo il soggetto dell’inconscio rischi la sua estinzione di fronte ad un soggetto ridotto a pura macchina di godimento o sottomesso al carattere imperativo del principio di prestazione.

(Wikipedia)

 

 

 

 

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