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Penisola Sorrentina: Truffa tassa di soggiorno 133 le persone denunciate

Sono 133 le persone denunciate a piede libero per peculato o peculato d’uso alla Procura di Torre Annunziata, nell’ambito della maxi-inchiesta sul mancato o omesso versamento dell’imposta. Non è escluso che qualcuno abbia agito anche grazie alla complicità di dipendenti e funzionari comunali. In alcuni casi, albergatori e titolari di altre strutture hanno versato in ritardo, in altri casi non l’hanno mai fatto. Se si tratti di «dimenticanze» o scelte mirate sarà stabilito nel corso dell’inchiesta.

Invece, al momento è certo il volume economico dell’evasione che è stato calcolato in circa un milione di euro totali, soldi mai arrivati nelle casse comunali dei tre enti e che compaiono come voci negative nei bilanci di Sorrento, Massa Lubrense e Sant’Agnello. Se si supera un anno di ritardo o se non si versa sistematicamente l’imposta di soggiorno, si finisce nelle violazioni penali. Nove di questi ultimi risultano non aver mai versato la tassa di soggiorno ai Comuni, e tre di questi alberghi – due a Sant’Agnello, uno a Sorrento sono considerati «grandi strutture» che hanno un volume d’affari elevato e che, dunque, avrebbe causato un danno cospicuo ai vari enti.

Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, i 133 rappresentanti legali di altrettante strutture ricettive della Penisola Sorrentina avrebbero evaso la tassa in modalità differenti. Le conseguenti sanzioni amministrative previste per l’omesso o ritardato versamento dell’imposta di soggiorno, se comminate dagli enti locali, avrebbero determinato introiti per le casse dei comuni coinvolti per circa un milione di euro.

Le indagini, coordinate dalla Procura oplontina, avevano vissuto una prima fase, che era volta a scoprire le modalità di riscossione dell’imposta di soggiorno da parte dei gestori di alcune strutture ricettive della Penisola Sorrentina. In questo primo filone, i finanzieri avevano scoperto e denunciato per appropriazione indebita cinque persone, titolari o gestori di altrettanti alberghi, che non avevano versato gli incassi della tassa di soggiorno oppure ne ritardavano il pagamento ai vari Comuni. Nel corso della seconda fase investigativa, i finanzieri hanno scoperto altri 128 rappresentanti legali di strutture alberghiere, tutti denunciati a piede libero, e che avrebbero anche causato rilevanti danni agli enti locali.

 

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