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Montenero Val Cocchiara (IS). Momu Molino Museo. Terza Edizione Land Art con Laura Cristinzio.

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Articolo di Maurizio Vitiello – Laura Cristinzio al Momu Molino Museo.

Terza Edizione Land Art al Momu
“Raccogliere la luce … è poesia di un luogo”
Arte ambientale di Laura Cristinzio
A cura di Daniela Ricci

Con il Patrocinio del Comune di Montenero Val Cocchiara, Regione Molise e il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee

Momu Molino Museo, Via Santa Teresa, Montenero Val Cocchiara (Is)
21 luglio – 31 agosto
Vernissage: sabato 21 luglio 2018, ore 18,00.

Ritorna quest’iniziativa per il terzo anno consecutivo, che sta dando grande soddisfazione agli organizzatori.
In un’epoca di grandi cambiamenti climatici, geofisici e sociali, di risorse condivise e frammentate tra nuovi paesi emergenti, la Land Art, corrente dell’arte concettuale, nata negli Stati Uniti negli anni ’70, è sempre più spesso caratterizzata dall’attenzione per la natura e dall’interesse per l’ecologia, che contraddistinguono la ricerca artistica nella sua relazione con il paesaggio.
Tra le principali caratteristiche della Land Art c’è quella di essere effimera e provvisoria.
Una sorta di rituale mistico che sprigiona energia fisica e mentale e va ad impattare con la natura come in una danza simbiotica di fusione totale.
A Laura Cristinzio è dedicata la terza rassegna con le sue opere pensate e realizzate site-specific, invadendo i giardini del Momu Molino Museo a Montenero Val Cocchiara in Molise, un antico mulino restaurato e funzionante.
Nell’area circostante del Momu saranno collocate le strati-grafie: formate da telai in acciaio che costituiscono un’ossatura su cui sono alloggiate le lastre di metacrilato verde fluo, nero e specchianti, che raccolgono e si lasciano attraversare dai tempi della luce catturandone tutte le variazioni possibili; ad ogni sguardo la vegetazione circostante, la natura di questo particolare luogo vi si rispecchia.

I lavori di Laura Cristinzio pensati nel corso di una residenza artistica nel luogo, educano al confronto con la natura, offrono l’opportunità di scoprire nuove relazioni tra ambiente e comunità, rafforzano i legami che il territorio instaura con i suoi abitanti.
L’artista segnala, tra l’altro: “Il mio intento è quello di assecondare l’idea di un’arte che si traduca in una concreta assunzione di responsabilità nei confronti della natura. L’intento narrativo è di far riaffiorare, tramite un particolare e mutevole paesaggio esistente, un richiamo a simbologie storiche e culturali del territorio”.
Ciò che l’artista intende realizzare, è veicolare gli elementi di pregio del sito, utilizzando segni, oggetti o immagini della storia e tradizione in esso custodite.
Anche se non direttamente in questione i cavalli bradi di razza pentro, antichi abitanti del Pantano, entrano nel racconto di questa mostra e a loro è dedicata l’opera “Ossario” che rimanda alla caducità della loro esistenza.
L’intento di queste opere è quello di riallacciare l’uomo e la natura, donando a chi osserva tali lavori, nuovi punti di vista per comprendere l’ambiente in cui vive.
L’artista intende evidenziare “la relazione che intercorre tra l’io e il tu, tra il noi e gli altri, la natura e il cosmo infinito. Uscendo dal dominio dell’individualità narcisistica, l’artista, senza schemi prestabiliti, mettendo in campo l’abilità pregressa, i frutti della propria ricerca artistica, le poetiche e le scelte esistenziali, si muoverà intorno a intime corrispondenze, profonde convinzioni nate dall’idea di un’arte che arrivi ai sensi e quindi alle emozioni, che sussurri e non urli ai desideri inespressi, alla psiche e ai sogni, all’indicibile e all’invisibile, a quelle aree di essenza spesso sepolte. Un’arte anni luce lontana dalle grevi rappresentazioni dei mali contemporanei, che vuole porsi nello slancio utopistico di trascendenza, respirare aria in altri modi, mondi e possibilità di esistere.”.
La natura sarà guida e ispiratrice delle azioni creative e il prodotto di questa sinergia sboccerà come un fiore, il cui frutto sarà l’incontro tra l’artista e il pubblico nella verde magnificenza di un laboratorio artistico a cielo aperto. Scoprire che nel territorio dove viviamo esiste un mondo così complesso ed importante per la nostra esistenza ci rende tutti più consapevoli, responsabili e coscienti di doverlo proteggere e tutelare.
La mostra, visitabile fino a fine agosto 2018, gode del Patrocinio del Comune di Montenero Val Cocchiara, della Regione Molise e del Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli.
La Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee ha varato nel 2013 un programma di patrocinio, denominato MATRONATO, volto al riconoscimento e alla promozione di progetti (aventi sede in una delle seguenti regioni italiane: Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), che, per il loro valore e qualità culturale, stimolino la coesione sociale, la ricerca scientifica e umanistica, il dialogo fra diverse discipline, il supporto alla produzione e alle mediazione artistica quali fonte e stimolo di progresso collettivo.

Assolutamente, da vedere; seguire quest’appuntamento; da non perdere.

Maurizio Vitiello

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