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Meta Sorrento nella storica Villa Giuseppina una struttura ricettiva? Quante stranezze..

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Meta Sorrento nella storica Villa Giuseppina una struttura ricettiva? E’ questo che sta emergendo in questi giorni , ma è possibile una cosa del genere?

L’amministrazione comunale ha autorizzato? Per il sindaco Peppe Tito è tutto normale?

Non riusciamo a saperlo, Positanonews ha chiesto al diretto interessato con un messaggio, ma Peppe Tito non ci ha ancora risposto.

A Villa Giuseppina si voleva realizzare il  “Museo del Mare” con l’amminstrazione Trapani si ciuse un contenzioso e fu ripreso un appartamento, poi con Peppe Tito ci fu un episodio in cui il comune non esercitò il diritto di prelazione

La storia di Villa Giuseppina Costruita nel 1739 su disegno di Luigi Vanvitelli, villa Giuseppina ricorda nelle linee essenziali la più famosa reggia di Caserta. Appartenuta prima ai Borbone e poi alla famiglia Cosenza, nel 1978 fu suddivisa in sette appartamenti e venduta ad altrettante famiglie. Ma a consegnarla alla storia è stato il cinema: è nelle sue sale che Dino Risi volle ambientare alcune scene del film «Pane, amore e…», interpretato da Vittorio De Sica e Sofia Loren.

C’è qualcosa di strano dietro questa Villa, anche dietro la mancata prelazioni negli acquisti. Diciamo che ci sembra un refrain di quello che è successo al Castello Giusso a Vico Equense, e che forse si vorrà fare alla Santissima Trinità, Monte Comune, l’isola de I Galli di Positano, chissà come mai beni che dovrebbero finire in mano pubblica per la loro grande importanza, poi vengono accapparati dai privati

E così successe per Villa Giuseppina.  Il Consiglio comunale, con la delibera n°5 del 27 marzo2014, acquisiva al patrimonio comunale alcuni locali – sette per la precisione – dell’immobile denominato Villa Giuseppina attraverso l’esercizio del diritto di prelazione per una consistenza di 133 mq pagati la modica cifra di 22mila euro. Successivamente il Comune veniva a conoscenza dell’esistenza di un’ipoteca gravante su tre dei sette locali su cui era stato esercitato il diritto di prelazione, il tutto per una cifra di 37.997, 56 euro. Tra i primi atti del nuovo Consiglio comunale, con delibera N°44 del 24.07.2014. è stato revocato il precedente atto rinunciando di fatto all’ immobile sul presupposto di un ipotetico illecito contabile, un presupposto abbastanza labile secondo noi visto il valore, non solo materiale, ma storico e culturale dell’immobile.

Ma torniamo a noi, a chi è venuto in mente l’idea di trasformare in struttura ricettiva? E i vincoli? Che in questa struttura dovrebbero essere stringenti?

Staremo a vedere …

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