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L’unicorno innamorato: una favola dei bambini di Sorrento per i bambini di Bikop Carlo Alfaro

Un pomeriggio di solidarietà al Bar Kontatto a Sorrento, il 28 giugno, nel segno dei valori più belli per i bambini: arte, fiabe, teatro e gioia di sentirsi uniti e vicini, grazie all’evento finale del progetto PON “Autori in erba: narrando in 3D” dell’ICS Sorrento curato dalle docenti Anna Lisa Pecoraro e Rosangela Fanelli. Genitori, bambini e insegnanti, con la presentazione appassionata del pediatra Carlo Alfaro, hanno gustato il delizioso pomeriggio estivo, allietato dal racconto della favola “L’unicorno innamorato”, in presenza del patron della tipografia Gutenberg che ha curato la rilegazione del volume edito dagli alunni. La storia è stata interamente pensata, sceneggiata, scritta e illustrata dai bambini che hanno aderito al progetto. Scopo dell’incontro, vendere le copie della storia inventata dai bambini, il cui ricavato è stato interamente devoluto in beneficenza per l’Africa, a favore della “Casa di Mauro” per i bambini di Bikop. Motto dell’indimenticabile serata, il proverbio africano: “Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme”. Protagonisti della storia, le cui coloratissime raffigurazioni sono state fatte scorrere dai piccoli alunni in un teatrino di legno secondo il metodo del “Kamishibai” tramandato dagli antichi cantastorie del Giappone (letteralmente, “dramma di carta”) un sensibile unicorno, un cavallo e un feroce drago. Simbolo millenario di saggezza, purezza, invincibilità e grazia, importato dalla mitologia greca, la figura fantastica del cavallo con un magico corno in mezzo alla fronte ha affascinato i giovanissimi autori al punto di renderlo protagonista, attraverso l’esercizio di scrittura collettiva, della tormentata e coinvolgente avventura del libro. Il grande valore etico dell’evento è risultato dalle commosse parole di Teresa Savarese, che ha presentato il suo impegno di volontariato in Africa col gruppo guidato dal parroco di Marano, don Antonino Minieri, “Le nostre mani per l’Africa”. Il gruppo sta operando sul territorio di Bikop, in Camerun, tramite la costruzione de “La casa di Mauro”, nata grazie ai volontari sorrentini per ricordare il figlio prematuramente scomparso di Teresa nel segno della missione a favore di una realtà drammaticamente bisognosa, dove l’epidemia di AIDS ha falciato un’intera generazione di genitori. Mauro Di Maio era un giovane meraviglioso e pieno di vita stroncato dal cancro nel 2012 a soli 16 anni, che tutti quelli che lo hanno conosciuto ricordano con immenso rimpianto e affetto. I suoi genitori, Franco e Teresa Savarese, hanno trovato una via luminosa per dare un senso al buio totale in cui l’immane perdita ha precipitato le loro esistenze: fondare questa struttura alla sua memoria a Bikop, in Camerun, dove oltre 80 bambini di famiglie bisognose sono accolti nel suo nome. Al progetto si sono affiancati questa estate due momenti creativi: uno il libro in 3 D degli alunni dell’ICS Sorrento presentato al Kontatto, l’altro l’incisione di una canzone, il cui testo, scritto dal parroco stesso, ripercorre tutta l’esperienza di missione a Bikop dello scorso anno, citando tutti i compagni di viaggio. Il brano è stato inciso dal gruppo musicale “Hopemusic”: Filippo Avellino chitarra elettrica; Catello Donnarumma, voce, chitarra acustica, armonica a bocca; Giuseppe Concilio: basso; Ersilia Coppola: voce; Catello Imparato: batteria; Antonino Minieri: tromba, flicorno, tromba pocket, melodica. Tanti modi per ricordarci il nostro impegno, come cittadini del Pianeta, contro la fame e la povertà nel mondo: oltre 815 milioni gli individui colpiti, secondo la relazione delle Nazioni unite 2017, che gridano, in silenzio, la nostra attenzione.

Carlo Alfaro

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