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“Turismofobia”. Cosa sarà mai?

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Già in passato ho usufruito della mia libertà di pensiero per spiegare sul vostro giornale questo nuovo concetto, direttamente derivato dalla lingua spagnola e oggi più che mai attuale. Mi accorgo che l’attenzione maggiore degli attuali reggenti è in incentrata unicamente su tentativi di snellire la circolazione stradale in Costiera amalfitana, ad esempio mi sembra che l’ipotesi delle gallerie stia trovando un consenso sempre maggiore, senza tuttavia tener conto delle rischiosità idrogeologiche (non solo di natura tettonica!). Ma non è questo il punto! A cosa porterebbe uno snellimento maggiore del traffico? Evidentemente esso alimenterebbe un flusso di veicoli superiore rispetto all’attuale, dal momento che si potrebbero sfruttare ancora meglio i collegamenti stradali realizzati. Quindi più gente! Ma non bastano le navi da crociera, le orde di bus turistici a congestionare la vita dei centri, dove non poche volte si ha la netta impressione di essere capitati in mercatini di sapore medio-orientale, tanta è la confusione, il vociare, e la giungla di affitti in nero, il proliferare di camere B&B, la difficoltà dei residenti di trovare un’abitazione a prezzi decenti, l’impossibilità sempre per i residenti di scovare un posto macchina durante la stagione estiva, intere spiagge sottratte al diritto d’uso dei residenti in nome di concessioni probabilmente anche arbitrarie? Dov’è l’eleganza di Stresa, il fascino di Sirmione o di S. Margherita Ligure? Un tale fenomeno sta dilagando soprattutto in Spagna, specificamente alle Baleari ed a Barcellona, un’epidemia conosciuta anche come “sindrome di Venezia” oppure “turismofobia”. I residenti sono talmente esasperati da organizzare manifestazioni con cartelloni di protesta con la scritta: “Meglio i rifugiati”. Forse non sarebbe male se, accantonando per un attimo una certa propensione italica alla supponenza, si riflettesse sugli eventi in questione. Ho l’impressione che in Costa d’ Amalfi si stiano commettendo errori di tipo spagnolo. Beninteso siamo solo all’inizio, ma perché non porvi riparo subito? Ma come? Innanzitutto introducendo misure di carattere generale.
1) Riduzione dei mezzi circolanti
Applicazione delle disposizioni previste per le zone a traffico limitato, realizzazione di Park-Ride in prossimità di svincoli autostradali di arrivo vacanzieri, servizio navetta con minibus a misura Costiera (rinuncio a spiegare in dettaglio le procedure da applicare, avendo già avuto occasione di occuparmi della questione in occasione di diversi interventi sul vostro giornale).
2) Problematica B & B (vale anche a livello generale!)
Le case ed i locali vuoti dovranno essere sottoposti ad una tassazione almeno triplicata rispetto all’attuale, a meno che non siano in grado di esibire un contratto di locazione almeno quinquennale; tali immobili godranno invece di esenzione fiscale in virtù appunto del contratto esibito.
3) Esclusività
Alcuni sapienti consigliano la strategia della scrematura, ossia con il posizionamento del prezzo ottengo la definizione dell’offerta. In altri termini a fronte di una domanda certamente destinata a crescere nel tempo le tariffe alberghiere e quelle praticate dagli operatori direttamente coinvolti dovrebbero essere ritoccate verso l’alto, puntando sull’ottenimento di una maggiore esclusività. Ovviamente il gettito accresciuto dovrebbe a sua volta andare ad incidere “cristianamente” sul trattamento salariale del personale. Ma questa è tutta un’altra storia!

Giuseppe Civale

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Commenti

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  1. Scritto da Beta

    Giuseppe1 forse non ti è chiaro che al di là dei problemi che riguardano i residenti (caos, difficoltà spostamenti, reperimento immobili ecc.), le ricadute negative del turismo spazzatura, a medio termine sararanno soprattutto per gli operatori, che oggi si stanno riempiendo le tasche.
    È innegabile che la costiera, ogni stagione che trascorre, è costantemente “consumata”, inquinata e violata in ogni modo: sta finendo così per perdere attrattiva, tant’è che al turismo storico di qualità, si va sostituendo il caos dei gitanti con colazione al sacco o al massimo di quelli “delle 48h”.
    Forse portare gli operatori del settore ad una riflessione su questi temi, sarebbe molto utile, soprattutto per quelli che desiderano in prospettiva un subentro dei figli nella propria attività…

  2. Scritto da Giuseppe 1

    Allora non abbiamo capito niente ?
    La quantità porta €uri a tutti, commercianti, operatori turistici, amministrazioni della Costiera e della penisola. Dei cittadini residenti……e chi se ne frega !!!
    La gestione di questo sistema porta entrate alle casse e consensi ai governanti.