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Sorrento, vicenda “Pignatella”. Ecco cosa c’è dietro il dissequestro

In anteprima su Positanonews i retroscena di una vicenda che ha coinvolto l'opinione pubblica e la stampa con interventi spesso che non svelvano i veri retroscena. Ecco cosa effettivamente viene fuori.

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Riceviamo e pubblichiamo. Sorrento. La vicenda del dissequestro della “Pignatella” ha fondamenta molto più radicali di quanto sintetici e superficiali articoli di stampa hanno riportato nelle ultime ore. La guardia costiera sollecitata da segnalazioni – come riportato dagli stessi articoli di stampa – ha sequestrato un’area di cospicue dimensioni di proprietà privata.

Tale area è stata, da sempre, adibita a parcheggio per i fruitori dell’intera area balneare (Puolo e Pignatella) e discesa a mare per la località di balneazione la “Pignatella”.

Il sequestro ha, dunque, riguardato sia  l’area adibita a parcheggio stagionale esercitata dalla famiglia Pollio dal 1981 in virtù di espressi provvedimenti amministrativi  (la cui legittimità è stata, peraltro, recentemente sancita dal Tar Campania Napoli con pronuncia adottata nello scorso mese di aprile)  sia l’area (sempre di proprietà Pollio) più adiacente all’area balneare attraverso la quale i bagnanti raggiungono la scogliera dell’area “La Pignatella”.

Tale ultima area formava oggetto nel lontano 2003 di una ordinanza sindacale con la quale il Sindaco p.t. ordinava di “non praticare e non far praticare l’area” in quanto vi era un pericolo imminente connesso ad alcuni interventi effettuati nella falesa prospiciente la scogliera che ne avevano compromesso la sicurezza.

Dal 2003 sono decorsi 15 anni e, come è noto a tutti, tale zona di particolare interesse per la collettività locale e i turisti  è sempre stata praticata dai bagnanti e ciò è avvenuto, sia per l’area di parcheggio che per la discesa a mare,grazieai servizi offerti ai bagnanti, dalla famiglia Pollio in modo regolare attraverso il rilascio di provvedimenti autorizzativi di carattere stagionale rilasciati di anno in anno.

Tale ordinanza richiamata in sede di sequestro dalla P.G. al fine della configurazione del reato di cui all’art.650 c.p., contestato dal P.M. nella richiesta di convalida del sequestro e/o di sequestro preventivo, non è stata ritenuto rilevante dal GIP adito il quale, sul punto ha espressamente statuito che  <>.

Tale ordinanza è ormai priva di efficacia in quanto superata dai successivi e numerosi provvedimenti amministrativi autorizzativi nonché dagli interventi di rimozione del pericolo imminente (di disgaggio e perimetrazione) effettuati recentemente dalla famiglia Pollio (febbraio/marzo 2018) in virtù di Scia legittimamente assentita dall’amministrazione comunale.

La chiusura in periodo estivo per oltre una settimana dell’area di parcheggio ha creato un rilevante danno economico alla famiglia Pollio che vive prevalentemente con l’esercizio di tale attività e gli stessi hanno già manifestato la loro intenzione di agire a titolo risarcitorio a danno  dei denuncianti che con tale operare ormai sono anni che mostrano un particolare e singolare accanimento nei riguardi dei Pollio senza alcun giustificato motivo.

E’ evidente, dunque, da quanto appena evidenziato che il provvedimento di dissequestro, oltre che rappresentare una grande soddisfazione professionale, fa chiarezza in modo singolare su una vicenda complessa mai affrontata con il dovuto e corretto approfondimento giuridico e fattuale.

Avv. Rosa Persico

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