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Ravello, scontro sul divieto dei fuochi d’artificio. Rinascita Ravellese: fake news dell’opposizione

Il dibattito politico a Ravello è sempre vivace ed a colpi di post su Facebook. Il gruppo di minoranza Insieme per Ravello, nei giorni scorsi ha preso in esame il recente provvedimento adottato dall’amministrazione della Città della Musica sul divieto di sparare i fuochi di artificio, affermando “che tutto era normato da leggi, regolamenti nonché da ordinanze” dell’amministrazione di Paolo Vuilleumier.

Fresca di oggi è la replica sui social di Rinascita Ravellese, che risponde all’opposizione in merito all’ordinanza citata nel post (sopra), accusandola di aver strumentalizzato un’ordinanza che regolava l’abbruciatura delle sterpaglie e delle attività rumorose:

In riferimento all’ennesima bugia o, se si preferisce, alla FAKE NEWS apparsa il giorno 22 giugno u.s. sulla pagina social di riferimento del gruppo di opposizione “insieme per Ravello”, non si può non stigmatizzare il comportamento di chi non sa leggere, non sa scrivere e soprattutto non dice mai la verità!

L’ordinanza richiamata, con la quale la passata amministrazione avrebbe fatto una crociata contro lo sparo dei fuochi, non riguarda altro che la disciplina dell’emissioni di fumi dovuta alla bruciatura delle sterpaglie e quella della produzione di attività rumorose ( consentite solo con un limite temporale dalle 10 alle 12 del mattino! ).

Lo stesso articolo del regolamento richiamato nulla ha a che vedere con il provvedimento che la nostra Amministrazione ha prodotto!

Il gruppo consiliare di maggioranza, fa notare poi che la precedente amministrazione, non si è mai opposta agli spettacoli pirotecnici:

Senza tralasciare che, durante gli anni ( ahinoi! ) di amministrazione Vuilleumier si rinvengono decine e decine di provvedimenti con i quali si autorizza lo sparo dei fuochi!!!

Quel che sappiamo di certo è che a fronte di veri e propri spettacoli come quelli di Torello o San Pantaleone, dove quasi sempre si è dovuti intervenire per domare le fiamme, in un territorio come quello della Costiera Amalfitana, non c’è una disciplina comune che tuteli l’ambienti e l’incolumità delle zone abitate, mentre in Ravello la situazione cambia addirittura quando si tratta di fuochi voluti dai privati, spesso in occasioni di cerimonie.

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