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Procure di Milano Monza e Brescia,ecco cosa (non) succede se denunciate un Giudice, Magistrati peggio dei Politici, di Carla Villa Maji.

‎La mia cronaca familiare esemplifica per tutti e ancora una volta i danni che lo Stato italiano provoca ai Cittadini a mezzo dei suoi Magistrati, che si rivelano peggio dei Politici, o per meglio dire come la manifestazione e conseguenza del fatto che la classe politica tutta ha buon gioco nel mantenere un sistema nel quale il Cittadino può sempre essere ed è comunque un ostaggi‎o.‎
Chi mi segue sa già che in un passato recente e doloroso  ho subito un processo  per presunti maltrattamenti a mia madre, che vedete qui in una foto di qualche giorno fa, costruito sul nulla a partire da frammenti di intercettazioni ambientali, momenti di sfogo verbale in una situazione per me di grave stress fisico e psichico, decontestualizzati da ben cinquecento pagine, una prassi con la quale si può mandare a processo chiunque, anche i santi, anzi, soprattutto i santi, come usa nelle dittature, e per questo io considero  che chi l’ ha messa in atto, il PM di Milano ora in pensione dott. PIETRO FORNO, lo abbia fatto non solo con colpa grave o dolo, e con quel modo sadico di chi sceglie di guardare gli altri dal buco della serratura piuttosto che in faccia, non l’ ho mai visto né  prima né durante il processo e peraltro sia l’ avviso che l’ imputazione mostravano  una struttura semantico sintattica più consona a un Agente di Polizia Giudiziaria che a un Magistrato, ma anche in modo eversivo feudale e totalitario, un modo che non può esistere in uno Stato di Diritto, quanto appena espresso è certo il pensiero che corre in me ma auguro a me medesima e agli Italiani  tutti che tal pensiero venga confermato in ulteriore sede giudiziale dove intendo chiamare lo Stato e i funzionari coinvolti,  l’ iter‎ processuale intanto mi ha visto assolta per non sussistenza del fatto in primo grado alla fine dell’ ottobre 2016 con una sentenza di trentasei pagine che non solo ha respinto ma che ha ribaltato le tesi dell’ accusa dopo due anni di processo ed essendo stata a lungo allontanata dalla mia amatissima madre a scopo cautelare, con uno sconquasso della famiglia di cui tuttora io e la mia genitrice medesime subiamo le conseguenze e soprattutto le scelte inadeguate dello Stato fatte in mia assenza e che lo Stato a quanto pare si arroga il diritto di considerare definitive VIOLANDO DIRITTI CIVILI E NATURALI‎.‎
Passata quindi la sentenza in giudicato nel dicembre ‎2016, io e mamma avevamo infatti deciso un trasferimento insieme e individuato delle strutture di ottimo livello che avrebbero potuto ospitarla e darle le cure necessarie non meno di quella dove è tuttora domiciliata, essendovi stata trasferita peraltro contro la propria volontà, l’ unico problema serio era capire se la ASL Lombarda avrebbe corrisposto in altra Regione la quota sanitaria, poiché mia madre paga comunque di tasca propria tutta la quota alberghiera.
Questo accertamento è ‎stato impedito con argomenti pretestuosi, come risulta chiaro dal fascicolo, e questo ha nullificato tutta la mia non facile ricerca, pertanto alla fine del gennaio 2017 ho presentato, con delega di mamma, denuncia per violenza privata e omissioni e abuso di ufficio anche alla luce di una serie di altre gravi questioni che non posso sintetizzare qui, a carico dei suoi Giudice tutelare e Amministratore di Sostegno, che fanno capo al Tribunale di Milano.
Trovandosi mia madre in provincia di Monza, viene aperto un procedimento presso la Procura del luogo, il PM VINCENZO FIORILLO nulla fa per mesi nonostante i miei ripetuti esposti e nonostante le gravi difficoltà e disagi per me, che sono l’ unico affetto dal quale mia madre riceve costante visita e attenzione, nel rimanere in Brianza, la denuncia era chiarissima, Voi tutti conoscete la mia precisione nello scrivere, tuttavia costui mi prende anche in giro dopo mesi a seguito delle mie rimostranze facendomi chiamare dai Carabinieri perché specificassi meglio chi denunciavo e per cosa, una ignobile pagliacciata considerato che dovrebbe essere comunque il PM, a partire dai fatti comunque narrati dal Cittadino, a formulare l’ ipotesi di reato e l’ accusa, dopodiché costui continua a nulla fare, infine ai primi di agosto sempre dello scorso anno “si accorge” che il  caso non è di propria competenza, trattandosi di una denuncia contro un Giudice, e trasferisce il procedimento a Brescia, come vengo a sapere a settembre essendomi recata in Procura a Monza, dove lo incontro dopo aver parlato con l’ Assistente del Procuratore Generale Luisa Zanetti, ben pasciuto e abbronzato, mi ha sorriso, ero pallida e sfinita dopo un’ estate di grande disagio, disgustata, non ho corrisposto.‎
Attendo quindi notizie da Brescia, attendo anche troppo, attendo con fiducia, dico a me medesima che dovranno fare delle indagini, magari mandare qualcuno a parlare con mia madre, cosa che in qualsiasi Stato di Diritto  sarebbe avvenuta nelle 48h ore successive alla denuncia e che invece non è mai stata fatta, intanto i due funzionari denunciati continuano a non venire sospesi e sostituiti come da me richiesto all’ atto della denuncia medesima in modo che io e mamma potessimo avere degli interlocutori, infatti ogni comunicazione con Gt e Ads è improponibile proprio per la sistematica deformazione e dispregio delle volontà espresse dalla persona che dovrebbe essere tutelata e sostenuta, come è più che documentato nel fascicolo.
Passa l’ estate, passa l’ autunno, passa l’ inverno, nulla, non si può dire che non abbia pazientato, in primavera chiedo certificazione all’ Ufficio Ricezione Atti. Mi reco quindi a Brescia per ritirarla, levataccia alle quattro e mezzo del mattino considerate le strette coincidenze dei treni per essere sicura di arrivare per tempo, due ore di fila in Procura, quindi leggo nel certificato che il procedimento a Brescia era stato aperto già il 10 agosto e che il PM incaricato è un certo dott. AMBROGIO CASSIANI, mi faccio dare il numero di telefono del suo ufficio, chiamo ma nessuno risponde, sono passate ormai le undici e trenta.
Il giorno dopo provo a richiamare al mattino e poi al pomeriggio, ancora nessuno risponde, mando una mail per chiedere l’ appuntamento.‎ Ormai notte, come ultimo pensiero prima di coricarmi, prendo in mano il documento e vado a vedere un po’ cosa si dice sul web di questo PM, scopro che ha avuto una grande parte in un grande e famoso caso di segugi abbandonati e ciò mi rincuora, penso che alla fine almeno questa volta la mia denuncia è  in buone mani, che c’ è anche qualche PM con un po’ di sensibilità a questo mondo! Eppoi anche coraggioso e disposto a fare degli straordinari, pare che abbia interrotto una propria sacra pausa caffè  per rincorrere dei rapinatori di persona per le vie di Brescia! Insomma, l’ uomo giusto. Contemplo con più attenzione il documento medesimo e considero i due articoli del codice penale ivi riportati, qualcosa non mi suona giusto, sono filosofa non giurista quindi vado a controllare, infatti anziché 610 cp, violenza privata, sta scritto 110 cp, che nulla c’ entra. A quel punto mi parte l’ embolo, per quanto l’ era sia gender trovo inappropriato per quanto efficace e impareggiabile il “mi incazzo” per le signore, perciò con l’ embolo guizzante e la pressione sanguigna schizzata fuori mando subito al PM AMBROGIO CASSIANI una mail nella quale chiedo nel modo più educato possibile, scrivere con le pulsioni a caldo è un esercizio per virtuosi e specialisti praticanti della non violenza anche verbale, se quel documento fosse una presa in giro, il giorno dopo ricevo risposta ovvero un appuntamento per il 27 aprile al mattino, il venerdì tra il 25 e il primo maggio, una vera sfida, accetto.‎
Non posso riportare qui il colloquio a parte che per quanto segue, il PM AMBROGIO CASSIANI è persona gradevole, alto smilzo seducente, un bel bruno e abbastanza giovane, veloce nei processi cognitivi e molto esperto, talmente lesto e preparato che, pur avendomi fatto intendere di non aver presente la mia pratica, anzi mi ha ringraziato di aver posto la sua attenzione sul caso, incredibile, ha tenuto con me per quaranta minuti un botta e risposta così serrato che sembrava che la conoscesse alla perfezione, comprese le mie pregresse vicende processuali, en passant gli ho chiesto se l’ avesse almeno sfogliata ma ha eluso la domanda, mi ha anche spiegato che nel documento sta scritto “ignoti” in relazione alle persone denunciate per ovviare rischi di omonimie ma né  mi ha detto che 110 cp è  stato un errore dell’ impiegata che ha steso il documento per me e neanche mi ha spiegato in altro modo il fatto, alla fine gli ho ricordato che io e mia madre non desideriamo trascorrere un’ altra estate in Brianza.‎
E’ trascorso più di un altro mese e non se ne sa alcunché, pertanto non mi rimane che rivolgermi  al CSM, in verità con fducia nulla essendo quello di fatto non un organo di garanzia, altrimenti non saremmo ridotti così, ma corporativo, quindi al Ministro di Grazia e Giustizia e al Presidente della Repubblica e soprattutto promuovere un’ INTERROGAZIONE PARLAMENTARE non solo sulla conduzione delle TUTELE, a me risultano molte situazioni di sofferenza non solo per gli anziani ma anche per i minori, il che significa che c’ è un sistema che non si vuol andare a toccare perché c’ è chi ci marcia, ma anche sulle PROCEDURE cui sono usi nelle Procure, e non stiamo parlando di Reggio Calabria o Palermo o Napoli ma di Milano Monza e Brescia!
Tutti figli di Pietro Forno?‎ Chissà. Alla fine lo Stato o loro medesimi verranno chiamati a rispondere e a pagare e questo perché  do molto valore a ogni‎ giorno della vita mia e di mia madre, che non ha molto davanti e per questo il suo tempo è ancora più prezioso, una vita che da tempo non stiamo vivendo come e dove desideriamo perché c’ è lo STATO PADRONE VESSATORE E SEQUESTRATORE  CHE NON RICONOSCE IL CARATTERE D’URGENZA AL DIRITTO DI VIVERE LA NOSTRA VITA COME E DOVE CI PARE e che tiene la propria abusante devastante mercenaria estranea ancor più che inutile odiosa villana arrogante indesiderata indesiderabile incapace ottusa e inetta alla gestione di qualsiasi interesse morale e materiale pigra nullafacente fallimentare e non richiesta presenza a casa nostra, deve pagare caro questo Stato deve pagare tutto ma per quanto avrà pagato non sarà mai abbastanza perché ci sono cose che non sono monetizzabili, tuttavia, se la storia mia e di mamma, che leggerà nel pomeriggio o domani questa pagina, con un po’ di aiuto perché se anche legge benissimo non sempre ne ha voglia, fosse l’ inizio di una spirale di eventi in Italia che ci portassero la Civiltà,  e cioè mettessero al proprio posto una volta per sempre lo Stato negli stretti limiti in cui deve stare, sarebbe abbastanza per entrambe e per tutta la nostra sofferenza, sei meravigliosa e Ti amo, dolce e forte Chiocciola.
Carla Villa Maji.

Commenti

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  1. Scritto da Articolo Sei

    Deduciamo, dai contenuti dell’articolo, che avviso ed imputazione possano contenere strafalcioni come verbi sbagliati, errori di grammatica e di ortografia. Se la deduzione è corretta, dobbiamo allora precisare che la struttura semantico sintattica degli atti suddetti è invece consona a magistrati ed avvocati; gli agenti di polizia giudiziaria potrebbero cavarsela meglio: è quanto emerge costantemente dai concorsi ai quali partecipano avvocati e magistrati, ove gli esaminatori si chiedono come gli esaminandi abbiano potuto ottenere il diploma di licena media inferiore.
    Quanto al modo eversivo feudale e totalitario al quale fa riferimento, potrà “consolarla” il fatto che ciò era già noto una trentina di anni fa. La Chambre d’accusation di Parigi dichiarò un cittadino italiano, imputato da Pietro Forno, non estradabile; tra le motivazioni della corte parigina il fatto che le prove erano “degne di una giustizia militare”.

  2. Scritto da Articolo Sei

    Deduciamo, dai contenuti dell’articolo, che avviso ed imputazione possano contenere strafalcioni come verbi sbagliati, errori di grammatica e di ortografia. Se la deduzione è corretta, dobbiamo allora precisare che la struttura semantico sintattica degli atti suddetti è invece consona a magistrati ed avvocati; gli agenti di polizia giudiziaria potrebbero cavarsela meglio: http://art6.co.uk/crbst_5.html.
    Quanto al modo eversivo feudale e totalitario al quale fa riferimento, potrà “consolarla” il fatto che ciò era già noto una trentina di anni fa. La Chambre d’accusation di Parigi dichiarò un cittadino italiano, imputato da Pietro Forno, non estradabile; tra le motivazioni della corte parigina il fatto che le prove erano “degne di una giustizia militare”.