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PERCORSO MECCANIZZATO: REALIZZATO DAL PUBBLICO O DAL PRIVATO?

Riprendiamo il nostro reportage sul percorso meccanizzato e affrontiamo il tema principale intorno a cui si è concentrata la discussione pubblica e politica negli ultimi tempi: pubblico o privato?

 

Come abbiamo detto nel primo articolo, vari sono i progetti o le proposte che sono giunti all’attenzione del Comune da parte di promotori privati e questo ha portato molti a temere una conseguente privatizzazione dell’intera opera. Al di là delle specificità di ciascuna proposta, analizziamo qui i pro e i contro delle due opzioni per la realizzazione del progetto alla luce degli strumenti legislativi disponibili.

Ricordiamo che in Italia la regolamentazione di riferimento per la realizzazione di opere pubbliche è il decreto legislativo 50/2016, meglio noto come Codice degli Appalti.

Fughiamo subito il primo dubbio: chi sarà il proprietario del percorso meccanizzato?

Un’opera di pubblica utilità è sempre di proprietà pubblica e non vi sono possibilità di cederla a privati. Ogni eventuale ipotesi di cessione della proprietà è esclusa.

Il Comune ha la possibilità di realizzare l’opera direttamente o in partenariato pubblico-privato.

Per realizzare l’opera il Comune deve avere:

Il Documento di Preliminare alla Progettazione (DPP): rappresenta il primo passo della programmazione delle opere pubbliche e di pubblica utilità. È il documento di indirizzo in cui l’amministrazione individua gli obiettivi da raggiungere e le modalità con cui farlo.

Il Progetto di Fattibilità tecnica ed economica: è finalizzato a definire gli obiettivi e le caratteristiche dell’intervento da realizzare attraverso l’individuazione e l’analisi di tutte le possibili soluzioni progettuali alternative, compresa la non realizzazione o «opzione zero» in relazione sia al contesto territoriale, ambientale e paesaggistico in cui l’intervento si inserisce, sia agli effetti che tale intervento produce sull’ambiente, sia alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire. Inoltre comprende approfondite analisi dei rischi connessi alla realizzazione dell’opera e un affidabile stima dei costi (piano economico finanziario asseverato) e dei tempi di realizzazione.

Il primo passo per la stesura di un progetto di fattibilità è la valutazione di alternative progettuali.

Il Codice degli Appalti, infatti, enfatizza la necessità del confronto tra diverse soluzioni possibili, con lo scopo di individuare quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire.

Il Comune ha la possibilità di redigere il Progetto di Fattibilità avvalendosi delle professionalità interne oppure, considerata l’importanza e la complessità dell’opera, tramite un concorso di progettazione tecnica ed economica (di cui parleremo in uno dei nostri articoli).

Il Progetto di Fattibilità tecnica e finanziaria è indispensabile per poter valutare se procedere alla realizzazione diretta da parte del Comune, o se procedere in regime di partenariato pubblico-privato.

Nel primo caso, il Comune deve reperire i fondi necessari alla costruzione dell’opera e procedere alla progettazione definitiva da mettere a gara.

Nel secondo caso, deve procedere a bandire una gara per individuare il partner privato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (project financing), che realizzerà e gestirà l’opera per tutta la durata della concessione.

Nel Codice degli Appalti c’è un elemento che viene tenuto presente nel momento in cui l’ente pubblico decide di realizzare l’opera con uno degli strumenti del partenariato pubblico privato: il trasferimento del rischio. Con il termine rischio si indica l’insieme dei possibili rischi connessi allo sviluppo di un progetto: rischio imprenditoriale, tecnico, ambientale, economico e finanziario, di gestione, amministrativo; che si trasferiscono al soggetto privato che vince il bando di gara. È per questo motivo che tutti i progetti di fattibilità devono contenere un’analisi dei rischi accurata.

Il recupero dell’investimento sostenuto per la realizzazione dell’opera è garantito dai flussi di cassa derivanti dalla gestione del servizio. Le previsioni sui tempi e sui modi per tale recupero sono illustrati nel piano economico finanziario.

Alla luce di questi riferimenti, quali sono i pro e i contro tra la gestione pubblica e privata?

I pro del realizzare il percorso meccanizzato “pubblico” sono:

  • la gestione del servizio sarà pubblica: il personale destinato a lavorare al percorso meccanizzato sarà costituito da dipendenti pubblici;
  • verranno utilizzati i fondi regionali destinati esplicitamente al percorso meccanizzato;
  • gli introiti della gestione andranno nelle casse del Comune.

I contro sono:

  • i tempi di realizzazione non sono certi. La storia purtroppo ci insegna che raramente le opere realizzate dal settore pubblico vengono terminate nei tempi previsti. Questo ritardo comporta un aumento dei costi di realizzazione e un ritardo sull’avvio del recupero dell’investimento.
  • Il rischio resta in capo al Comune.
  • I costi del personale: sono una delle maggiori voci di spesa, nonché uno degli aspetti più critici.
  • I costi di gestione: tenere aperto al pubblico un servizio di trasporto ha costi continui.
  • Si ha un’incidenza sul deficit e debito pubblico, con conseguenze su altre possibilità di spesa a finalità sociale.

I pro del project financing sono:

  • i tempi di realizzazione sono più certi. Per un soggetto privato è essenziale terminare i lavori nei tempi previsti, poiché questo significa dare avvio alla fase di esercizio del servizio e, quindi al recupero dell’investimento;
  • il rischio viene trasferito in capo al privato;
  • il risparmio, per il Comune, dei costi di gestione e del personale;
  • la possibilità, se non da parte del Comune, da parte della finanza pubblica, di destinare i fondi a finalità sociali;
  • il pagamento al Comune di un canone annuale per tutta la durata della concessione.

I contro sono:

  • al Comune arriva solo una parte degli introiti derivanti dalla gestione.

Consapevoli di aver affrontato un argomento ampio e complesso, ci stiamo avviando ad affrontare il problema con maggiore concretezza.

Proseguiremo la nostra analisi nel prossimo articolo, analizzando il progetto del percorso pedonale meccanizzato stilato dal Comune.

Vi anticipiamo che stiamo raccogliendo le interviste a coloro che, in ambito politico e imprenditoriale, sono coinvolti dal progetto.

Vi ricordiamo che potete trovare gli articoli nella sezione “Mobilità”. Sui nostri canali social, potrete seguirci attraverso l’hashtag #percorsomeccanizzatoSorrento. Inoltre, potrete scriverci all’indirizzo email direttore@positanonews.it

 

A.G.

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