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PERCORSO MECCANIZZATO: IL PROGETTO DEL COMUNE E IL CONCORSO DI PROGETTAZIONE

Continuiamo il nostro reportage sul percorso meccanizzato analizzando il progetto stilato dall’ufficio tecnico del Comune di Sorrento nel 2009. Analizziamo, inoltre, la possibilità di indire un concorso di progettazione tecnica ed economica.

Potete trovare gli articoli precedenti di questo reportage QUI

Come detto nel primo articolo di questa nostra indagine, il progetto prevede la creazione di un collegamento porto – parcheggio Lauro costituito da quattro ascensori e un tapis roulant. Tale collegamento si inserisce in un più ampio progetto di mobilità integrata che, nelle intenzioni della Regione, consente di collegare la stazione al porto e fa del parcheggio il punto di snodo tra diverse tipologie di trasporto: ferro, gomma, e mare.

Il Comune pare deciso di proseguire sulla strada indicata da questo progetto sia per quel che riguarda il percorso individuato (ossia i punti di ingresso e di uscita), sia per quel che riguarda la soluzione tecnica. Osservando più da vicino il progetto, rileviamo alcune considerazioni.

Innanzitutto, il preventivo per il costo dell’opera è datato all’epoca della progettazione, all’anno 2009, e stima la spesa a €16mln. È una cifra considerevole, che comporta enormi sprechi di risorse per la collettività, considerando che si può realizzare l’opera a un costo molto inferiore.

Tenuto conto che è previsto lo scavo di un tunnel enorme, i lavori saranno complessi e lenti, anche in virtù delle enormi difficoltà legate allo smaltimento dei materiali di risulta che uno scavo di tale portata implica. Vi è, inoltre, un rischio di stabilità correlato a una galleria che passa al di sotto di una proprietà importante e storica quale è l’hotel Vittoria, che potrebbe risentire degli impatti negativi dello scavo.

Il progetto prevede l’esproprio della galleria sita in proprietà privata, con eventuali rischi di ricorsi e lungaggini burocratiche.
Sottolineiamo, inoltre, che non è un progetto sostenibile dal punto di vista economico e ambientale. Infatti, tutti i progetti e le costruzioni contemporanee non possono prescindere da un approccio sostenibile in grado di:
• limitare l’impatto ambientale;
• minimizzare l’uso del suolo e le spese di gestione riducendo le dimensioni pur assicurando l’efficacia dell’opera;
• ridurre i consumi energetici attraverso sistemi bioclimatici di ventilazione naturale e l’impiego di risorse rinnovabili;
• scegliere materiali estratti e prodotti nello stesso ambito ecoregionale.

Laddove il Comune voglia procedere in regime di project financing, il progetto del 2009 non non è utilizzabile per la gara, poiché mancano un’analisi delle alternative di progetto con un dettagliato studio di fattibilità tecnica ed economica.

Alla luce di questi elementi è evidente che il Comune, proseguendo nel suo intento, scopra il fianco a ricorsi amministrativi che, oltre a comportare un generale ritardo all’avvio del progetto, costituiscono un inutile dispendio di risorse economiche pubbliche, e una superflua distrazione delle energie e del tempo dei funzionari comunali incaricati di seguire la procedura.

Anche laddove lo scavo per gli ascensori fosse già stato eseguito (e pagato?), i costi di realizzazione di questo progetto restano ingiustificati viste le soluzioni tecniche disponibili a distanza di quasi dieci anni. Soluzioni più economiche, e che hanno ricadute sul territorio più positive in termini di attrazione turistica, e di sostenibilità ambientale.


Concorso di progettazione: perché no?
Esaminando il Codice degli Appalti (di cui abbiamo parlato nel secondo articolo) ci si rende conto che quella del concorso di progettazione potrebbe essere una strada ampiamente praticabile nel caso del percorso meccanizzato. Partiamo dal Codice e vediamo perché.

In presenza di una particolare rilevanza architettonica, storica, ambientale o paesaggistica del servizio da affidare, il Codice degli Appalti, all’art. 23, prevede il concorso di progettazione nel caso in cui le amministrazioni non abbiano, al proprio interno, figure professionali in possesso delle competenze richieste dalla materia oggetto di progettazione.

Gli articoli dal 152 al 156 disciplinano nel dettaglio questo tipo di bando.

Il concorso di progettazione è finalizzato all’acquisizione di un progetto di fattibilità tecnica ed economica.

Gli aspetti interessanti di questo strumento sono che: è aperto a tutto il mondo e «i requisiti di qualificazione devono comunque consentire condizioni di accesso e partecipazione per i piccoli e medi operatori economici dell’area tecnica e per i giovani professionisti».

Cosa vuol dire? Che non si può riservare il bando solo ai grandi studi. Anche un pool di giovani professionisti locali può concorrere e confrontarsi, magari, con un pool di giovani professionisti provenienti da un altro Paese, in una gara di creatività progettuale dalla quale la città ha solo da guadagnare.

Un bando di questo tipo, indetto a Sorrento, attirerebbe le attenzioni e le competenze di professionisti locali, nazionali e internazionali: menti vivaci, portatrici di soluzioni moderne, capaci di coniugare funzionalità, sostenibilità, innovazione, tradizione ed estetica.

Nei tempi brevi di un solo bando, in attesa che venga sciolto il nodo sulla modalità di realizzazione dell’opera (diretta o in project financing), il Comune ha la possibilità di ottenere un progetto di fattibilità tecnica d economica pronto da mettere a bando.

Che sia un progetto migliorativo di quello che c’è già sul tavolo, o che sia un progetto completamente nuovo, in entrambi i casi alla città farebbe guadagnare un’opera all’altezza delle sue necessità e delle sue aspettative.

Proseguiremo la nostra analisi nel prossimo articolo, osservando il comportamento degli schieramenti politici locali in merito al percorso meccanizzato e i progetti sul tavolo del Comune.

Vi ricordiamo che stiamo raccogliendo le interviste a coloro che, in ambito politico e imprenditoriale, sono coinvolti dal progetto.

Vi ricordiamo che potete trovare gli articoli precedenti di questo reportage QUI.

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A.G.

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