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Morte del sub nel mare di Vico Equense, scatta l’inchiesta della Procura

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Morte del sub nel mare di Vico Equense, scatta l’inchiesta della Procura  . Per il sub 63enne di Torino  morto  dopo l’immersione la Procura di Torre Annunziata apre un’inchiesta, a scriverlo oggi Raffaele Cava su Il Mattino di Napoli. Voleva scattare delle foto nell’area marina protetta del Banco di Santa Croce, una meraviglia a poche decine di metri sotto il livello del mare. Un’esperienza indimenticabile da immortalare con l’obiettivo della sua macchina fotografica. Luigi Silvestro, 63enne di Torino e con un passato in Germania a Brema per lavoro, era un grande appassionato di immersioni e dopo anni di esperienza di certo non si poteva definire uno sprovveduto. Eppure nel pomeriggio di giovedì, verso le 17.30, qualcosa è andato storto subito dopo che si era tuffato in acqua con tuta, pinne e bombole di ossigeno.
VACANZA FATALEIl pensionato era da un paio di giorni in vacanza a Castellammare, dove alloggiava nell’hotel Miramare nei pressi della villa comunale, per visitare la costa di Sorrento  e per festeggiare il suo onomastico con la moglie, di origine romena, e i suoi due figli. E proprio nel giorno della sua festa aveva fissato l’appuntamento con il centro diving «Atlantis» di Vico Equense, da anni nel settore, che tiene anche corsi per il rilascio dei brevetti. Luigi è salito con i figli su un piccolo natante nel porto di Torre Annunziata. In poco più di dieci minuti l’istruttore ha trasportato il gruppo nello specchio d’acqua del Banco di Santa Croce, zona di tutela biologica. Gettati gli ormeggi, il pensionato e l’istruttore hanno indossato tuta e pinne e si sono tuffati mentre i ragazzi, ventenni, sono rimasti a bordo.
L’EMERGENZAArrivati a circa otto metri di profondità l’istruttore ha notato che il 63enne si era fermato, cominciava ad agitarsi, batteva una mano contro il petto e cercava di risalire. A quel punto ha intuito l’emergenza e lo ha aiutato a tornare in superficie. Adagiato il 63enne sulla barca, l’istruttore ha effettuato le manovre di primo soccorso e ha chiamato la Capitaneria di Porto di Castellammare che, ricevuta la segnalazione, ha fatto arrivare d’urgenza una ambulanza del 118 nel porto. Qualche minuto e il natante ha raggiunto la terra ferma: Luigi era in forti difficoltà respiratorie ma ancora vivo. Il personale del 118 ha eseguito più di una volta le manovre di rianimazione: purtroppo, il tentativo di salvargli la vita è stato vano.
L’INCHIESTASarà l’inchiesta della Procura di Torre Annunziata, avviata dal pm di turno Antonella Lauri, a fare luce sulle cause della morte di Luigi. L’ipotesi di reato è omicidio colposo ed è stata già disposta l’autopsia. I militari della Capitaneria, diretti dal comandante Guglielmo Cassone, hanno sequestrato il natante e tutte le attrezzature utilizzate per l’immersione. Per ora gli inquirenti propendono per la fatalità ma saranno solo gli accertamenti a togliere ogni dubbio e a stabilire se ci siano state negligenze o errori da parte del personale della compagnia di diving.

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