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Mondiali 2018 -Una invenzione di Ciro Mertens sbriciola il muro di Panama e lancia il talentuoso Belgio al debutto

DRIES COSA HAI FATTO?
15 Tiri del Belgio verso la porta di Panama, che invece ha tiraro solo 6 volte. La Nazionale di Martinez ha inquadrato la porta 6 volte, contro le sole 2 degli avversari

Quando il pallone è sceso in mezzo all’area, tutti i giocatori si sono rivolti verso di lui, tutto il mondo davanti alla tv lo ha visto caricare, ma nessuno aveva capito cosa avesse in testa. Né che la bottiglia di vodka sognata dal ct di Panama, in caso di passaggio del turno, stesse per svanire. Con Ciro Mertens succede. Dries ha colpito il pallone di collo destro puntando l’incrocio dei pali più lontano. Davanti, la visuale libera, un canale, vabbé, di due metri. L’esecuzione è stata impeccabile, il pensiero grandioso. Solo aver pensato di chiudere l’azione in quel modo, nella prima partita del Mondiale, nel mezzo di un pomeriggio complicato, vale tutta l’azione. E fa riguardare con occhi diversi al pallonetto no look con cui segnò al Torino. Disse che lo aveva cercato, nessuno gli credette. Forse non mentiva. Con questo gol, al 2’ della ripresa, venticinquesimo in sessanta gare in stagione, secondo belga a segnare in due Mondiali (il primo era stato Wilmots, l’ex ct, nel ‘98 e 2002), Mertens ha reso facile una partita che stava rischiando di diventare palude, come quella in cui erano già finite Argentina, Germania e Brasile. Perché fino a quel momento la partita era stata deludente, flaccida, di una noia letale. Il Belgio aveva giocato a due all’ora, fiducioso che prima o poi il gol sarebbe arrivato. Troppa differenza con Panama, già felice della sua prima volta a un Mondiale, miracolo sportivo di una squadra che sul mercato, secondo i siti specializzati, vale tutta insieme quanto Tumminello all’Atalanta. Eppure la classe evidente di Witsel, Hazard, De Bruyne e Mertens e la potenza paralizzante di Lukaku non avevano prodotto niente. LIBERARE LE ALI. Il piano tattico – aggredire gli incerti avversari sulla loro trequarti e accentrare la difesa panamense per liberare, ai lati, Carrasco e Meunier – era svanito dopo dieci minuti per la svogliatezza degli interpreti. De Bruyne si guardava i piedi, Lukaku brontolava a ogni contrasto, Hazard cercava di saltare tutta la difesa, giocando a testa bassa, Witsel era depresso, Mertens si faceva notare solo per i capelli color birra. Il Belgio sembrava la classica somma aritmetica di talenti incapace di formare una squadra. Dall’altra parte, i panamensi, sostenuti da più di tremila tifosi entusiasti in maglia roja, si gettavano sul pallone, chiudendo ogni via d’accesso. La lentezza del gioco era il loro alleato. Ma l’evidente difficoltà tecnica a controllare anche i palloni più semplici, svelava il lato umano di questo sport e quanto sia difficile il gioco del calcio. Anche un passaggio preciso di trenta metri necessita di grande tecnica. E Panama non ne aveva abbastanza per sopravvivere. AMBIZIONI. Il Belgio, però, non aveva mostrato niente della grandezza a cui aspira: vogliono arrivare in semifinale, ha detto Kompany, altrimenti sarà un fallimento. Esagera? Questa partita, giocata nell’ennesimo straordinario stadio russo, non ha fornito indicazioni: dopo il gol di Mertens, e aver rischiato un clamoroso pareggio sventato da Courtois su tiro ravvicinato di Murillo, il Belgio ha giocato come su un piano inclinato. In sei minuti, tra il 24’ e il 30’, Romelu Lukaku ha segnato due volte: di testa su assist d’esterno di De Bruyne e in contropiede, su lancio di Hazard, in un’azione tutta verticale, con Lukaku che ha preso dieci metri al capitano di Panama, Torres, con facilità imbarazzante. Ai panamensi resta la soddisfazione di aver chiuso imbattuti il primo tempo. Il ct Gomez probabilmente non potrà scolarsi, come aveva promesso, una bottiglia di vodka in caso di passaggio del turno, ma due bicchieri se li merita tutti. Sabato contro la Tunisia, invece, si capirà di più del Belgio.

SIKAZWE non
all’altezza: ok
il 2-0 di lukaku

Potrà raccontare ai suoi allievi, visto che insegna educazione fisica (ma stando alle biografie ufficiali anche matematica), di aver diretto la prima gara assoluta al Mondiale di Panama. Ma lo zambiano Janny Sikazwe, 39 anni, da Kapiri Mposhi, farà meglio a stoppare le domande per evitare brutte figure.
CHE SEVERITà
Se pensate che per una gara poco più che amichevole ha fischiato 35 falli (18 nei primi 45’) con 8 ammoniti (senza senso il primo giallo, rifilato a Meunier per un contrasto normale su Rodriguez). E dire che Sikazwe è alla storia per aver graziato da un secondo giallo clamoroso Sergio Ramos (mano al taschino, poi tolta d’improvviso) nella finale del Mondiale per club 2016 Real-Kashima Antlers…. Il suo mentore personale, l’ex arbitro Tangawarima, alla vigilia ha predetto per lui la finale di Mosca. Mah..
REGOLARE
E’ regolare la rete di Lukaku del 2-0: lo tiene in gioco Murillo.

fonte:corrieredellosport

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