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Germania incubo finito – Kross nel finale riaccende le speranze

4 Gol di Toivonen nella stagione L’attaccante svedese gioca in Ligue1 nel Tolosa, e quest’anno era rimasto a secco in 23 presenze.

1 Vittorie sulla Svezia ai Mondiali Cinque precedenti ai Mondiali, la Germania conduce per 4 vittorie a una.

3 Gol di Kroos al Mondiale, dopo i due realizzati nell’edizione del 2014 (doppietta in semifinale al Brasile). In totale, il centrocampista del Real è arrivato a quota 13 reti in 85 partite con la Germania.

I Campioni del 2014 colpiti da Toivonen Il pari di Reus un palo di Brandt il rosso a Boateng poi quando sembrava tutto finito…

In 10 contro 11, nell’ultimo minuto di recupero una punizione dell’asso del Real tiene in gioco Löw

Tutti attorno a Kroos, per la Germania incubo svanito

GERMANIA-SVEZIA 2-1
32′ Toivonen (S), 48′ Reus (G), 95′ Kroos (G)

IL TABELLINO
Germania (4-2-3-1): Neuer 7; Kimmich 6, Boateng 4.5, Rudiger 5.5, Hector 5.5 (86′ Brandt sv); Rudy 6 (31′ Gundogan 6), Kroos 7; Muller 5.5, Draxler 6 (45′ Gomez 6.5), Reus 6.5; Werner 6. Ct Low 6.5

Svezia (4-4-2): Olsen 6.5; Lustig 6, Granqvist 5, Lindelof 6, Augustinsson 5.5; Claesson 6 (74′ Durmaz 6), Larsson 5.5, Ekdal 6, Forsberg 6; Berg 6 (89′ Thelin sv), Toivonen 7 (77′ Guidetti 5.5). Ct Andersson 6

Ammoniti: Ekdal, Boateng, Larsson

Espulso: Boateng (G) per somma di ammonizioni all’82’

Eravamo già sicuri: biscotto Messico-Svezia alla prossima e tutti a casa. La caduta degli dei, evvia evvia. Invece no… Una Germania in 10, tradita da Boateng, bloccata sull’1-1 dagli svedesi, passati in vantaggio con Toivonen, fermata anche dal palo ormai allo scadere (quasi divelto da un tiro di Brandt, entrato per disperazione), stava per conoscere la pagina più amara della sua immensa storia mondiale. E invece una punizione provocata da tale Jimmy Durmaz, in pieno recupero, ha dato l’occasione a Kroos di rimettere in piedi la solita storia. Tocco a Reus, autore del pareggio e parabola assassina. Gol bellissimo, a cercare il palo lontano. Lui che aveva provocato il vantaggio svedese. E Löw ha potuto tornare di ghiaccio, dopo aver iniziato a imbiancare via via che il tempo scorreva. Che storia, a Sochi. Dove non poteva mancare la parte recitata dall’arbitro Marciniak, che a momenti non estrae neppure il secondo giallo per Boateng, dopo aver negato nel primo tempo un rigore solore sempre per una botta del tedesco su Berg. Adesso tutto è aperto e alneo agli svedesi il pari non basterà, visto che i tedeschi (a 3) l’ultima la giocheranno contro la Corea già a casa. Ma che paura, dalle parti di Berlino.

CAMBI. I processi di Vatutinki, sede del ritiro moscovita tedesco, come una sorta di Norimberga calcistica, producono la rivoluzione annunciata, dopo il tonfo col Messico. Löw cambia mezza difesa, dentro Rüdiger per Hummels, e a sinistra Hector sostituisce Plattenhordt, triturato alla prima. Fuori poi Özil e al suo posto l’invocato Reus e Khedira, rimpiazzato da Rudy. Dall’altra parte la Svezia resta quella vincente contro la Corea del Sud, con un solo cambio: Lindelöf per Jansson. E all’inizio sembra che abbia avuto ragione Löw, dato che la Germania occupa subito la trequarti svedese e si fa sentire con Draxler, però impreciso. Solo che le cose stiano per prendere una piega micidiale lo si evince presto. Una leggerezza di Rüdiger avvia un contropiede di Berg a campo aperto, abbattuto da Boateng ormai davanti a Neuer. Rigore solare che arbitro e Var (in cabina c’è il nostro Valeri) ignorano. Tedeschi che provano a dettare legge. Werner e Müller si alternano in diagonale, cercando di creare spazi. Ma un altro segnale inquietante arriva di lì a poco. In un contrasto fortuito, Toivonen colpisce Rudy, rompendogli il naso. Il centrocampista del Bayer viene sostituito dopo qualche minuto da Gündogan (31′). Neppure il tempo di trovare la propria zona che la Svezia passa. L’errore, clamoroso, però è di Kroos. Che denuncia lo stato di poca lucidità del gruppo. Un errore banale in appoggio centrale libera il contropiede svedese, con Claesson che trova Toivonen in area, il cui tocco supera Neuer, stravolto. Pressione ai massimi nella per la Germania. Che comunque sfiora il pari, in modo occasionale, con un tiro da fuori di Gündogan, deviato da Lustig, su cui Olsen si oppena alla grande, deviando fuori fortunosamente il tap in di Müller. La Svezia prima dell’intervallo ha anche la palla del 2-0, ma Claesson sciupa un contropiede facile facile, in superiorità, cercando di rientrare sul piede giusto.

SVOLTA. A 45′ dall’abisso, Löw cambia ancora. Fuori Draxler e dentro l’eterno Mario Gomez, alla soglia dei 33 anni. Ma non è l’esperto attaccante l’uomo che rianima la Germania, anche se è parte attiva nell’azione dell’1-1. Tocca a Reus (3′), con un ginocchio, deviare un bel cross di Werner, qui in percussione a sinistra. Nell’urlo furioso di Löw, la voce della tensione della squadra tedesca. Che ora gioca con più fervore, anche se manca una manovra degna di questo nome. Spinge Kimmich a destra e al 25′ ancora Reus ha la palla buona, cercando qui un colpo di tacco troppo ambizioso. Il cielo sembra crollare, quando Boateng si fa cacciare e Neuer salva la porta alla disperata. Se anche Gomez viene murato da Olsen e il palo lascia tutto sull’1-1 significa che è finita. Non per Werner, instancabile, non per Kroos, non, come sempre, per la Germania.

Le pagelle: Granqvist decisivo. Densità Ekdal. Gündogan intelligente

müller senza guizzI. werner dà l’anima

Germania
Neuer 6,5
Beffato e graziato dagli svedesi. Evita d’istinto il 2-1.
Kimmich 7
Dà profondità e ampiezza, se la Germania si salva è anche merito suo.
Boateng 4
Commette un fallo da rigore che gli toglie serenità. Anche ammonito. Eppoi cacciato giustamente.
Rüdiger 4,5
Un errore che porta al “non” penalty in questione. Balla troppo.
Hector 5,5
Lascia strada a Claesson quando la partita la fa la Svezia. Spinge nella ripresa.
Rudy sv
Il tempo di rimediare una frattura del setto.
Gündogan (31’ st) 6,5
Il tempo di entrare e subire gol. Ma poi si dà da fare, con intelligenza.
Kroos 7
Errore folle in appoggio, si ferma a guardare Toivonen segnare. Pazzesco, fatto da lui. Che cerca e trova il riscatto nella ripresa: sua la palla per Gomez, neutralizzata da Olsen. Sua la punizione che rianima una Germania già a casa.
Müller 6
Si muove molto con e senza palla. Però gli manca il guizzo negli ultimi 16 metri.
Reus 6,5
Combina poco nel primo tempo, ha il merito di segnare il pari e ridare vita ai suoi.
Draxler 5
Un tempo solo, senza incidere.
Gomez (1’ st) 6
Entra nell’ora più drammatica, sfiora il 2-1 allo scadere.
Werner 7
Mobilissimo in ogni parte del campo, è suo il cross dell’1-1. Dà l’anima, sfortunato, ultimo ad arrendersi, si procura la punizione fatale.
Löw (ct) 6
E ora? Lazzaro, potrebbe anche vincere il mondiale…

SVEZIA
Olsen 7

Salva la sua porta a fine primo tempo. Beffato sull’1-1, si ripete allo scadere su Gomez e salvato dal palo su tiro di Brandt.
Lusting 5,5
Messo sotto pressione da Werner nella ripresa.
Lindelöf 6,5
Anche lui riesce a non farsi mai superare.
Granqvist 7
Aggredisce ogni pallone alto. Decisivo.
Augustinsson 5,5
Costretto a ripiegare da Kimmich.
Claesson 7
Grande prova, oltre l’assist. Ma quella palla del 2-0 a fine primo tempo..Durmaz al suo posto butta tutto alle ortiche.
Larsson 6
Tiene la linea a difesa della… difesa.
Ekdal 6
Anche lui si preoccupa di dare densità.
Forsberg 6
Tanta legna e un sinistro al volo che impegna Neuer.
Berg 6,5
Gli manca un rigore, non una prestazione di rilievo. Fa pure cacciare Boateng.
Toivonen 6,5
Rompe il naso involontariamente a Rudy, e la storia del match, segnando un gran gol, continuando a dare gran noia alla Germania.
Andersson (ct) 6
Amarissima sconfitta, ma i suoi buttano la superiorità.
L’ARBITRO
Marciniak (Pol) 4,5
E’ quello di Tottenham-Juve e si vede. Non dà un rigore.

fonte:corrieredellosport

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