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Fondazione Ravello, Positanonews intervista Secondo Amalfitano: diffusione degli atti inopportuna per la città

Ravello, Costiera amalfitana .  è di recente finita nell’occhio del ciclone, a causa del susseguirsi di notizie da parte dei media locali, su questioni afferenti alla gestione della Fondazione e non solo. Il direttore di Positanonews, Michele Cinque, ha voluto fare chiarezza su quanto è avvenuto, intervistando chi è stato coinvolto in questo scontro mediatico, ovvero il direttore di Villa Rufolo, Secondo Amalfitano. Nel contempo ha inviato anche una mail alla Fondazione Ravello chiedendo informazioni e anche la possibilità di ricevere tali informazioni come le ricevono altre testate, per poter dare una informazione quanto più possibile completa e corretta.. 

Direttore Amalfitano ci può aiutare a capire quello che sta succedendo all’interno della Fondazione Ravello?

“Innanzitutto mi scuso per la richiesta di tradurre in forma scritta i contenuti della chiacchierata che ci siamo fatti grazie al suo interessamento per le vicende della Fondazione. Sono sicuro che Lei e i lettori capiranno la mia cautela, essendo sì Direttore di Villa Rufolo, ma comunque dipendente della Fondazione Ravello. La delicatezza della situazione e i doveri deontologici mi impongono il massimo riserbo.”

Capiamo molto bene! Ma almeno sulle ultime notizie di stampa apparse oggi ci può chiarire?

“Come ho già avuto modo di esternare, c’è molta superficialità e inesattezze in giro per il web. Di sicuro non ho ricevuto alcun sollecito a fare cose, in specie pagamenti e/o movimenti bancari, come pure erroneamente riportato. Alcuna operazione di carattere economico-finanziario dipende da me, perché non ho alcun potere diretto, in specie per cifre della portata indicata. Non so più come spiegare meglio questa circostanza, che, se travisata, mi fa passare come il padrone di chi sa cosa, per non dire come uno schizofrenico oppositore del mondo. Credo e Spero di essere solo un semplice tutore della trasparenza e legittimità nell’esclusivo interesse del bene pubblico. Ma si sa, fra le intenzioni e il risultato, spesso c’è un abisso. Ai posteri l’ardua sentenza.”

Quindi anche sue dichiarazioni riportate virgolettate sono non vere? O inesatte?

“I virgolettati sono miei, almeno quelli che ho avuto modo di leggere da qualche parte. Purtroppo devo sottolineare che sono stralci di un articolato più ampio, e come sempre capita quando si stralcia, si corre il rischio di distorcere il pensiero e l’intero, o addirittura di cambiarlo radicalmente. Di certo quegli atti, in stralcio o interi, per quanto mi è dato sapere, non dovevano essere nella disponibilità della stampa, perché atti interni della Fondazione e, per la delicatezza della materia e dei contenuti da non divulgare. Non so se il/i responsabile/i della diffusione ha commesso un illecito, non è materia di mia competenza e non mi azzardo a giudicare. Quello che so bene, invece, è che di sicuro è stata fatta una cosa inopportuna che non giova a Ravello e alla immagine della Fondazione. Poiché mi stanno a cuore entrambi, e per quello che può valere, la mia condanna ed il mio disappunto è totale.”

Se abbiamo capito bene, lei ci sta dicendo che quelli pubblicati sono atti interni o parti di essi non diretti alla stampa, e che lei non ha frapposto alcun diniego?

“Si! Per semplificare la vita a tutti, le dico: al link http://fondazioneravello.com/incl/StatutoFondazioneRavello.pdf è leggibile lo statuto della Fondazione che disciplina chiaramente compiti, prerogative e obblighi per la corretta gestione e per la vita della Fondazione Ravello. Sicuramente ciascun lettore potrà trovare molte risposte alle domande che in tanti si pongono. Io sono dell’avviso che, il diritto dovere all’informazione e dell’informazione, è uno dei principi che regolano la comunicazione e il giornalismo, ma non può essere mai motivo per giustificare articoli che nuocciono alla collettività e all’interesse pubblico.”

Di certo la Fondazione Ravello, che riceve contributi fondamentali dalla Regione Campania, è un ente che dovrebbe rendere pubbliche a tutti le notizie in maniera uguale, nel rispetto di tutti, anche per poter così svolgere il proprio ruolo . Avere più voci su un argomento è indice di democrazia e il dibattito e il confronto , con la trasparenza e l’accesso agli atti per tutti, ne sono le basi .

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