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Fabian Ruiz domani a Napoli -ADL accelera la trattativa

Fabian Ruiz Regista o mezzala sapra’ garantire centimetri in piu’ in una mediana che deve unire qualita’ e fisicita’in chiave europea
3 Gol nel 2018-18 per Fabian Ruiz nelle 35 gare ufficiali giocate nel Betis

Sette anni fa, quando ha fatto ingresso nelle giovanili del Betis Siviglia, era piccolo, molto rapido e trovava il gol con disarmante facilità, tanto che tutti lo chiamavano “Messi”. Oggi, Fabian Ruiz sfiora il metro e novanta ed è reduce dalla stagione della definitiva consacrazione da jolly di centrocampo, che gioca in più o meno tutti i ruoli nella miriade di varianti del 4-3-3 proposte dal grande mentore Quique Setien, che ha tratto il meglio dal suo pupillo quando l’ha utilizzato da interno sinistro e da perno di centrocampo alla Busquets. Introverso e taciturno, legatissimo alla madre che ha fatto immensi sacrifici per aiutarlo a realizzare il grande sogno, si è giocato alla grande la sua grande possibilità alla 5ª di campionato, quando è partito da titolare al Santiago Bernabeu. Nessun timore reverenziale davanti a Casimiro, Modric e Kroos: vittoria a sorpresa. Da quel giorno non se ne perde più una, ad eccezione del match col Las Palmas per infortunio.

Ieri è salpato da Barcellona. Il club azzurro intanto accelera per l’accordo con il Betis

domani può essere in città è in crociera con la famiglia

Tutte le rotte delle crociere (o quasi) da Barcellona portano a Napoli, e Fabian Ruiz, che si è raccontato via social, mostrandosi felicemente in viaggio, dovrebbe (potrebbe) approdare al Beverello nella giornata di domani: un’occhiata, una passeggiata, un contatto e via, come capita quando si va per mare. Intanto lui se la sta spassando, in famiglia, prima di rimettersi in gioco agonisticamente: il suo futuro è scritto, dipenderà soltanto dagli esisti di una trattativa che deve decollare tra le società, ma il proprio destino il centrocampista lo ha già indirizzato venti giorni fa, quando il suo management ha incontrato Cristiano Giuntoli in un albergo di Roma, nei pressi della Stazione Termini, ed ha definito le prospettive sulla parola, che ha un senso o anche no.
Sono i contratti che hanno un valore indiscutibile (e a volte neanche quelli…).

LA CLAUSOLA. Il resto, vale a dire l’evoluzione di una vicenda che rientra perfettamente nelle storie di mercato, lo faranno le coincidenze e le congiunzioni astrali: il Napoli aspetta di cedere uno dei due oggetti del desiderio del proprio centrocampo (uno è Jorginho e l’altro è Hamsik) e poi di procedere.

Tratattiva. Fabian Ruiz viene considerato innanzitutto una mezzala, ma il prossimo passo di De Laurentiis sarà avvicinare i dirigenti del Betis: manca l’ok del calciatore («che stiamo aspettando a momenti» ha rivelato ADL sabato al Corriere dello Sport-Stadio) e quindi poi si potrà andare all’offensiva. Fabian Ruiz ha detto sì, restano dettagli e certe voci che arrivano dalla Spagna non sembrano preoccupare più di tanto il Napoli, convinto di essere già oltre ei dover semplicemente provare a tentare di mitigare le richieste (trenta milioni di euro) contenute nella clausola.
All’orizzonte c’è Fabian Ruiz, che sta (starebbe) entrando in porto….E’ una questione di rotte, si sa!

Perché poi non è mica soltanto una questione di centimetri… Comunque, provateci un po’ voi a sfidare un metro e novanta d’uomo, sono muscoli e pure elasticità e v’accorgerete che diventa tutta un’altra storia, persino un’altra esistenza. Ma d’altronde il calcio è pure questo, non solo e ci mancherebbe; e se a quella stazza finite per aggiungerci anche sensibilità tecnica, versatilità tattica, intraprendenza, coraggio e una buona dose di esuberanza giovanile, allora viene fuori Fabian Ruiz, con i suoi ventidue anni, quella massa che ondeggia in campo e va in cerca della gloria. E’ stato un percorso complicato, ma la cabeza gli ha dato una mano nei momenti peggiori, al resto ha provveduto Quique Setién, che gli ha rivoltato la natura e forse pure un po’ la vita.

LA PULCE. Il ragazzo sì che s’è sviluppato: e pensare che lo chiamavano “la pulce”, per motivi ovvi: perché faceva l’attaccante, perché era piccino, ma assai, tanto da ricordare “quello lì” già Grande, ma per altre e neanche occulte ragioni. Poi, la svolta, e in un anno Fabian Ruiz è uscito dall’ombra dell’etichetta ingombrante e s’è messo a far tutto da sé: centrocampista che, con quel fisico improvvisamente roccioso, facesse da schermo alla difesa. Un play maker moderno e vivace, però sistemato a rovistare palloni altrui, a rovinare le Idee del “nemico”, a fungere da frangiflutti, a sobbarcarsi tutto quel lavoro sporco che ti piove addosso.

LA SVOLTA. Fabian Ruiz non sa ancora cosa sia, né cosa possa diventare: lo intuisce quando torna dall’Elche, dove s’è andato a conquistare un po’ di luce, perché intanto al Betis s’è aperto un varco per lui e nella “partita”, al Sanchez Pizjuan, e sarebbe il derby con il Siviglia, c’è l’esplosione dei sensi, in appena ventitré secondi: palla a girare, dopo rapido uno-due al limite dell’area, con quel sinistro che accarezza la sfera, le dà l’effetto giusto a rientrare a fa scattare dalla poltrona Cristiano Giuntoli.

MEZZALA. E’ già diventato una mezzala, va in giro con la maglia numero sei però ormai è un “otto”, danza tra le linee, affonda, spacca la partita, se la prende, la orienta, sa di Hamsik – anche se meno pronunciato – e lascia che si accenda la lampadina del diesse del Napoli, che ne registra i movimenti e poi lascia partire le missioni speciali dei suoi 007. Perché Fabian Ruiz con quel piedino lì e quell’età da «mascotte» (più o meno) può rappresentare l’ennesimo ponte sul futuro, eventualmente entrare in competizione con la batteria dei baby centrocampisti a disposizione (Diawara, Zielinski e Rog, poco più di sessant’anni in tre), assorbire i segreti da Allan e aspettare che Hamsik apra alla successione.
E’ capitato assai prima del previsto e ora nel mosaico di centrocampo d’una squadra che ha bisogno di interdizione e di struttura (sulle seconde palle, sui rilanci difensivi) sul centro-sinistra (del 4-3-3) ci può star bene uno spagnolo che, andando a scavare nella sua memoria e, volendo, saprebbe anche essere corazziere del (4-2-3-1), uno da tenere lì, come sentinella: perché certo non sarà (solo) una questione di centimetri, ma un metro e novanta (scarsi) sono proprio tanti. La pulce non c’è più.
fonte:corrieredellosport

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