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La terza via di Mattarella: “Governo neutrale fino a dicembre. Se non nasce maggioranza, nuovo voto”

Il Colle propone la propria “terza via” dopo il recente round di consultazioni. Sergio Mattarella propone un governo al di sopra delle parti, un governo neutrale e di servizio, ma che dovrà comunque ricevere la fiducia di una maggioranza in Parlamento: in questo frangente, il Capo dello Stato chiede responsabilità ai partiti politici, ma la soluzione di un esecutivo fino al 31 dicembre non ha avuto l’eco sperato. Lega, Movimento Cinque Stelle Fratelli d’Italia, bocciano la proposta del Presidente, partorita dopo il terzo giro di consultazioni, mentre il Partito Democratico si dichiara disponibile ad offrire sostegno e Forza Italia prende tempo. Questo rischia di essere nuovamente un governo che non rispecchia la volontà popolare e per la prima volta nella storia repubblicana, la legislatura terminerebbe senza nemmeno aver iniziato.

La mancanza di convergenza su un governo politico, apre al ritorno al voto l’8 luglio, secondo il Movimento Cinque Stelle guidato da Luigi Di Maio  ed il segretario della Lega Matteo Salvini. Il leader del Carroccio, Giancarlo Giorgetti e Luigi Di Maio, in queste ore si sono confrontati in un vertice a tre alla Camera.

“Come promesso lavorerò per dare un governo al paese e fino all’ultimo cercherò di far cadere i veti dall’una e dall’altra parte. Se questo non dovesse avvenire la data più vicina per votare è domenica 8 luglio. Sulla data è d’accordo anche Di Maio” – ha sottolineato il segretario leghista –  “Io aspetto sempre che ci sia qualche novità per poter dare vita all’incarico che ho chiesto al Presidente Mattarella, perché ho chiesto i voti per governare e non per votare e rivotare. Se ci fossero ancora i veti incrociati che a oggi ancora ci sono, la cosa più seria da fare, invece di inventarsi governi alla Monti o alla Fornero, è andare dagli italiani il prima possibile. Non è quello per cui stiamo lavorando”. Il gioco di veti tra Movimento 5 Stelle e Forza Italia da Berlusconi, può essere forzato solo con un ritorno al voto, che Salvini prevede per l’8 luglio.

“Alle elezioni sono sicuro che ancora una volta gli italiani ci sorprenderanno, ma tutti i partiti si dovranno assumere la responsabilità di aver pensato ai loro interessi. Noi da oggi ci mettiamo in campagna elettorale e andiamo a raccontare questi due mesi di bugie”, ha detto il candidato premier per il M5S Luigi Di Maio, che spera in un’ascesa dei pentastellati attraverso le urne, con un sacrificio richiesto ai cittadini, rincalzando poi sulle posizioni del centro destra. “Oggi ancora una volta il centrodestra di Salvini e Berlusconi si è ripresentato a chiedere un mandato per cercare i voti in Parlamento. Cioè Salvini ha scelto ancora una volta Berlusconi, ma soprattutto di formare un governo dei voltagabbana, dei traditori del mandato politico, è questo quello a cui stiamo assistendo, ancora una volta una scelta figlia di coalizioni finte e nessuna premura per la stabilità del Paese”

“Per noi si può andare a votare subito, la prima data utile può essere l’8 luglio. Sono sicuro che questa volta gli italiani daranno un segnale fortissimo per farci governare da soli. Ora ci danno al 35%, il 40% è a portata di mano, andiamo a governare da soli”, ha rivelato Di Maio in un video diffuso su Facebook. “Questi signori hanno dimostrato solo una cosa, di non volere il M5S al governo e di pensare solo ai propri interessi. E le forze politiche pagheranno questo cinismo in termini elettorali. In queste nuove elezioni tutti i partiti si dovranno assumere la responsabilità di aver pensato ai loro interessi piuttosto che al Paese”.

Non ci sono invece alternative da parte del presidente azzurro Silvio Berlusconi: “Le strade sono due: un governo a guida centrodestra che in Parlamento trovi i numeri mancanti oppure l’altra soluzione è il ritorno alle urne”. Silvio Berlusconi fa intendere anche ai propri alleate che non c’è altra via di uscita che il voto, stando all’attuale situazione di stallo, inoltre Forza Italia continua a non essere disposta ad altre soluzioni di Governo. Dopo il terzo valzer di consultazioni, il pallino del gioco spetta al Presidente della Repubblica, che darà via libera alla propria decisione a partire da questa sera.

Matteo Salvini si è proposto al Capo dello Stato con la propria coalizione, facendo presente a Mattarella la disponibilità a costruire una maggioranza a partire proprio dall’unione con le compagini di centro destra, sui temi di lavoro, tasse, pensioni e immigrazione. Il Movimento 5 Stelle, a detta di Di Maio, non è disposto a votare eventuali governi tecnici: senza governo politico, sul contratto alla tedesca, non c’è alternativa che andare al voto secondo i pentastellati. La porta resta aperta alla Lega, salvo la sottoscrizione sui temi di reddito di cittadinanza, legge anticorruzione e abolizione della Legge Fornero. Dura la posizione di Pietro Grasso di Liberi e Uguali: il gruppo dell’ex magistrato afferma che i propri voti non sono scontati per un governo di centro destra, mostrando inoltre indignazione per l’indicazione di date per il voto, senza la decisione del Presidente della Repubblica.

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