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Vico Equense. Inaugurata la mostra “Memorie di una Cattedrale, memorie di una Città” preludio del futuro museo diocesano foto

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Vico Equense. Ieri sera, alla presenza del Direttore Ufficio Beni Culturali ed Ecclesiastici della diocesi don Pasquale Vanacore, parroco di Ticciano, del vicario generale della diocesi don Mario Cafiero (a nome dell’arcivescovo impegnato in attività pastorali già previste in agenda), del parroco don Ciro Esposito, del sindaco e della Preside dell’Istituto “Vitruvio” di Castellammare di Stabia, la vicana prof.ssa Angela Cioffi, è stata inaugurata la mostra “Memorie di una Cattedrale, memorie di una Città”, allestita nella Chiesa della Santissima Annunziata, ex Cattedrale di Vico Equense.

Voluta dall’arcidiocesi di Sorrento- Castellammare di Stabia e portata avanti da don Ciro Esposito, parroco della chiesa dei Santi Ciro e Giovanni (cui fa parte la chiesa già ex parrocchia), l’esposizione accoglie abiti pontificali appartenenti ai vescovi, vestiti canonicali, oggetti liturgici per la celebrazione, libri, pastorale e mitrie di Monsignor Natale e alcune donazioni di privati, oltre ai vari arredi che facevano parte dell’allestimento della Cattedrale come coro ligneo, trono vescovile è molto altro. Tra i dipinti anche quattro quadri a soggetto sacro del maestro Antonio Asturi donati dai suoi parenti e il “San Gennaro repubblicano” di e donato dall’artista Armando De Stefano.

I contenuti dell’esposizione, che rimarrà aperta per tutta l’estate, sono stati illustrati dagli alunni dell’istituto «Vitruvio» di Castellammare, diretto dalla preside Angela Cioffi. Entro fine anno la mostra diventerà permanente, divenendo il secondo museo della diocesi, dopo quello di Castellammare di Stabia, il Museo Diocesano Sorrentino Stabiese (MUDISS).

Il tempio della SS. Annunziata, antica Cattedrale di Vico Equense, rappresenta l’unico, suggestivo esempio di architettura gotica nella Penisola Sorrentina. Situato nel centro storico, si erge su una rupe a picco sul mare: la facciata ed il sagrato rappresentano il fulcro centrale del panorama immortalato, nei secoli, dai più noti pittori. Il tempio presenta tracce stratififate della sua vita secolare, con elementi architettonici dal 1300 ad oggi. La chiesa fu edificata tra il 1320 e il 1330 dal vescovo Giovanni Cimino che trasferì Ia sede vescovile dalla marina di Equa a Vico. Il campanile a pianta quadrata, dal coronamento merlato, fu fatto costruire da mons. Paolo Regio (1535-1607) il quale destinò una cappella (attuale cappella di S. Anna) a sua sepoltura.

Dopo il terremoto che aveva sconvolto Vico nel 1688, la cattedrale era in pessime condizioni così che il vescovo Francesco Verde dovette ripararla fin dalle fondamenta. La Cattedrale ha un impianto basilicale con tre navate e divise in origine da colonne in tufo, inglobate successivamente in pilastri. L’ultimo restauro ha cercato di recuperare l’impianto gotico originario dell’abside pentagonale profilata da esili costoloni, un tempo completamente affrescata come lo erano le pareti della chiesa. Di tali pitture restano due frammenti provenienti dall’abside, distaccati, raffiguranti la Crocifissione e Santi (scuola tardo-giottesca del sec. XIV).

L’abside pentagonale, che rievoca le coeve chiese angioine del Trecento è dominato dal dipinto raffigurante l’Annunciazione, opera giovanile di Giuseppe Bonito, autore anche di tre delle quattro tele affiguranti gli Evangelisti. Addossato al pilastro sinistro dell’abside si ammira un trecentesco Crocifisso. Nella navata destra si ammira il monumento sepolcrale del vescovo Giovanni Cimino (1316-1343): la tomba con la soprastante statua giacente poggia su quattro colonnine al di sotto delle quali si trova un bassorilievo raffigurante un cavallo alato. La lastra raffigura in tre medaglioni circolari la Madonna col Bambino in braccio, San Paolo e San Giovanni Evangelista. In fondo alla navata sinistra si trova la cappella di Sant’Anna nella quale troneggia la statua della Santa di Giacomo Colombo e il cinquecentesco monumento sepolcrale del vescovo Paolo Regio. La sacrestia presenta un impianto trecentesco. Sulle pareti il pittore Francesco Palumbo dipinse nel 1786 la serie di 33 vescovi equensi raffigurati in medaglioni in stucco. Al posto di mons. Michele Natale, vittima della repressione seguita alla rivoluzione napoletana del 1799, è dipinto un Angelo che impone il silenzio.

Nel vano sottostante la navata principale è stata allestita una Mostra di arredi dell’antica cattedrale, recuperati dopo la ventennale chiusura della chiesa e dopo numerosi furti ed in parte sottoposti, assieme agli arredi lignei della sacrestia, ad un intervento conservativo e di recupero ad inizi del 2018. L’intervento ha avuto per oggetto un approfondimento storico-artistico da parte della sezione turistica dell’lstituto Statale “Vitruvio” di Castellammare di Stabia, coordinato dal prof. Ciro Coppola.

L’ambiente, non esistente nell’antico impianto medioevale è stato ricavato durante i lavori di restauro della chiesa che nei primi anni Settanta dello scorso secolo furono attuati per sopperire a dissesti statici. Per assicurare la stabilità dei pilastri fu necessario scendere in profondità scavando sotto la navata principale, creando una cripta pensata come ambiente da allestire a mostra permanente, in attesa della sua definitiva destinazione a Museo Diocesano Sorrentino-Stabiese (MUDISS).

La raccolta riguarda essenzialmente la storia della Cattedrale della Diocesi equense e dei suoi vescovi, spaziando dai resti degli affreschi trecenteschi che decoravano l’abside all’opera più recente. il quadro raffigurante San Gennaro repubblicano, donato dal maestro Armando De Stefano per commemorare il secondo centenario della Repubblica Napoletana che vide implicato il vescovo Michele Natale; di mons. Natale impiccato il 20 agosto del 1799 in Piazza Mercato a Napoli, sono esposte le due mitrie in seta a lama di argento con la custodia in pelle recante inciso il suo stemma. Sono presenti anche quattro quadri a soggetto sacro donati dai figli del celebre pittore vicano Antonio Asturi.

Lungo le pareti del museo sono affisse lapidi sepolcrali e stemmi dei vescovi e delle famiglie più cospicue di Vico Equense; nelle vetrine sono esposti arredi sacri in legno dorato ed argentato, argento, metallo e paramenti realizzati con preziosi tessuti serici. Notevole l’ostensorio argenteo di bottega napoletana recante sul fusto gli stemmi delle famigiie Ravaschieri e Filangieri, donato dal feudatario di Vico Filippo Ravaschieri, principe di Satriano e dalla moglie Teresa Filangieri, sorella del più famoso Gaetano. Nella bacheca centrale sono esposti paramenti sacri appartenuti a Mons. Sozi Carafa, costruttore dell’omonimo palazzo, ed ai canonici don Mario Buonocore, ultimo vicario capitolare ed a Mons. Giuseppe De Simone, don Pinuzzo, giornalista, poeta e scrittore.

Alle estremità della sala sono incastonati i resti del coro Iigeo dei canonici, inizio Seicento, che un tempo era situato nel presbiterio della Chiesa.

ORARIO DI APERTURA
Lunedì: 9.00-13.00 16.00-21.00
Mercoledì: 9.00-13.00 16.00-20.00
Sabato: 9.00-13.00 16.00-20.00
Domenica: 9.00-13.00

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