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Un parco e la sua comunita’

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C’è un bando che fa crescere la consapevolezza. Sono 5 milioni di euro destinati a 6 regioni del Mezzogiorno, che presentino progetti rivolti a prevenire e a ridurre i rischi ambientali, e che coinvolgano associazioni e istituzioni del territorio
La Stampa-Andrea Ferraretto

Nel Mezzogiorno si sta sperimentando un modo nuovo di creare sviluppo, partendo dalle comunità locali che vivono nelle aree protette: è la Fondazione CON IL SUD a promuovere progetti che hanno come obiettivo quello di rafforzare la partecipazione e il ruolo attivo del terzo settore.

Un bando che intende far emergere la capacità di agire per tutelare le aree naturali protette del Mezzogiorno con interventi di prevenzione e riduzione dei rischi ambientali : tutto attraverso la creazione di partnership tra associazioni del Terzo settore e istituzioni, università, mondo economico e della ricerca, con il coinvolgimento necessario degli organi di gestione delle aree protette.

Il catalogo dei progetti avviati con le edizioni precedenti vede attività che vanno dal monitoraggio ambientale con droni e rilevatori di calore, al coinvolgimento di detenuti in attività di sorveglianza per proseguire con iniziative di educazione e sensibilizzazione rivolte a scuole, cittadini e operatori della pesca e del turismo. Azioni specifiche, tra cui il contrasto di attività illecite come la pesca di frodo e la tutela della biodiversità, dal lupo, al cervo, alla tartaruga caretta fino al contrasto di alcune specie “aliene”, come il gambero della Louisiana, anche con l’obiettivo di promuovere attività di imprenditoria sociale. Un’antica masseria, quella della foto, che, restaurata, diventa il punto di riferimento per il parco Terra delle Gravine: si parte da qui, da progetti fondamentali per creare occasioni di futuro per la comunità locale, curando il bene comune.

Il Bando della Fondazione scade l’8 giugno 2018 e mette complessivamente a disposizione 5 milioni di euro ed è rivolto a sei regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Un’occasione importante per dare concretezza all’impegno di associazioni del Terzo settore che operano in questi territori e favorire progetti innovativi volti alla prevenzione e alla riduzione dei rischi ambientali.

Comunità e territorio, concetti che ricorrono spesso nei documenti e nelle strategie ma che, in molti casi, si fermano di fronte all’impossibilità di attivare i percorsi che servono per passare dalle idee alla pratica. Nelle parole di Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD, si coglie l’attenzione per questo tema: “Il rischio ambientale, al di là dei clamori delle cronache, non è percepito purtroppo come una priorità. Crediamo invece non solo che bisogna intervenire in modo strutturato, ma che questo ambito possa rappresentare un’occasione anche per rafforzare il senso civico e di comunità, promuovendo la cultura della rete e della partecipazione attiva di cittadini, organizzazioni e istituzioni locali”.

Territori che è necessario tutelare, promuovendo anche la partecipazione di chi vi vive, creando opportunità affinché la presenza di aree naturali protette possa essere l’occasione per costruire coesione sociale, partendo dalle identità locali. Un ruolo attivo, da parte di cittadini e associazioni che favorisca la diffusione di un senso sociale di coinvolgimento e di cura dell’ambiente che non è delegato ad altri ma assunto in prima persona. Capitale naturale e capitale sociale divengono la leva sulla quale agire per creare modelli nuovi di tutela del bene comune, promuovendo la fruizione delle aree protette attraverso il coinvolgimento attivo. Innestando competenze e trasferendo buone pratiche, favorendo la formazione di reti e la ricerca di nuove forme di comunicazione.

La base di partenza è rappresentata da oltre 200 aree naturali protette che sono presenti nelle regioni individuate dal bando : parchi nazionali e regionali, aree marine protette e riserve naturali, un patrimonio diffuso dove ambiente e cultura sono risorse che non possono essere dimenticate ma che devono costituire, viceversa, le opportunità per avviare processi di sviluppo, coerenti con gli obiettivi di conservazione e di sostenibilità ambientale.

Il turismo lento, la mobilità dolce , la molteplicità di iniziative che si muovono attraverso la promozione di cammini e percorsi di cicloturismo, possono essere un ulteriore stimolo per “leggere” questi territori attraverso la chiave della fruizione sostenibile e l’individuazione di sistemi locali in grado di attivare modalità innovative di accoglienza e di scoperta.

Il bando della Fondazione è una sfida importante, da cogliere per creare un legame più stretto tra comunità locali e aree protette, seguendo la traccia indicata dall’Agenda 2030, investendo nella passione e nella voglia di costruire un futuro per questi territori.

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