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Stupro a Meta assicurazione contro lo stupro di turista inglese come per le ragazze violentate dai carabinieri è normale. Ecco perchè

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Meta, Sorrento. “Aveva l’assicurazione contro lo stupro”, abbiamo sentito questa  affermazione che gira, tipo “lo ha fatto apposta” “se la è cercata” e cose del genere.  Intanto proprio questa cultura va sradicata, quella da parte degli uomini che la turista viene qui “perchè lo vuole” oppure “quella voglio farmela” , cioè l’oggettivazione del sesso come estraneiamento dell’umanità. Quella persona non è più un essere umano, ma qualcosa da “farsi” da “possedere” e basta. I pianti e le suppliche non colpiscono chi vive la sessualità come bestialità, come non colpiscono il macellaio quando uccide un maiale nonostante lo strazio che porterebbe a chiunque. Ci si spersonalizza e questo deve essere un monito per le donne. A questo punto davvero non ci si può fidare più di nessuno. Dovremmo cominciare nelle famiglie, nella società, fra gli amici a cambiare, ma sarà difficile.

Ma torniamo all’analisi della notizia che viene riportata senza approfondimenti, come una accusa, del fatto che la donna si sia fatta una assicurazione. E’ una cosa normale, A parte che siamo in presenza non di uno stupro ma di una consegna ad un branco e che, stando ai comunicati della polizia e alle analisi chimiche, ai video e alle chat, come riportano le autorità, non si tratta per nulla di qualcosa di cercato, voluto, consenziente. Ricordando che la turista partiva subito e che l’ Italia non ha una grande considerazione per la sua giustizia all’estero e che siamo di fronte a dieci contro una come testimonianze, lasciando sempre il legittimo dubbio per il principio di innocenza, cerchiamo di capire perchè una turista si fa una assicurazione anti stupro, e perchè la fa. Ma andiamo per ordine, quello che da noi sembra strano in Inghilterra e negli Stati Uniti d’ America è una prassi. Ma non è una assicurazione “contro lo stupro”, ma contro tutte le possibili violenze e danni subiti, anche medica. Perchè a differenza nostra da loro tutte le cure sono a pagamento. Lo stesso dubbio fu sollevato con le studentesse americane.

Quando è stata diffusa la notizia che le due ragazze americane che raccontano di essere state stuprate dai carabinieri avevano un’assicurazione contro lo stupro, molti in Italia si sono stupiti. E hanno anche ipotizzato che le studentesse potessero avere interessi economici nella vicenda. In realtà l’assicurazione anti-violenza, che non è stata confermata dall’avvocato delle due studentesse, è un prodotto di nicchia in Italia, ma molto diffuso negli Stati Uniti, dove le spese mediche possono arrivare a cifre stratosferiche e dove, se non hai un’assicurazione privata, rischi di rimanere senza cure. L’Obamacare aveva limitato quest’aspetto, ma l’amministrazione Trump ha cancellato la riforma sanitaria del precedente presidente Usa riportando l’assistenza medica ad essere un lusso per i cittadini americani. Un trattamento completo medico dopo una violenza costa «più di una buona macchina usata», postava provocatoriamente una donna americana qualche anno fa, notando che fortunatamente i costi le erano stati coperti dall’assicurazione privata ma che, se lo stupro fosse capitato due anni prima, quando non lavorava e non poteva permettersi un’assicurazione, sarebbe stata disperata. Un post che aveva attirato molti commenti simili, con donne che raccontavano di aver dovuto pagare fino a 6 mila dollari per sostenere le spese dopo la violenza.

Dunque quello che sembra strano è la normalità Senza assicurazione non vieni neanche curato, ma parliamo di cure, mica di risarcimenti miliardari. Una vicenda del genere , se confermata con sentenza, comporterà dei risarcimenti stellari da parte dei protagonisti , che nella peggiore delle ipotesi come carcere avranno una decina di anni e non più, ma con i soldi che dovranno non potranno avere nulla per tutta la vita. Un aspetto quello economico non di poco conto , volendo ancora più grave del carcere.

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