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Sorrento, mentre il Comune si appresta a far rilevare la qualità dell’aria ventilata di Via degli Aranci, a Marano “si muore” di smog.

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Imbarazzante, a dir poco, è risultata la scelta del Comune del  permettere l’installazione di una centralina Arpac in una zona non del tutto inquinata, mentre innumerevoli sono le proteste degli abitanti e commercianti presso l’incrocio più trafficato ed invivibile della penisola sorrentina. Una situazione che oltre ad una evidente presa in giro rappresenta la concreta dimostrazione di quanto per i nostri amministratori, che ancora tengono celati i dati del 1996, la salute della cittadinanza non sia affatto una priorità. In arrivo dispositivi all’avanguardia proposti dal M5S.

Sorrento – Sta sollevando una serie di polemiche la decisione da parte del Comune di acconsentire all’Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania) di installare una centralina per il controllo della qualità dell’aria, in prossimità dell’edificio Arips, in via Degli Aranci. Una zona niente affatto critica dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico poiché posta nelle vicinanze di un vallone e quindi molto ventilata .In molti a questo punto, visto l’anomalia della proposta, suggeriscono di installare tale dispositivo alla Pineta Le Tore!

Come è noto il controllo dei parametri relativi alla qualità dell’aria rappresenta una delle principali attività dell’Agenzia regionale. La rete di monitoraggio, ancora in fase di adeguamento, prevede un incremento delle centraline di rilevamento che dovrebbero essere situate con maggiore densità nelle aree sensibili. I dati vengono diffusi quotidianamente attraverso un bollettino, sul sito dell’Agenzia, riportante i valori di concentrazione massimi orari e giornalieri per inquinanti come il biossido di azoto, monossido di carbonio, ozono, benzene, biossido di zolfo ed infine particolato PM 10 ed il PM 2.5. Una classificazione numerica data alle polveri sottili (l’insieme delle sostanze sospese nell’aria come fibre, metalli, inquinanti liquidi e solidi, particelle carboniose, silice). Mentre il PM 10 formato da particelle inferiori a 10 µm (cioè inferiori a un centesimo di millimetro) rappresenta una polvere inalabile, in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso e laringe) raggiunge la trachea ed i bronchi, il PM 2.5 è in grado di penetrare negli alveoli polmonari e successiva diffusione nel sangue. L’ incremento sostenuto di PM 2.5 è dovuto alla maggiore circolazione di autoveicoli definiti Euro 4 utilizzanti un particolare filtro antiparticolato. Il quale invece di bloccare le particelle nocive emette proprio particolato PM 2.5 il quale è stato accertato che sia ritenuto di provocare il cancro. (Si calcola che per una presenza di PM 2,5 superiore di 10 punti rispetto al massimo consentito vi sia un incremento della possibilità di contrarre il cancro pari al 7%.  Gli studi effettuati variano di molto riguardo alle previsioni di un possibile cancro ed emerge  che la possibilità di contrarre il cancro arrivi oltre il 18% con valori che oltrepassano la soglia massima di appena 5 µg/m3. Fonte wikipedia).

Ora se proprio l’Arpac secondo le specifiche contenute nel progetto approvato dalla Regione Campania con DGRC n.683 del 23/12/2014la nuova configurazione oltre ad un incremento quantitativo prevede che le centraline di rilevamento siano situate con capillarità e maggiore intensità nelle aree sensibili, la scelta di via Degli Aranci secondo la maggior parte dei cittadini è del tutto fuori luogo. Quando è evidente che vi sono alcune zone della città come l’incrocio di Marano che a causa di un traffico intenso e sempre più spesso indiscriminato è diventata, da tempo, una zona invivibile. Innumerevoli sono state in questi anni le proteste di cittadini e commercianti affinché l’amministrazione si concentrasse a trovare una soluzione ad una criticità che sta mettendo in serio pericolo la loro salute. Da tempo gli abitanti del rione Marano stanno spingendo affinché l’Amministrazione comunale si adoperi ad impiantare una centralina che rilevasse la qualità dell’aria della zona. Ma purtroppo fino ad oggi tali richieste sono risultate vane ed il consenso di far impiantare all’Arpac la centralina in via Degli Aranci risulta sorprendente e del tutto fuori luogo. A questo punto, risulterebbe evidente che oltre a controllare le concentrazioni di particolato bisognerebbe ingegnarsi a studiare la materia cerebrale dei nostri amministratori. Di fronte ad una tale emergenza, che senz’altro è raddoppiata dopo la chiusura del Corso Italia, in direzione Ospedale, oltre a non fornire una soluzione pratica ,non si riesce a capire come l’amministrazione continui ad essere del tutto assente. Quando è evidente che vi sia un forte pericolo di salute a causa dell’aria diventata ormai irrespirabile. Molto probabilmente gli interessi coinvolti, nel caso la qualità dell’aria, dopo l’installazione di una centralina, dovesse risultare (come di sicuro risulterà) compromessa, contano molto di più dei danni alla salute, a rischio irreversibile, di qualche migliaio di cittadini e commercianti.

Molti cittadini ricorderanno che circa venti anni fa (1996) proprio all’incrocio di Marano fu installata, per un periodo di tempo, una centralina mobile per il rilevamento della qualità dell’aria. I dati rilevati stranamente non sono mai stati pubblicati e tenuti pertanto ancora adesso all’oscuro della popolazione. E’ evidente che i valori rilevati già da allora dovevano essere di una criticità tale da comportare drastiche decisioni sulla viabilità all’incrocio di Marano. Non solo nel 2010 ad opera del consigliere Comunale, il compianto e mai dimenticato, Alessandro Schisano, con il sostegno di associazioni e movimenti civici, fu elaborata l’ennesima proposta di monitoraggio della qualità dell’aria a Marano. Confrontando successivamente i dati rilevati circa l’inquinamento da polveri sottili, con quelli tenuti in serbo dal Comune dal 1996. Purtroppo tale confronto non si è potuto mai fare, nonostante una ulteriore sollecitazione di Schisano nel 2014, al Sindaco Cuomo circa i programmi futuri dell’amministrazione sulla questione monitoraggio della qualità dell’aria. Nonostante che il Primo cittadino si impegnò a pubblicare i dati relativi ai rilevamenti del 1996 ed affidare ad un prestigiosa Università uno studio, il cui obbiettivo sarebbe poi stato una serie di rilievi, nei punti critici della città, della qualità dell’aria ed il monitoraggio delle polveri sottili. Tale fu l’annuncio e da allora nonostante non vi sia stata alcuna iniziativa in merito, i dati del 1996 continuano a rimanere qualcosa di segreto. A cui la cittadinanza non è permesso accedere. Sulla vicenda, già all’epoca, intervenne il Movimento 5 Stelle, che di fronte all’arroganza dell’amministrazione comunale, ed i numerosi decessi di tumore rilevati dall’Asl NA 3 Sud, fece richiesta di pubblicare i dati del 1996, e si impegnò a sollecitare le varie amministrazioni peninsulari ad installare le centraline di rilevamento, in particolar modo all’incrocio di Marano. Di fronte all’indifferenza dell’ Amministrazione comunale il M5S si è adoperato in modo autonomo, affinché il tasso di inquinamento atmosferico sia sempre sotto controllo in tutto il territorio. Finanziando dei nuovi dispositivi elettronici denominati “Smart Nose Dust”. Dispositivi elettronici con sensori laser atti alla misurazione dei famigerati particolati PM10, PM 2.5, Monossido di Carbonio, VOC e temperatura dell’aria cittadina, da installare in postazioni fisse nei tratti più trafficati dei comuni. Chiaramente la priorità spetterà all’incrocio di Marano. – 08 maggio 2018 – salvatorecaccaviello.

Foto Giuseppe Caputo

 

 

 

 

 

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