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Politano e Berardi affondano l’Inter -Grande Consigli

Vorremmo definire la clamorosa sconfitta contro il Sassuolo un altro 5 maggio per l’Inter. E’ vero, le situazioni sono completamente diverse, ma in realtà il lato emotivo della vicenda è molto simile al precedente. Nel 2002 la squadra nerazzurra perse lo scudetto in un’amichevole contro la Lazio nell’ultima giornata; ieri sera, invece, ha fallito la possibilità di avvicinare un obiettivo da una quarantina di milioni, come minimo: la qualificazione in Champions. Doveva battere il Sassuolo, già salvo, e mettere i biancocelesti nella posizione di vincere a tutti i costi senza Immobile, Parolo e Luis Alberto a Crotone, dove di recente non era passata nemmeno la Juve: poi l’Inter si sarebbe giocata tutto nel confronto diretto del 20 maggio, dove in certe condizioni le sarebbe stato sufficiente anche un punto per agganciare il quarto posto.

A causa di un autentico suicidio sportivo, invece, Spalletti dovrà aspettare il risultato dello Scida per capire il proprio destino: con una vittoria la Lazio tornerebbe matematicamente in Champions e l’Inter avrebbe fallito l’unico obiettivo della stagione, rimettendo in discussione il progetto creato intorno al tecnico di Certaldo. Che ieri sera, per un curioso gioco del destino, ha riportato… la Roma in Champions come la stagione scorsa, quando la allenava. Il ko nerazzurro, infatti, ha timbrato il passaporto dei giallorossi che stasera affronteranno la Juve senza alcuna pressione emotiva. Anzi, sarà proprio Allegri a cercare all’Olimpico il punto scudetto, ben sapendo che avrà ancora l’ultima in casa contro il Verona per certificare il suo quarto trionfo consecutivo, settimo della società bianconera.
Onore al Sassuolo, su cui molti avevano alimentato dubbi immeritati: ieri sera ha giocato la miglior partita della stagione e non ha mollato un solo istante, difendendo il successo fino al minuto numero novantasei. Una lezione di sportività a tutti i dietrologi.

Clamoroso a San Siro: il già salvo Sassuolo ha battuto l’Inter che oggi, in caso di vittoria della Lazio a Crotone, avrà la certezza di non giocare neppure il prossimo anno in Champions League. Per i nerazzurri si è trattato di un “suicidio sportivo” difficile da pronosticare alla vigilia, quando su social una delle parole più gettonate era goleada. E invece gli uomini di Iachini hanno fatto una vera e propria impresa giocando una grande partita e rovinando la festa a un San Siro pieno e carico di entusiasmo. Al di là dei meriti dei neroverdi che hanno steso gli avversari con un gol per tempo (punizione “astuta” sotto la barriera di Politano e raddoppio di Berardi, tifoso interista) e hanno messo in mostra una difesa strepitosa nella quale sono svettati Consigli con le sue parate e un Acerbi in versione Nazionale, le colpe maggiori sono state sicuramente dell’Inter che ancora una volta è franata a un passo dal traguardo o se preferite nel momento di fare il salto di qualità. Come se in questa squadra ci fosse un limite caratteriale. L’immagine emblematica di una formazione incompiuta, che forse ha pensato che tutto sarebbe stato facile (perché la passerella in campo con i figli a inizio incontro: era per caso un’amichevole?), sono i clamorosi errori sottoporta di Icardi che, come era già successo nel derby di ritorno, ha tradito la squadra, condannandola probabilmente alla settima stagione senza Champions League. Dipenderà dal risultato di oggi della Lazio ed eventualmente dalla “finale” di domenica prossima all’Olimpico contro i biancocelesti, ma di certo dopo ieri sera c’è che i nerazzurri nella semifinale (Spalletti dixit) con il Sassuolo hanno avuto il braccino del tennista. E non è detto abbiano una possibilità per rimediare.

CHE BEFFA. Nella gara che doveva permettere a Icardi e compagni di sfondare il muro dei 70 punti, impresa che non riesce dal 2010-11, e di salire al quarto posto per mettere pressione sulla Lazio, l’Inter ha fatto riemergere limiti antichi che forse fanno parte del suo dna. E’ tornata a essere “pazza” come dice il suo inno e ha fatto harakiri. Gli uomini di Spalletti avevano iniziato il match decisi a schiacciare il Sassuolo nella sua metà campo e i neroverdi hanno accettato questo piano tattico perché così potevano avere più spazio alle spalle della difesa avversaria per le loro ripartenze. Iachini è stato bravissimo perché non si è solo difeso e ha vinto il duello con il collega. I padroni di casa hanno tenuto il pallone (68,5% al 45′, addirittura il 79% nella ripresa) e hanno attaccato spesso per vie centrali. Non sono riusciti quasi mai a sfondare e quando hanno trovato un varco, sulla loro strada hanno trovato un super Consigli, autore delle parate che hanno permesso ai suoi di rientrare negli spogliatoi in vantaggio. E’ stato lui a fermare con interventi importanti Brozovic, Rafinha, Candreva e soprattutto Icardi che al 44′ si è fatto murare dal portiere la più facile delle occasioni.

SUPER BERARDI. A inizio ripresa Spalletti ha provato a cambiare lo spartito passando al 3-4-2-1 per spingere sulle fasce con Cancelo e Perisic e aprire varchi tra le linee con Candreva e Rafinha, ma è stato subito il Sassuolo a sfiorare il 2-0 con Berardi e con Duncan. A quel punto il tecnico toscano si è giocato la carta Karamoh (fuori Candreva), ma super Consigli ha detto ancora di no a Rafinha e a Icardi. L’Inter è diventata ancora più offensiva con Eder in campo e ha incassato il 2-0 di Berardi, autore di una prodezza con il suo… piede sbagliato, il destro. Su San Siro è sceso il gelo. E’ entrato anche Borja Valero al posto di un difensore (Ranocchia) e i nerazzurri hanno giocato sempre nella metà campo avversaria, ma hanno trovato solo il 2-1 con Rafinha perché Icardi si è mangiato un altro paio di reti e perché Acerbi è stato eroico. Alla fine ha vinto il Sassuolo, per la sesta volta nelle ultime 7 gare contro l’Inter. Per il patron Squinzi, milanista doc, una gioia doppia.

ICARDI, NO RIGORE C’è LA PUNIZIONE CHE PORTA ALLO 0-1

LA MOVIOLA di Edmondo Pinna

edmondo_pinna

Diversi episodi per Abisso, cerca sempre di districarsi, lo fa quasi sempre bene, anche se lascia qualcosa per strada (per tutti: un fallo di Icardi su Consigli che stava respingendo di pugno non rilevato). Piccole sbavature in una partita nervosa e aspra, complice anche il risultato.

no rigore

Icardi finisce giù in area, protesta e chiede il rigore: in realtà, è lui che colpisce sulla gamba Dell’Orco, che lo aveva anticipato, senza commettere fallo.

OFF SIDE

Giusto annullare il gol di Icardi: al momento del passaggio di Brozovic, è oltre Acerbi, l’assistente n. 1 Del Giovane segnala dopo la rete, il VAR Di Bello conferma. A proposito di off side: sul gol di Rafinha, al momento del tiro, c’è Icardi in fuorigioco, non punibile però visto che è distante dalla visuale di Consigli e non interferisce con gioco o avversari.

OK LA PUNIZIONE

C’è la punizione che porta allo 0-1: Brozovic (che poi sarà ammonito per proteste, troppo scomposte) cerca il pallone, non lo trova, lascia lì il piede e trova il contatto con Adjapong, che lo aveva saltato e poteva tirare.

fonte:corrieredellosport

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