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Piano di Sorrento Scuola Carlo Amalfi fra abbandono, degrado e droga. Ecco cosa vuol fare il sindaco Iaccarino. Un passo avanti, ma noi insistiamo con Elefante foto

Piano di Sorrento . Positanonews è da dieci anni che porta avanti la battaglia per la Scuola Carlo Amalfi chiusa a suon di articoli, inchieste e approfondimenti fatti da nessuno. Addirittura abbiamo anche organizzato , a nostre spese, un pubblico dibattito dopo il progetto fatto dall’amministrazione di Giovanni Ruggiero che ne prevedeva l’abbattimento. Facemmo intervenire tutti non ci importava far prevalere una tesi, anche se la nostra era contro un inutile abbattimento di tutta la struttura e contro quel devastante progetto che avrebbe creato un mostro oltre ad una cattedrale nel deserto. Su questo vi fu un contrasto fra Graziano Maresca e Antonio Elefante, il primo per l’abbattimento, sebbene nessuna relazione ne prevedesse l’obbligo, il secondo per una ristrutturazione che non comportava grossi costi. Propendevamo per il secondo, primo perchè secondo noi il progetto dell’amministrazione Ruggiero era un’utopia e non si trovavano i soldi, oltre ad essere devastante con conseguenti espropri di zone verdi e un mostro che diventerebbe una cattedrale nel deserto visto che la popolazione studentesca non è enorme, secondo perchè con relativamente pochi soldi si poteva rendere fruibile la strutture. Le cose sono andate peggiorando negli anni , più volte abbiamo denunciato il degrado della struttura, usata da coppiette e drogati, e Costantino Russo , qualche mese fa, è intervenuto in qualche modo, ma la vergogna coperta dai cartelloni di un progetto irrealizzabile continuava.

Ora un passo avanti è stato fatto dal sindaco Vincenzo Iaccarino vediamo che dice

“Qualche settimana fa il capogruppo di Podemos Raffaele Esposito ha pubblicato su facebook un post sulla “scuola incartata”, cioè sull’istituto di Via Carlo Amalfi che da oltre un decennio è in stato di abbandono e di degrado e che l’Amministrazione-Ruggiero ha “coperto” alla vista con i pannelli dove sono illustrati alcuni stralci del progetto frutto di un concorso per la sua ricostruzione. Esposito fa riferimento anche a “Piano Futura”, cioè al piano delle opere pubbliche che prevedeva 72 mln di opere e conclude sostenendo che se fosse stato lui a guidare l’Amministrazione in due anni avrebbe aperto almeno il cantiere e annuncia l’idea di incatenarsi, per protesta, ai cancelli della Scuola.

All’amico e consigliere Raffaele, la cui “provocazione” è diretta ad accendere i riflettori su un tema di grande interesse, ho il dovere di rispondere e quindi procedo con un aggiornamento che avrei fatto fra qualche settimana non appena avremmo avuto disponibile quello che ora spiego e che smentisce la presunta inerzia mia e dell’Amministrazione su questo argomento

Nell’aprile del 2017 ho effettuato un sopralluogo nella scuola insieme al Consigliere Regionale del PD Mario Casillo (pubblico la testimonianza fotografica) per sensibilizzare la Regione Campania su questa criticità e sull’intenzione dell’Amministrazione di trovare le risorse finanziarie necessarie per ricostruire la scuola. Abbiamo valutato diverse ipotesi e considerando il costo di 10 mln di euro per rifare ex novo la scuola ci siamo posti l’obiettivo di verificare ogni opportunità per accedere a finanziamenti a livello regionale, nazionale ed europeo allorquando fossero disponibili essendo evidentemente impossibile per il Comune, da chiunque diretto, sostenere in proprio la realizzazione dell’opera.

Quindi lo scorso 11 Aprile, dopo un decennio di stasi amministrativa su questo tema, ho tenuto una prima riunione operativa con i progettisti del nuovo istituto in Via Carlo Amalfi al fine di attivare in maniera concreta le procedure per giungere in tempi brevi all’elaborazione di un progetto di primo lotto che preveda la demolizione del fabbricato inagibile e la costruzione della prima porzione del complesso scolastico del quale esiste già il progetto generale frutto del concorso di progettazione espletato dalla precedente amministrazione.

Al termine della riunione si è stabilito comprendere nel primo lotto, oltre che la demolizione delle strutture inagibili, la costruzione di opere compatibili con il progetto generale già elaborato, che comprendono l’autidorium, la palestra coperta e il parcheggio.
La scelta è dettata sia dall’immediata conformità urbanistica del primo intervento, sia per ottenere un lotto funzionale di importo più contenuto (3 mln €) rispetto al costo del progetto generale (10 mln €).
Una prima bozza del progetto è già all’esame dell’Ufficio Lavori Pubblici. L’obiettivo è quello di concorrere ai prossimi bandi di finanziamento per l’edilizia scolastica con un progetto esecutivo di primo lotto immediatamente cantierabile. Di fatti il progetto generale necessita di specifica variante urbanistica e di espropriare terreni di proprietà privata con tempi molto lunghi.

Il primo lotto, avendo la conformità urbanistica ed essendo limitato all’area di proprietà comunale, è molto più attuabile in tempi relativamente brevi.
Colgo l’occasione per ringraziare il prof. Pasquale Miano, capogruppo del team di progettazione già incaricato, che ha prontamente individuato la soluzione progettuale del primo lotto ed è già a lavoro insieme alla sua squadra (nella quale spicca l’architetto pianese Bruna Di Palma) per l’elaborazione del progetto esecutivo e il Responsabile dei LL.PP. Geom. Dario Pappalardo con lo staff tecnico dell’UTC di Piano.

Non appena disporremo di questo progetto esecutivo aggiornerò il Consigliere Esposito e tutta la minoranza consiliare. Se non l’ho fatto prima è stato soltanto per “ragionare su fatti concreti”.

Al caro sindaco Vincenzo Iaccarino diamo atto che si sta interessando e volge a progetti più concreti del libro dei sogni presentato dalla precedente amministrazione, almeno relativamente alla Scuola Carlo Amalfi, ma gli chiediamo di ricordarsi del lavoro fatto da chi ha già un progetto pronto realizzabile in pochi mesi. Progetto che ovviamente va rivisto specificato reso concreto. E non creda alla befana, la demolizione e la ricostruzione la vuole chi ci deve speculare sopra.. Si specula poco nella ristrutturazione o nella sistemazione dell’esistente.

E si confronti con chi già ha affrontato il problema sotto prospettive diverse…

Guardare oltre gli errori del passato è la virtù del leader che ama il proprio paese. Seguire il solco tracciato cercando di diminuirne gli errori è comunque seguire una strada che porta a un sentiero che si perde dietro gli interessi o le utopie altrui..

Parliamone e confrontiamoci per il bene del paese non solo per il gusto di criticare

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