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Piano di Sorrento . La stampa e la politica. Allo “smemorato” Antonio D’Aniello e ai dormienti consiglieri di opposizione ricordiamo la scuola Carlo Amalfi

Piano di Sorrento . La stampa e la politica. Allo “smemorato” Antonio D’Aniello e ai dormienti consiglieri di opposizione ricordiamo la scuola Carlo Amalfi. Antonio D’Aniello parla di stampa e politica dimenticando, volutamente o no, Positanonews. All’ultimo consiglio comunale siamo stati presenti per un pò, non lo abbiamo seguito per intero, ma un pò di persona e un pò per streaming lo abbiamo seguito come facciamo da quasi 14 anni.

Sono quasi quattordici lunghi anni che Positanonews segue tutti i giorni, non settimanalmente e non da pochi mesi, ma tutti i giorni, le vicende carottesi.  La “politica” intesa nell’apparentamento di uno con un’altro e i vari intrecci di una tele novela dove i cittadini vengono messi ai margini e tutto viene deciso nella fase pre voto, come è successo anche questa volta con la scelta di Vincenzo Iaccarino , dove prima del voto , con la complicità del PD, si facevano gli accordi nelle stanze e alla fine, fatti fuori i vari Gianni Iaccarino e Cappiello, si decretava il vincitore voluto dalle lobby prima di andare al voto, allora ha ragione. Questa “politica” non ci interessa. Quella fatta di personaggi e personagetti, come dice l’amico De Luca, amico del PD, ovviamente.

Al caro Antonio D’Aniello ricordiamo che Positanonews si è occupata di politica, nel senso ampio della parola, della città, dei problemi, ai quali la gente oramai si è abituata a rivolgersi. Una donna malata di tumore senza fissa dimora, costretta a dormire all’addiaccio, abbiamo anche cercato di trovargli una casa con i servizi sociali di Piano e Meta che si rimpallavano la palla. La viabilità con scontri memorabili col comando di Polizia Municipale, alla quale chiedevamo meno multe e più controlli e una presenza fissa al Cavone, uno scontro che abbiamo pagato caro in tutti i sensi, ora siamo in una tregua armata anche perchè vediamo che ci sono dei controlli più costanti ma vorremmo un presidio fisso al Cavone, per esempio.

Non sto qui ad elencare le tante battaglie fatte, su Marina di Cassano abbiamo fatto centinaia di reportage, sulle strade abbandonate e mai realizzate pure, dietro la pompa del Gas al cimitero, sulle tasse della spazzatura non so se ricorda qualcosa.

E la stazione della Circumvesuviana? Gli scontri col sindaco Vincenzo Iaccarino sono serviti, dopo che si è sincerato lui di persona che era una vergogna, il sindaco, gliene do atto, si è dato da fare e con l’ EAV di De Gregorio ha riqualificato la stazione. Ma anche qui eravamo da soli, come se il turismo , di cui la stazione è un biglietto da visita, non importasse a nessuno.

In più CI SIAMO SOSTITUITI ALLA POLITICA. Noi non carottesi, ma cittadini del mondo, che viviamo Piano tutti i giorni, per lavoro e per amore, dove abbiamo anche la redazione, ci siamo lanciati DA SOLI PER ANNI nella battaglia sulla Scuola Carlo Amalfi. Abbiamo fatto anche un dibattito pubblico, sostituendoci di nuovo alla politica, organizzata con le nostre forze e a nostre spese. Solo per amore del paese e per uno scandalo infinito.

Smemorato Antonio te lo do per questo , ma anche per provocar te e gli altri consiglieri di minoranza. Una situazione del genere meritava una DENUNCIA alla Corte dei Conti . La risposta? Ma ci sono i presupposti?

Scusami tanto questo lo decide il magistrato. Oltre un decennio per una scuola inutilizzata, quindi mancati introiti, progetti fatti e non realizzati, gli stessi cartoni di facciata inutili, ora pure un muro, e cosa aspettate?

Prendete carta e penna e chi può cominci a scuotersi da questo sonno , ma finiamola di fare post e fare like. Cercate di fare i politici sul serio, se dopo tanti anni non si trova una soluzione. E noi la abbiamo portata su un piatto d’argento , con un progetto seppur da rivedere  perchè fatto fare al momento, comunque da prendere in considerazione, di che parliamo?

La Scuola va ristrutturata o venduta. La demolizione e ricostruzione è stata proposta e voluta sperando in chissà quali fondi sarebbero scesi da cielo, dalla Regione Campania o dallo stesso buon Renzi, se non ricordo male la Buona Scuola, uno slogan che era quasi una presa in giro. Ora quel progetto invece di buttarlo dove dovrebbe essere buttato Iaccarino vuole riprenderlo parzialmente, una cosa già mostruosa in se per se diventerà ancora più deformante ed inutile, invece di prendere in considerazione quello che ha dettato il buon senso ed uno dei tecnici migliori della Penisola come l’ingegner Antonio Elefante in un dibattito organizzato con spontaneità e amore per la città da Positanonews visto il vuoto totale della politica.

La Scuola Carlo Amalfi è triste monumento all’ignavia, indifferenza, incapacità degli amministratori e delle opposizioni. Noi ci siamo fatti non solo giornalisti ma addirittura parte attiva, ma siamo sempre stati lasciati soli. Basta scrivere, ora bisogna agire..

Ma già immagino i mille se e ma , faccio politica di “proposta”, politica di “idee”, insomma il solito PD da post e like, ma pochi fatti.

Se ti riferisci invece ai grandi temi della politica, tipo la mozione antifascismo, ti do ragione, ma deve essere estesa a tutti i comuni della Penisola Sorrentina, se conosci un pò la storia di questo lembo di terra e le ultime reazioni a zingari, migranti e compagnia bella, mi darai ragione. Quindi non va focalizzata e personalizzata per una ingenuità e superficialità di un assessore, ma va estesa dal PD e dalle forze democratiche a tutto un territorio tradizionalmente di destra nel dna.

Sul territorio invece vi vedo assenti o perlomeno poco incisivi. La politica si va agendo anche , anzi sopratutto, nelle sedi istituzionali. Se si sono fermati gli scempi dei parcheggi lo dobbiamo a chi , come Claudio d’ Esposito del WWF, si è esposto in prima persona facendo ricostruzioni e denunce precise agli organi competenti. Cominciate a fare politica vera su fatti concreti, come la Scuola Carlo Amalfi,  e ne parleremo eccome.

Buon lavoro e scusa per i punti e virgola che mancheranno, ho scritto di getto.

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