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Lettere da Piano di Sorrento : Quando il mare è blu

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
QUANDO IL MARE È BLU

Da che mondo è mondo le bandiere hanno avuto sempre una simbologia significativa per rappresentare una realtà dietro la stoffa colorata. Bandiera bianca: simbolo di resa, gli assediati la esponevano per arrendersi agli assalitori; bandiera gialla (qui non c’entra la trasmissione radiofonica di Arbore/Boncompagni di anni fa), con questa bandiera si rappresenta, per esempio, un’epidemia scoppiata a bordo di una nave; bandiera rossa: era l’immagine del comunismo nostrano…bandiera blu, nel mondo contemporaneo dovrebbe essere un premio per chi sostiene la tutela ambientale. È il simbolo della balneabilità dei lidi; se appare su di un litorale vuol dire: state tranquilli, potete fare il bagno. Sicché, se oggi sui lidi sorrentini è comparsa, dobbiamo stare sereni ed essere contenti. Noi che abbiamo la fortuna di avere il mare, fonte curativa e salutare, ce lo dobbiamo godere, portiamo pertanto i nostri figli e i nipotini a mare perché non abbiamo nulla da temere. Se però si verificano fenomeni di dermatite, foruncoli, infezione della pelle, etc, evidentemente le cause si dovranno cercare altrove. Certamente sarebbe meglio se si potesse cancellare anche quel profumino di fogna che aleggia su alcune spiagge nostrane. Con l’inizio della stagione balneare, però, si ripropongono altre problematiche: l’aumento impressionante degli stabilimenti; occupano in Italia circa il 70 % della superficie costiera; sono sovente violati i diritti dei bagnanti; infatti sorgono dispute quando un bagnante, per raggiungere il mare, transita per un ingresso di uno stabilimento e secondo il concessionario dovrebbe pagare ed invece non è dovuto alcun pagamento ed il bagnante può anche transitare e sostare sulla battigia, purché rispetti i cinque metri che occorrono per un eventuale soccorso marino. A questo punto è consigliabile che il bagnante, oltre a portare un minimo, cioè costume e asciugamano, porti con sé anche un metro per le opportune misurazioni. Le spiagge libere non esistono più, o consistono in una limitatissima striscia. I prezzi offerti al pubblico sono esagerati; per avere un ombrellone e due lettini, bisogna pagare almeno 25 euro al giorno, e chi non può permetterselo? Come può agevolmente vedersi, la parentesi edonistica: estate-mare non è sempre un entusiasmante prospettiva per molti, specie per quelli che hanno lavorato ed attendono le vacanze per avere quel tonificante riposo per la ripresa lavorativa.

(avv. Augusto Maresca)

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